Anche i notebook russi si spostano in Cina

Anche i notebook russi si spostano in Cina

Una compagnia Moscovita ha deciso di chiudere le operazioni di produzione in Russia e affidarsi alle compagnie Taiwanesi ODM con base produttiva in Cina

di pubblicata il , alle 09:18 nel canale Portatili
 

La migrazione delle operazioni di produzione verso le regioni Cinesi, avviata da tempo dalla maggior parte delle compagnie di Taiwan, sta ora interessando anche compagnie con base in paesi dell'est europeo. In particolare la compagnia moscovita NCA-Group, proprietaria del marchio iRU, è prossima alla chiusura degli stabilimenti di assemblaggio in russia per completare il passaggio della produzione dei propri notebook in Cina presso produttori ODM di Taiwan.

Ancora non è stato deciso quale sarà la compagnia di Taiwan che si prenderà in carico l'assemblaggio dei notebook iRU. In passato la compagnia russa ha più volte collaborato con aziende come Quanta Computer, Wistron, Mitac International, Arima e Clevo. Pare inoltre che anche ECS e Twinhead abbiano prodotto notebook iRU, anche se si tratta di informazioni non confermate.

NCA-Group è stata fondata come "daughter company" di LC-Group (più tardi rinominata in Merlion), il principale distributore russo di prodotti IT e numero uno delle compagnie russe IT per il 2004 nella lista stilata da CNews Analytics lo scorso Marzo. Gli stabilimenti di Mosca chiuderanno in questo mese di Settembre e NCA-Group sarà ricongiunta a Merlion, che si prenderà in carico la gestione del brand iRU.

Per quanto riguarda la situazione relativa all'anno in corso, IDC ha classificato iRU, nel secondo trimestre 2005, come quarto brand nel mercato russo con il 32% di market share relativo alla sola russia. Merlion ha dichiarato che NCA-Group è stata in grado di consegnare più di 7000 notebook a marchio iRU nel mese di luglio e di raggiungere la capacità produttiva di 30 mila unità al mese. Lo scorso anno la compagnia ha commercializzato 91 mila notebook iRU e le previsioni per il 2005 sono di 160 mila unità.

La decisione di chiudere gli stabilimenti su suolo russo è stata presa , com'è facilmente inutibile, per cercare di abbattere i costi di produzione e poter competere con le compagnie internazionali come Acer e Asustek che, in Russia, commercializzano sistemi notebook a prezzi particolarmente aggressivi.

Fonte: Digitimes

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15 Commenti
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sorbiturico02 Settembre 2005, 10:46 #1

E' UNA TRAGEDIA

sono notizie che lasciano molto perplessi .
Oramai tutti vanno in cina , paese che gioca sleale
ma se da noi ( inteso come europa ) mancherà il lavoro , con cosa pagheremo i beni ??

Inoltre credevo che in russia che la componente umana costasse molto poco , evidentemente costa ancor mrno in cina ...

E' un problema molto serio quello della delocalizzazione che sta rovinando miglioni di famiglie
NoX8302 Settembre 2005, 11:36 #2
Che dire, non hai torto, anche se la crisi non è da imputare soltanto alla cina, che in questo periodo sembra essere più un capro espiatorio che altro. Nel bel paese ad esempio (ma bello dove?) sarebbe già un inizio se chi di dovere spendesse i soldi per il bene della gente anzichè per il lusso di pochi.
joe4th02 Settembre 2005, 11:42 #3
Originariamente inviato da: sorbiturico]sono notizie che lasciano molto perplessi .
Oramai tutti vanno in cina , paese che gioca sleale
ma se da noi ( inteso come europa ) mancherà

Con i soldi di carta stampati dalla Banca Centrale Europea (privata) e
"noleggiati" agli stati... ;-)

[QUOTE]
Inoltre credevo che in russia che la componente umana costasse molto poco , evidentemente costa ancor meno in cina ...

E' un problema molto serio quello della delocalizzazione che sta rovinando miglioni di famiglie


In effetti... Le produzioni si stanno spostando dove la manodopera costa meno.
Ma insieme alle esportazioni gli regaliamo il know-how per realizzarle.
Il problema è che costa meno, nonostante la robotizzazione e il trasporto
(+ trasporto = + inquinamento). Avere un robot in Cina che assembla un'auto
o stampa una motherboard e uno in Italia che fa esattamente
lo stesso lavoro, non è poi molto differente, visto che al robot non gli dai lo stipendio,
e la Cina è comunque un paese che importa le materie prime..., come la
gran parte dell'Europa, eccezion fatta per la Russia.

