Governo tassa Netflix, Google per finanziare il cinema italiano: ma c'è odore di bufala

Governo tassa Netflix, Google per finanziare il cinema italiano: ma c'è odore di bufala

In alcuni paesi europei i grossi nomi del web danno una piccola percentuale del proprio fatturato locale per finanziare il settore audiovisivo nazionale. Era balenata l'ipotesi di una simile tassa anche in Italia, ma forse non ci sarà

di pubblicata il , alle 15:11 nel canale Multimedia
NetflixGoogleAmazon
 

Viene chiamata "tassa di scopo", ed è una formula che molti paesi già adottano in favore dell'evoluzione delle proprie infrastrutture. E stando a quanto hanno riportato molte testate del web negli scorsi giorni, anche il Governo Renzi avrebbe pensato di aggiungerne una al settore del video-streaming online. L'obiettivo è di migliorare le condizioni dell'apparato cinematografico del Belpaese, o "rafforzarlo", come si legge sul documento firmato da Franceschini e Giacomelli.

Netflix

Attraverso la nuova tassa di scopo i grandi nomi del web come Netflix, Google e Amazon avrebbero dovuto consegnare una piccola percentuale del proprio fatturato in favore dell'industria audiovisiva italiana, sia cinematografica che televisiva. Se da una parte questa "imposta di scopo" può sembrare una buona idea per alimentare il nostro mercato nazionale impattando in minima parte sui fatturati corposissimi delle multinazionali straniere, dall'altra bisogna considerare un altro aspetto.

Netflix è ampiamente radicato in altri paesi, tuttavia molte realtà simili hanno faticato ad attecchire prima di lui in Italia. Lo streaming online è da noi ostacolato da alcune problematiche di tipo tecnico e aggiungere una tassa, seppur minima, ai fatturati delle grosse firme del settore potrebbe farle desistere dal partecipare in maniera più attiva nel nostro mercato. Insomma, l'idea di fondo sarebbe quella di tassare nuove idee, nuove attività, per alimentare di riflesso quelle vecchie e già radicate. Il che è sostanzialmente sbagliato.

Per fortuna, pare però che la notizia non sia del tutto fondata. Il Governo Renzi aveva in effetti valutato l'ipotesi di seguire le altre nazioni d'Europa con un'imposta simile, ma al tavolo delle trattative con i nomi più importanti del settore si è deciso di lasciar perdere. Il Governo italiano punta a competere con il trend nascente su internet attraverso prodotti a più ampio respiro, in grado di solleticare i gusti di un pubblico più eterogeneo e, perché no, non per forza italiano.

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15 Commenti
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gioiafilippo14 Settembre 2015, 15:22 #1
Non è una novità, il governo fra poco tasserà anche l'aria che respiriamo ... d'altronde dobbiamo fare bella figura con la Merkel in Europa
bobafetthotmail14 Settembre 2015, 15:29 #2
La smentita arriva vari giorni prima dell'articolo, che invece che focalizzarsi sul clickbait potrebbe anche focalizzarsi magari sugli altri aspetti interessanti della notizia, così per dire:
http://www.dday.it/redazione/17591/...ccedera-davvero

"Fonti del MiSE ci hanno infatti confermato che le notizie apparse questa mattina su alcuni quotidiani sono totalmente prive di fondamento, frutto probabilmente della lettura di una sola parte del documento. La parola “Tassa di scopo”, presente effettivamente all’interno del documento intitolato “Rafforzamento del settore audiovisivo”, era riferita esclusivamente alle soluzioni scelte in Francia e in Germania. In Italia, ci assicurano, l’ipotesi è stata scartata da tutti coloro che hanno partecipato alla riunione ai margini del Festival del Cinema di Venezia, broadcaster inclusi: tutti, da Rai a Mediaset, non ritengono giusto tassare gli operatori stranieri che investono in Italia, sarebbe sufficiente che pagassero le tasse nel Paese dove operano. "

"“Produciamo tanto per massimizzare gli ascolti tra i sessantenni” – aggiunge la nostra fonte – “è ora di cambiare”. Ecco perché il Governo ha intenzione di agevolare fiscalmente le aziende e i produttori che realizzeranno opere pensate per un mercato globale,"

e questo

"Tra le indicazioni dei Governo ci sono anche alcuni vincoli legati alle licenze e ai diritti: oggi vengono concesse troppe deroghe a chi dovrebbe destinare, secondo una delibera europea, il 10% della propria programmazione a opere di natura europea e nazionale. Queste deroghe non ci saranno più: Disney, che non riesce ad arrivare al 10% e ha ricevuto una deroga da Agcom, dovrà investire per produrre contenuti da noi, in Europa.

La vendita dei diritti deve prevedere inoltre una distribuzione globale: troppe opere vengono vendute per essere tenute nel cassetto o trasmesse solo su un canale, senza sfruttare i mezzi che la tecnologia oggi mette a disposizione. Tra le proposte del documento ci sarebbe quindi anche una sorta di “accordo” tra broadcaster e committente per spingere un’opera alla massima valorizzazione.

