Il telescopio spaziale James Webb ha permesso di conoscere meglio le aurore di Giove
In un nuovo studio effettuato grazie al telescopio spaziale James Webb è stato possibile conoscere meglio le aurore di Giove e l'atmosfera superiore del gigante gassoso scoprendo notevoli differenze rispetto agli studi precedenti.
di Mattia Speroni pubblicata il 13 Maggio 2025, alle 15:31 nel canale Scienza e tecnologiaESANASA
Come abbiamo avuto modo di scrivere in passato, il telescopio spaziale James Webb consente di osservare oggetti lontani, come gli esopianeti K2-18b e TOI-421 b per conoscere meglio l'atmosfera e caratterizzarli (oltre a cercare tracce di vita extraterrestre). Ma il JWST può essere anche impiegato per studiare oggetti ben più vicini, come i pianeti del Sistema Solare. In un nuovo studio dal titolo Dynamic infrared aurora on Jupiter il telescopio ha permesso di osservare le aurore di Giove nell'infrarosso così da scoprirne i segreti.
Secondo quanto riportato, grazie al telescopio spaziale James Webb è stato possibile catturare nuovi dati con un dettaglio senza precedenti delle aurore gioviane. Non solo sulla Terra sono possibili questi fenomeni atmosferici, ma anche su Marte, Saturno, Nettuno e Urano consentendo in questo modo di capire l'interazione tra l'atmosfera, il campo magnetico del pianeta ma anche con l'emissione solare.
Il telescopio spaziale James Webb e le aurore di Giove
A causa della sua struttura e della sua dimensione, Giove genera aurore molto più estese, molto più luminose ed energetiche rispetto a quelle terrestri. Osservando questo fenomeno è possibile capire come agisce la complessa e dinamica magnetosfera del gigante gassoso. Come sulla Terra, anche nel caso di Giove le aurore si formato quando particelle ad alta energia entrano nella sua atmosfera vicino ai poli magnetici, entrando così in collisione con atomi di gas e generando emissione di luce a diverse lunghezze d'onda.
Il gigante gassoso genera aurore grazie non solo all'interazione con le emissioni solari ma anche con le emissioni di satelliti come Io che, grazie all'attività vulcanica, espelle particelle che poi vengono attirate dalla gravità di Giove. Il telescopio spaziale James Webb ha osservato Giove con lo strumento NIRCam (Near-InfraRed Camera, vicino infrarosso) e il filtro F335M alla fine di dicembre 2023 notando alterazioni della regione aurorale con "vibrazioni" ed emissioni luminose rapidissime, nell'ordine dei secondi, molto più velocemente di quanto ci si aspettasse.

Secondo lo studio, l'emissione del catione idrogenonio (H₃+) ha una variabilità superiore alle attese consentendo però di capire come l'atmosfera superiore di Giove modifichi la sua temperatura. Osservando lo stesso fenomeno con il telescopio spaziale Hubble è emerso però che l'emissione elevata nell'infrarosso non aveva una corrispondenza con l'emissione ultravioletta. Il perché non è ancora chiaro. In generale c'è ancora molto da scoprire su Giove e la sua atmosfera. Per questo gli scienziati hanno intenzione di eseguire nuove osservazioni in futuro sia attraverso il JWST sia con altri strumenti, come quelli disponibili sulla sonda spaziale Juno.










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2 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoSospetto di sì, si tratta di una ricerca di base, non applicata, e Trump non sembra capire bene lo scopo di queste analisi.
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