Italia, accordo con Silicon Box vicino. Annuncio settimana prossima?
Dopo le indiscrezioni delle scorse settimane, sembra che il governo italiano e la società di semiconduttori Silicon Box siano pronte ad annunciare un'intesa per la costruzione di un sito produttivo nel nostro Paese.
di Manolo De Agostini pubblicata il 09 Marzo 2024, alle 08:01 nel canale ProcessoriSilicon Box
Sembra proprio che, ormai, vi siano da limare solo i dettagli. Secondo quanto riportato da Reuters, il governo italiano starebbe finalizzando i termini di un'intesa con Silicon Box per costruire un sito per la produzione e l'assemblaggio di semiconduttori.
Secondo le fonti, l'Italia e la società di Singapore avrebbero trovato la quadra attorno a un accordo sostenuto da sussidi statali per un valore di massima attorno ai 3 miliardi di euro, anche se "l'entità dell'investimento e l'importo del denaro pubblico offerto come parte del piano complessivo devono ancora essere definiti", ha dichiarato una fonte a Reuters.
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Il nome di Silicon Box circolava da settimane, grazie a una soffiata pubblicata da Il Sole 24 Ore. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha convocato una conferenza stampa per la prossima settimana per presentare quello che ha definito un "nuovo importante investimento in Italia da parte di un'azienda leader nel settore della microelettronica".
Silicon Box è stata creata nel 2021 dai fondatori di Marvell Technology - Dr. Sehat Sutardja e sua moglie Weili Dai, a cui si aggiunge il Dr. Byung Joon Han - e opera nel campo della progettazione di chip, soprattutto nel settore dei nuovi progetti basati su chiplet e del packaging avanzato.
Non è chiaro dove Silicon Box costruirà il suo sito produttivo in Italia, ma ci sono diverse possibilità e, secondo le indiscrezioni, in pole position vi sarebbero Veneto e Piemonte con le medesime aree che erano state proposte a Intel. Ricordiamo che l'investimento potenziale annunciato dal colosso statunitense è dato dai più per sfumato, sebbene dal governo e da Intel si mantenga ufficialmente una posizione di apertura verso le trattative.
Quello con la società di Singapore potrebbe non essere l'unico accordo in arrivo nell'ambito della microelettronica e dei semiconduttori. Il mese scorso il ministro Urso ha dichiarato che l'Italia era pronta a offrire 4,75 miliardi di euro di aiuti statali per attirare produttori di chip stranieri. Secondo le voci di corridoio, sarebbero stati avviati colloqui - dagli esiti non noti - anche con le taiwanesi MEMC Electronic Materials e TSMC.










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12 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoMancanza di know-how e soprattutto elimini la necessità di farti un nome per vendere ciò che produci.
Non credo proprio visto che abbiamo già aziende con il know-how e che vendono con il loro nome in tutto il mondo.
ST, NXP e Infineon per dirne alcune.
Adesso resta da togliere tutta la burocrazia inutile che frena lo sviluppo.
Ma perchè scrivete cose se non sapete?
Credi che i fondi europei per l'informatica e l'elettronica non siano ingenti?
Pensi che non esistano realtà come STMicroelectronics, Arduino, ecc?
Solo che ci vogliono ANNI per far partire certe produzioni
Credi che i fondi europei per l'informatica e l'elettronica non siano ingenti?
Pensi che non esistano realtà come STMicroelectronics, Arduino, ecc?
Solo che ci vogliono ANNI per far partire certe produzioni
Certo che lo so, vedi post sopra.
Arduino non centra molto visto che usa un micro Atmel.
Ci vogliono anni, ma ci vogliono meno anni se lo fa Silicon Box?
che produce di noto?
Il know-how in Europa di certo non manca, ma quello che più ci servirebbe sono i processi produttivi avanzati (<7nm), e mi spiace dirlo, in Europa abbiamo quasi o proprio nulla.. ecco perché cerchiamo società americane o asiatiche.. il processo produttivo più avanzato di ST Microelectronics è a 65nm, roba che nelle cpu non si usa più dal 2007.. anche per processi meno avanzati (28-7nm) credo ci siano solo le fabs di Globalfoundries in Germania
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