Purtroppo questo potrebbe significare due scenari. Il primo
che in questi paesi (europei) ci sarà bisogno
di elevare ulteriormente il livello culturale e tecnologico (in pratica dovremmo
studiare fino a 40 anni...), ovvero qui si progetterà e là si realizzeranno i
prodotti, perlomeno fino a quando il benessere portato in quei paesi eleverà
ulteriormente le loro condizioni sociali e quindi nasceranno i sindacati,
le assicurazioni obbligatorie, la previdenza sociale, gli scioperi, etc.
(alcuni sostengono che ci vorrà una ventina d'anni). E' anche per questo
che si stanno cercando di inasprire le leggi per la protezione
delle proprietà intellettuali (brevetti, copyright), ma purtroppo queste invece di
proteggerci ci si ritorcono contro...

Il secondo scenario è che si sta facendo della Cina la pattumiera del mondo quanto a
inquinamento, visto che non ci sono regole, per cui inquinano fiumi, acque, terreni senza
nessun controllo..., non solo ma anche le loro città che dalle innoque biciclette
sono passate alle auto (solo che sono un miliardo...). E poi arrivano gli uragani...
MasterGuru02 Settembre 2005, 11:44 #4
sta rovinando miglioni di famiglie

a parte l'italiano, credo che tra qualche anno la Cina supererà l'America in campo economico...Almeno si rendano conto che poi i prezzi per l'esportazione dei prodotti incrementa a vista d'occhio...

Mi sa che faremo la fine del Terzo Mondo: le industrie vanno tutte via e qui la disoccupazione aumenta! Dico solo 1 cosa per i dirigenti colpiti dalla "Febbre Gialla": ma andate a cagare...
tommy78102 Settembre 2005, 12:25 #5
la Cina non gioca sleale, gioca con le regole che noi occidentali abbiamo posto per il mercato, abbiamo imposto noi le basi per la nostra fine e poi ci lamentiamo? ricordatevi che se le cose non fossero prodotte in Cina costerebbero il 60% in più a causa del costo della manodopera in occidente. tutti ci lamentiamo però poi tra prodotto italiano e costoso e prodotto cinese a basso prezzo compriamo quest'ultimo.
biffuz02 Settembre 2005, 12:58 #6
E ringraziamo il cielo di avere l'Euro, altrimenti a quest'ora saremmo ridotti come l'Argentina, con le folle infuriate che assaltano i supermercati...
ulisss02 Settembre 2005, 13:22 #7
Per dirla come si usa nella mia città, noi occidentali ....."stiamo andando a mare con tutti i panni"....

Ora anche i russi vanno a produrre in Cina..... vuol dire che li la manodopera è in condizioni di semi-schiavitù, c'è libertà di inquinare, poche tasse da pagare, spazi quanti ne vuoi...etc etc... oltre che bocche cucite a mestiere.
VERGOGNA!

Ma vergogna anche qui in Italia, Europa, Usa..... incapaci di proteggere i nostri mercati, di fermare quest'emorragia di industrie, di tutelare milioni di lavoratori e di famiglie.

Incapaci di liberarci dal petrolio con fonti energetiche avanzate come l'idrogeno.

Secondo me tra 100 anni staremo noi come la Cina...non quella di oggi ma quella di ieri.
IL PAPA02 Settembre 2005, 13:34 #8
E' un evento come un altro, ne capitano a decine, è successo alla Asus che delocalizzerà l'intera produzione da Taiwan alla Cina, ora succede alla Russia, forse il problema Russo sono le infrastrutture non all'avanguardia, ed una classe dirigente alquanto monolitica, che poco investe in questo campo; vediamo in Cina come si sta mettendo mano alle povere infrastrutture del paese, costruendo strade, sistemi di trasporto ultra-veloci, incrementando insomma la logistica.
Possiamo certamente dire che la Cina allo stato attuale delle cose stia "giocando sleale" ma non è meno sleale di quanto siamo stati noi in passato, e poi dire Cina spesso non significa dire Cinesi, quando moltissime aziende Cinesi sono in realtà aziende straniere, spostate in territorio Cinese per ovvi motivi di convenienza.
E' altresì difficile imho paragonare cultura e società Russa con cultura e società Cinese.
Potremmo andare avanti per centinaia di pagine disquisendo sul "fenomeno Cina" che sta facendo ammattire economisti, storici, sociologi e politici.
Potremmo tirare fuori decine di teorie tutte buone e magari diametralmente opposte sul perchè questo paese stia assorbendo tutti gli ordinativi di prodotti manifatturieri in primis e da un paio d'anni anche tecnologici.
Faccio un esempio per tutti, gli spaghetti li hanno inventati in Cina, ma ora gli spaghetti sono un po' l'asta della bandiera italiana, un prodotto che distingue l'Italia, non la Cina.
Non ci siamo noi, in questo caso, appropriati di un prodotto altrui? non potevano acquistare gli spaghetti dalla Cina visto che sono stati una loro invenzione? (certo è accaduto molto tempo e la società è profondamente mutata da allora, ma la storia si ripete, partendo dagli spaghetti ed arrivando ai computers).