A fare da esempio per la rinascita delle produzioni italiane ci sarà la Rai: ai nuovi vertici infatti il Governo ha imposto una internazionalizzazione delle produzioni, missione condivisa anche dal nuovo direttore della Rai Antonio Campo Dall'Orto. Basta fiction per vecchi, se vogliamo crescere serve un prodotto migliore."
MaxFabio9314 Settembre 2015, 15:50 #3
Originariamente inviato da: bobafetthotmail
La smentita arriva vari giorni prima dell'articolo, che invece che focalizzarsi sul clickbait potrebbe anche focalizzarsi magari sugli altri aspetti interessanti della notizia, così per dire:
http://www.dday.it/redazione/17591/...ccedera-davvero

"Fonti del MiSE ci hanno infatti confermato che le notizie apparse questa mattina su alcuni quotidiani sono totalmente prive di fondamento, frutto probabilmente della lettura di una sola parte del documento. La parola “Tassa di scopo”, presente effettivamente all’interno del documento intitolato “Rafforzamento del settore audiovisivo”, era riferita esclusivamente alle soluzioni scelte in Francia e in Germania. In Italia, ci assicurano, l’ipotesi è stata scartata da tutti coloro che hanno partecipato alla riunione ai margini del Festival del Cinema di Venezia, broadcaster inclusi: tutti, da Rai a Mediaset, non ritengono giusto tassare gli operatori stranieri che investono in Italia, sarebbe sufficiente che pagassero le tasse nel Paese dove operano. "

"“Produciamo tanto per massimizzare gli ascolti tra i sessantenni” – aggiunge la nostra fonte – “è ora di cambiare”. Ecco perché il Governo ha intenzione di agevolare fiscalmente le aziende e i produttori che realizzeranno opere pensate per un mercato globale,"

e questo

"Tra le indicazioni dei Governo ci sono anche alcuni vincoli legati alle licenze e ai diritti: oggi vengono concesse troppe deroghe a chi dovrebbe destinare, secondo una delibera europea, il 10% della propria programmazione a opere di natura europea e nazionale. Queste deroghe non ci saranno più: Disney, che non riesce ad arrivare al 10% e ha ricevuto una deroga da Agcom, dovrà investire per produrre contenuti da noi, in Europa.

La vendita dei diritti deve prevedere inoltre una distribuzione globale: troppe opere vengono vendute per essere tenute nel cassetto o trasmesse solo su un canale, senza sfruttare i mezzi che la tecnologia oggi mette a disposizione. Tra le proposte del documento ci sarebbe quindi anche una sorta di “accordo” tra broadcaster e committente per spingere un’opera alla massima valorizzazione.

A fare da esempio per la rinascita delle produzioni italiane ci sarà la Rai: ai nuovi vertici infatti il Governo ha imposto una internazionalizzazione delle produzioni, missione condivisa anche dal nuovo direttore della Rai Antonio Campo Dall'Orto. Basta fiction per vecchi, se vogliamo crescere serve un prodotto migliore."


Grazie per le info Come al solito si riportano fatti non veri, io non l'avrei nemmeno pubblicata...
C'e' odore di bufala? E' una bufala, è già stato confermato!
Muppolo14 Settembre 2015, 15:59 #4
Vai Nino, affossa per sempre questo sitooooo....!!!!!
doctor who ?14 Settembre 2015, 16:00 #5
8/10 - bello lo stile, idea da premiare, ma ho visto clickbait migliori, si può perfezionare
buziobello14 Settembre 2015, 19:23 #6
che brutta fine che sta facendo questo sito...
Marko#8814 Settembre 2015, 21:11 #7
[SIZE="6"][COLOR="Red"]LE NOTIZIE SPAZZATURA DI NINO GRASSO COMINCIANO AD ESSERE STANCANTI. UNA VOLTA ERA UN PIACERE LEGGERE LE NEWS DI QUESTO SITO; OGGI È UN CONTINUO SUSSEGUIRSI DI NOTIZIE SCRITTE MALE, TITOLI FUORVIANTI E ROBACCIA "ACCHIAPPACLICK". E L'AUTORE È SEMPRE LO STESSO. IMBARAZZANTE.
[/COLOR][/SIZE]
Il Castiglio14 Settembre 2015, 23:54 #8
Possibile che non riusciate a capire ?
E' ormai chiaro che le news di Nino attirano, nel bene o nel male, più lettori delle notizie "normali" ... a chi interessa una noiosa notizia vera ?
Meglio riportare un rumour che odora di bufala, scrivendo inesattezze a iosa, così se ne parla per giorni.
Anch'io tempo fa cadevo nel tranello, ma ormai il giochino è evidente ... l'importante è far notizia, e far parlare di sé, in qualunque modo
Marko#8815 Settembre 2015, 07:26 #9
Originariamente inviato da: Il Castiglio
Possibile che non riusciate a capire ?
E' ormai chiaro che le news di Nino attirano, nel bene o nel male, più lettori delle notizie "normali" ... a chi interessa una noiosa notizia vera ?
Meglio riportare un rumour che odora di bufala, scrivendo inesattezze a iosa, così se ne parla per giorni.
Anch'io tempo fa cadevo nel tranello, ma ormai il giochino è evidente ... l'importante è far notizia, e far parlare di sé, in qualunque modo


Se rispondo come ho risposto sopra in tutti gli articoli di Nino Grasso dici che non conta nulla? Potremmo fare tutti così...
Muppolo15 Settembre 2015, 11:41 #10
Io vorrei cancellare i miei due account per lanciare un segnale, ma non è consentito...

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