La sonda spaziale NASA Psyche ha inviato dati con un laser da 460 milioni di chilometri
La sonda spaziale NASA Psyche, alla fine di luglio, è riuscita ad inviare e ricevere dati attraverso la comunicazione via laser da ben 460 milioni di chilometri. Un nuovo successo per il sistema DSOC.
di Mattia Speroni pubblicata il 05 Ottobre 2024, alle 21:23 nel canale Scienza e tecnologiaNASA
Comunicare nello Spazio è complesso, soprattutto quando si tratta di missioni nello Spazio profondo. Attualmente le sonde spaziali utilizzano le onde radio inviare o ricevere informazioni (raggiungendo distanze ragguardevoli, tanto da poter comunicare con le sonde Voyager a oltre 20 miliardi di chilometri dalla Terra). Questo sistema si è dimostrato però molto lento in termini di trasferimento di dati richiedendo anche antenne ingombranti come quelle del DSN. Negli ultimi anni sono in corso test per impiegare laser per inviare o ricevere dati, sia in orbita bassa terrestre (LEO) sia nello Spazio profondo. Un esempio è il test in corso grazie alla sonda spaziale NASA Psyche.
Di questi test ne avevamo già scritto in passato, con la sonda spaziale (lanciata un anno fa) che aveva raggiunto risultati incoraggianti. Grazie alla comunicazione laser DSOC, Deep Space Optical Communications, sono stati inviati dati da 16 milioni di chilometri ma anche a 31 milioni di chilometri fino a superare i 220 milioni di chilometri ad aprile di quest'anno. I test con NASA Psyche non si sono fermati.
Nuovo record di trasmissione per NASA Psyche
Come riportato dal JPL recentemente la sonda spaziale è riuscita a comunicare via laser (che funziona con frequenze nel vicino infrarosso) da una distanza di 460 milioni di chilometri. Un risultato importante in quanto è la distanza alla quale si trovano Marte e la Terra quando sono più lontani fra loro. Il test è stato eseguito con successo alla fine di luglio mentre il sistema DSOC ha ora concluso la prima fase di dimostrazione tecnologica dal momento del lancio.

Meera Srinivasan (del JPL) ha scritto "il traguardo è significativo. La comunicazione laser richiede un livello di precisione molto elevato e prima di lanciare Psyche, non sapevamo quanta degradazione delle prestazioni avremmo visto alle distanze più lontan. Ora le tecniche che utilizziamo per tracciare e puntare sono state verificate, confermando che le comunicazioni ottiche possono essere un modo robusto e trasformativo per esplorare il Sistema Solare".
I segnali vengono ricevuti da NASA Psyche dalla stazione di terra del telescopio Hale mentre sono inviati dall'Optical Communications Telescope Laboratory. Entrambe le strutture si trovano in California e sono gestite dal JPL. Per inviare segnali a distanze così elevate via laser è necessario impiegare potenze fino a 7 kW.
Lo scopo è quello di poter fornire sistemi di comunicazione in grado di consentire l'invio di molti dati ampliando la larghezza di banda disponibile (i dati viaggiano sempre alla velocità della luce). Questo sarà fondamentale per le missioni con equipaggio umano sulla Luna ma anche e soprattutto su Marte. Attualmente per NASA Psyche si tratta di un sistema di supporto e non del principale, che funziona sempre con onde radio.

Quando NASA Psyche si trovava a 50 milioni di chilometri dalla Terra era stata raggiunta una velocità di trasmissione di 267 mbit/s, a 240 milioni di chilometri invece la velocità media era di 6,25 mbit/s con punte di 8,3 mbit/s. Come sottolineato dal JPL, questo però è ancora un test con una tecnologia che avrà grandi margini di miglioramento in futuro.
La missione NASA Psyche ha come obiettivo primario l'analisi di un asteroide metallico (tra i più grandi della fascia principale) chiamato 16 Psiche. La sonda cercherà di analizzare questo oggetto celeste per capire se si tratta di un nucleo di un protopianeta oppure se è di materiale fuso. Grazie alla analisi si potrà anche determinare l'età delle varie zone superficiali dell'asteroide e capire se sono presenti elementi leggeri o meno. Sarà possibile inoltre realizzare una topografia di Psiche e capire come si è formato.










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7 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoP.S. La versione di 290 mln di 'miles' dell'immagine non è 240 ma 467 mln di km.
Per quanto riguarda voyager, ad oggi trasmettono a un centinaio di BYTE al secondo, per cui..
credo che le comunicazioni punto-punto valgano più di tratte a salti...
quantomeno per l'affidabiltà del segnale...
Corretto, ma la frequenza usata (il vicino infrarosso rispetto alla zona radio) ha il vantaggio di avere una larghezza di banda estremamente più ampia oltre che a subire influenze e rumori da altre sorgenti di onde e assorbimenti vari. Se hanno scelto quella lunghezza di bada ci sarà sicuramente un motivo.
A chi pensa che è una tecnologia fallimentare rispondo che si tratta solo di un primo test per verificarne il funzionamento e come criticare il primo motore di Benz dicendo che non funzionerà mai rispetto al cavallo.
Hai detto poco! La frequenza della portante determina la banda disponibile, e la luce ha frequenze qualche ordine di grandezza più alte delle onde radio. Il vantaggio principale delle comunicazioni ottiche è quindi la possibilità di trasmettere molte più informazioni nell'unità di tempo rispetto alle comunicazioni radio, permettendo potenzialmente cose come la trasmissione in tempo reale (al netto del ritardo dovuto alla velocità della luce) di immagini e video ad alta definizione da distanze interplanetarie, cosa impossibile da ottenere con le trasmissioni radio a meno di aumentare a dismisura le dimensioni delle antenne e le potenze impiegate.
Inoltre, un fascio laser resta piuttosto stretto anche a grandi distanze, e questo permette meno problemi di interferenze fra segnali diversi e maggiore sicurezza intrinseca del canale di comunicazione (ma d'altra parte richiede sistemi di puntamento estremamente precisi).
P.S. La versione di 290 mln di 'miles' dell'immagine non è 240 ma 467 mln di km.
La banda richiesta da una ipotetica futura voyager non sarà paragonabile a quella richiesta da missioni planetarie sia in termini di guidance (sempre che i progressi AI richiedano guidance spinta) ma soprattutto di dati dai sensori; sulle sonde come voyager non c'è niente da fotografare o filmare, solo sensori che producono "pochi" dati da inviare. Inverosimile dedicare tanta potenza alla sola trasmissione dati via laser, meglio dedicarla agli strumenti (gli RTG producono centinaia di W al lancio, non decine di kW)
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