Come diceva qualcuno, il libero mercato all'Americana è questo, tutti possono fare tutto (ed è giusto) ma senza un organo superiore che regola una demografia di certe attività in base alla richiesta del mercato è molto difficile che il mercato si possa equilibrare da solo, io non sono un economista, ma l'impressione che ho è che se 1 prende 100 e servono 10 al mese per vivere diventa ricco.
Ma se 100 prendono 1 ed al mese servono sempre 10, beh allora non vive nessuno, e si arriva ad un equilibrio per la legge del più forte, fermo restando che poi ognuno sarà libero di rompere quell'equilibrio, ma qualcuno scontento ci sarà sempre.
Ah non dimentichiamo che se quei 100 vogliono vivere tutti, senza che nessuno muoia, cercheranno di portare le spese da 10 a 1, se non possono aumentare i guadagni per paura di non avere clientela, e ciò porta ad un deterioramento della qualità dei prodotti, cosa che da qualche anno (una decina) accade nei nostri pc

scusate il solito papiro magari un po' OT, Cionci non mi bannare nun lo fo +
Mr. Nippo02 Settembre 2005, 14:44 #9
Originariamente inviato da: tommy781
la Cina non gioca sleale, gioca con le regole che noi occidentali abbiamo posto per il mercato, abbiamo imposto noi le basi per la nostra fine e poi ci lamentiamo? ricordatevi che se le cose non fossero prodotte in Cina costerebbero il 60% in più a causa del costo della manodopera in occidente. tutti ci lamentiamo però poi tra prodotto italiano e costoso e prodotto cinese a basso prezzo compriamo quest'ultimo.



una multinazionale produceva gruppi elettrogeni in cina. dopo qualche anno i cinesi hanno cominciato a produrseli da soli, ovviamente grazie al know how portatogli letteralmente in casa. Adesso vendono gruppi elettrogeni che costano 50 euro, contro gli 800 dello stesso modello prodotto dalla multinazionale. Ovviamente l' assistenza fa ridere, ma chi spende 800 euro per un prodotto con 3 anni di garanzia contro un prodotto che costa 50 euro e che nel caso si rompesse fai prima a ricomprare nuovo? ( i prezzi sono reali, il prodotto cinese costa 16 volte meno dell' analogo branded )

è la dimostrazione di quello che succede quando si esporta la tecnologia. il problema è che il business del mondo "occidentale" si pone obiettivi troppo limitati nel tempo, gli scenari guardano a 3 o max 5 anni, e i dirigenti devono portare risultati entro questi termini, molto brevi. Quindi in questa ottica localizzare la produzione in cina è conveniente, peccato questo porti alla rovina nel lungo periodo.
La gente dovrebbe pensare veramente al futuro (lo so è una frase scontatissima, ma quanto è vera....)ma questo non succede mai.
JohnPetrucci02 Settembre 2005, 15:51 #10
Originariamente inviato da: sorbiturico
sono notizie che lasciano molto perplessi .
Oramai tutti vanno in cina , paese che gioca sleale
ma se da noi ( inteso come europa ) mancherà il lavoro , con cosa pagheremo i beni ??

Inoltre credevo che in russia che la componente umana costasse molto poco , evidentemente costa ancor mrno in cina ...

E' un problema molto serio quello della delocalizzazione che sta rovinando miglioni di famiglie

Concordo con te è una tragedia.
Il capitalismo menefreghista si renderà conto di ciò quando la tragedia arriverà anche per questi produttori sempre alla ricerca del max profitto possibile, si manifesterà con la drastica perdita di mercati tradizionali occidentali a vantaggio dei soli mercati asiatici che come quello cinese non pagheranno di certo quello che ha pagato a questi signori l'occidente fino ad oggi.
Dovranno accontentarsi di cifre ben minori, tutto perchè loro dovevano abbassare i costi di produzione.
In Cina con quello che si da agli operai/impiegati non possiamo certo aspettarci un gran bel mercato e i ricchi si sa non fanno il mercato se non quello di nicchia.

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