"Non bloccateci, siamo essenziali": i produttori di chip si rivolgono ai governi

"Non bloccateci, siamo essenziali": i produttori di chip si rivolgono ai governi

La SIA, l'associazione che rappresenta l'industria dei semiconduttori degli Stati Uniti, chiede ai governi di tutto il mondo di non bloccare gli impianti produttivi o intralciare la filiera con ordini restrittivi verso aziende e lavoratori.

di pubblicata il , alle 11:41 nel canale Processori
MicronAMDIntel
 

La Semiconductor Industry Association (SIA), l'organizzazione che rappresenta i principali produttori di chip negli Stati Uniti (Intel, AMD, Micron, ecc.), ha chiesto ai governi di tutto il mondo di non imporre misure restrittive verso le attività delle aziende del settore e la relativa filiera come misura per interrompere la diffusione del Coronavirus.

In un post sul blog dell'associazione si legge che i membri dell'associazione "chiedono ai governi del mondo, a tutti i livelli - centrali, stati / province e locali - di dare priorità alla continuità delle operazioni per le aziende di semiconduttori nazionali e i loro fornitori", definendo l'industria dei semiconduttori e la sua filiera come "infrastruttura essenziale e/o attività essenziale".

La SIA spiega che sta lavorando ad esempio con il Dipartimento della Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti per perfezionare le linee guida inviate agli stati e agli enti locali la scorsa settimana. Il vademecum indica la produzione di chip come un business essenziale in quanto di supporto al settore dell'information technology, sempre più cruciale con milioni di persone obbligate a lavorare e/o studiare da casa.

John Neuffer, presidente del gruppo, ha inoltre ricordato come i chip svolgano un ruolo vitale nei dispositivi medici, le reti elettriche e le altre infrastrutture necessarie. "Garantire la continuità dei produttori di semiconduttori e delle relative filiere è necessario per supportare la gamma di servizi sempre più ampia che saranno digitalizzati nelle prossime settimane e mesi", ha scritto. "Poiché la filiera dei semiconduttori è altamente globalizzata, le carenze di semiconduttori create dalle restrizioni operative in una regione non possono essere facilmente compensate dalla produzione in altre regioni".

Al momento, va detto, non si rilevano aziende di semiconduttori statunitensi o in altre parti del mondo che abbiano dovuto frenare la produzione in modo sensibile. Intel, ad esempio, sta lavorando praticamente al massimo. Micron ha invece affermato che ha dovuto gestire con cura le materie prime e la filiera per mantenere la produzione, spiegando come in Malesia alcuni siti sono stati brevemente chiusi prima che le autorità dichiarassero gli impianti delle attività lavorative essenziali. La produzione in tali fabbriche ha però subito dei contraccolpi e al momento rimane limitata per ottemperare alle disposizioni del governo.

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3 Commenti
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noppy126 Marzo 2020, 20:37 #1
e beh certo ,uno stop di un mese e le centrali nucleari cominciano a esplodere , le banche vanno a fuoco, internet collassa e noi chiusi in casa non sappiamo piu come si respira/mangia/si va in bagno perchè mancano le guide su youtube.
giuvahhh26 Marzo 2020, 22:27 #2
in effetti sono ambienti controllati dove si producono i chip
MaxVIXI26 Marzo 2020, 23:10 #3
Originariamente inviato da: giuvahhh
in effetti sono ambienti controllati dove si producono i chip


Attenzione... Loro hanno parlato delle filiera

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