Inizia il rientro di alcuni satelliti SpaceX Starlink difettosi, continua il test di Direct to Cell
Secondo quanto rilevato, SpaceX ha iniziato a far deorbitare i primi satelliti Starlink difettosi come annunciato nella prima metà di febbraio 2024. Nel frattempo la società sta proseguendo i test sulla tecnologia Direct to Cell.
di Mattia Speroni pubblicata il 27 Febbraio 2024, alle 16:02 nel canale Scienza e tecnologiaStarlinkSpaceX
Nella prima metà di febbraio SpaceX aveva annunciato di voler fare deorbitare circa 100 satelliti Starlink a causa di un problema produttivo che ne avrebbe potuto causare un malfunzionamento. Per evitare di avere satelliti non più controllabili in orbita, la società statunitense ha quindi deciso di porre fine alla loro vita operativa anzitempo riducendo la problematica dei potenziali detriti spaziali.

Non erano stati forniti dettagli precisi tranne che si trattava di satelliti di prima generazione e non dei più nuovi V2 mini. Il problema produttivo non è stato specificato ma le operazioni sono attualmente in corso e i primi 25 satelliti Starlink (dei 120 complessivi) hanno iniziato a ridurre la propria altitudine per poi bruciare completamente nell'atmosfera.

I satelliti Starlink sono pensati per non porre problemi di detriti che cadono a terra disintegrandosi completamente nell'atmosfera sia quando si tratta di rientri attivi (con propulsione) sia di rientri passivi (senza più propulsione autonoma). Le unità coinvolte sono state lanciate nel 2020 e nel 2021 e non erano ancora alla fine del loro ciclo vitale. La quota operativa di questa serie di satelliti per la comunicazione Internet ad alta velocità era di 560 km (LEO) mentre ora alcuni di essi sono a 350 km e altri a 460 km di altitudine in decrescita come segnalato dall'astronomo Jonathan McDowell.

Nel frattempo SpaceX ha annunciato di aver inviato il primo post su X sfruttando Direct to Cell. Questa tecnologia è disponibile attualmente solo su alcuni satelliti di seconda generazione (V2 mini) ma verrà ampliata presto a tutta la megacostellazione con la naturale sostituzione delle unità in orbita. Si tratta della possibilità di inviare dati da un comune smartphone, tablet o dispositivo IoT attraverso la rete satellitare Starlink ma senza modifiche hardware ai dispositivi.
Questo rende compatibile Direct to Cell con dispositivi già in vendita ed esistenti anche senza aggiornamenti firmware ma basta il supporto al 4G LTE o superiori. Solo alcuni operatori saranno abilitati inizialmente al suo utilizzo e solo per messaggi di testo (SMS). Con il progredire dei test e l'ampliarsi della costellazione sarà possibile anche utilizzare Direct to Cell per chiamate e navigazione Internet.










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