Tim Cook chiede a Trump di non uscire dagli accordi climatici di Parigi

Tim Cook chiede a Trump di non uscire dagli accordi climatici di Parigi

Il CEO di Apple vuole far cambiare idea al Presidente degli Stati Uniti d'America sull'uscita degli USA dagli accordi climatici internazionali. Come Tim Cook anche Elon Musk nel fronte dei no sull'isolamento degli USA.

di pubblicata il , alle 15:41 nel canale Apple
AppleMicrosoftTesla
 

Il presidente degli Stati Uniti d'America ha deciso: il suo paese uscirà dagli accordi climatici Cop21 di Parigi. In giornata dovrebbe realizzare una conferenza stampa apposita per confermare la decisione che sembra però portatrice di disaccordi con molti politici del proprio partito ma anche e soprattutto con molti imprenditori americani che proprio sugli accordi climatici per il futuro avevano creduto fortemente. Tim Cook, CEO Apple, è il primo a parlare e a chiedere al nuovo Presidente degli USA un dietro front su tale decisione perché va contro gli ideali sui quali il popolo americano ha creduto negli ultimi anni e soprattutto va contro tutte le riforme che le aziende come Apple hanno fatto proprio per cercare di migliorare la situazione ambientale dell'intera nazione prima che del mondo intero.

Quello di Cook non è l'unico appello al Presidente Trump perché anche Elon Musk, CEO di Tesla, ha voluto ribadire il grave errore che gli Stati Uniti d'America farebbero se uscissero dagli accordi sul miglioramento ambientale. Lui che ha fatto del suo sogno un lavoro e che ha realizzato prima di tanti altri la prima vera auto elettrica con tutta la tecnologia che oggi è possibile implementare a livello industriale e sopratuttto colui che vuole rinnovare anche il solare termico con dei pannelli innovativi pronti ad essere integrati nelle abitazioni del futuro come fossero semplici tegole. Il CEO di Tesla, che ha appoggiato Trump durante la campagna elettorale, ha già fatto sapere che se gli accordi di Parigi saranno abbandonati dagli USA, lui stesso si uscirà dal consiglio del nuovo Presidente degli Stati Uniti d'America.

Quello che si sta creando è una task force sempre più nutrita di aziende americane che credono nell'ambiente del futuro degli USA e che hanno già firmato una lettera indirizzata al Presidente Trump in cui esplicitamente viene chiesto di non ritirare il proprio paese dagli accordi. “Ampliando il mercato a tecnologie pulite ed innovative, l’accordo crea occupazione e crescita economica. Le aziende statunitensi sono in grado di guidare questi mercati e il ritiro dagli accordi limiterà l’accesso a questi ultimi potendo esporci a misure di rappresaglia”. E' un monito importante quello delle aziende americane quali Intel, Microsoft oltre alle già citate Apple e Tesla che hanno indirizzato negli anni passati ad una vera e propria rivoluzione le proprie aziende puntando esclusivamente ad innovazioni ad impatto ambientale pari a zero.

Quello che fa ancora più scalpore, se così si può dire, sono le preoccupazioni anche di colossi industriali petroliferi come Shell e Exxon Mobil, i quali dichiarano apertamente come l'uscita del proprio paese dai contenuti pro ambiente internazionali sia un grosso passo falso dell'amministrazione Trump e che se davvero avvenisse potrebbe ripercuotersi nei loro confronti senza scampo. Insomma un "clima" decisamente infuocato quello che il neo presidente Trump ha invocato con le proprie dichiarazioni sulle possibili future scelte sui trattati ambientali internazionali che solo i produttori americani di carbone appoggiano palesemente. Gli stessi sono ormai in debita minoranza rispetto all'idea di un'America e di un mondo più pulito ma soprattutto in grado di non "morire" sopraffatto da un'industrializzazione nociva sempre più estesa e dannosa.

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191 Commenti
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zappy01 Giugno 2017, 15:51 #1
È un palazzinaro borioso e che crede di essere un dio...
hmmm mi ricorda qualcuno....
manca solo un po' di burlesque, ma arriva...
demon7701 Giugno 2017, 15:52 #2
Caro Cook, apprezziamo il gesto ma ormai dovrebbe essere piuttosto cristallino che il presidente USA è una testa di minch*a.
ilbarabba01 Giugno 2017, 15:58 #3
Finalmente uno che ha le palle di provare a far capire alla massa che questi accordi sono una bufala economica.
Portocala01 Giugno 2017, 15:59 #4
Tim Cook, CEO Apple, è il primo a parlare e a chiedere al nuovo Presidente degli USA un dietro front


E' possibile sapere la fonte di questa frase? A vedere gli articoli in rete nessuno sembra menzionare che Cook è stato "il primo".
demon7701 Giugno 2017, 16:09 #5
Originariamente inviato da: ilbarabba
Finalmente uno che ha le palle di provare a far capire alla massa che questi accordi sono una bufala economica.


Accordi internazionali per ridurre le emissioni in atmosfera entro limiti prefissati per garantire la sopravvivenza del pianeta sono una "bufala economica".

Guardando bene si capisce pure perchè Trunmp è andato su.
monkey.d.rufy01 Giugno 2017, 16:09 #6
pero' la produzione dei loro prodotti, è in cina
blobb01 Giugno 2017, 16:24 #7
Originariamente inviato da: zappy
È un palazzinaro borioso e che crede di essere un dio...
hmmm mi ricorda qualcuno....
manca solo un po' di burlesque, ma arriva...


il palazzinaro è stato eletto dai suoi cittadini e sta semplicemente applicando
ciò che diceva durante l'elezioni...
Oenimora01 Giugno 2017, 16:32 #8
Non è comunque una novità per gli USA: non avevano aderito neanche al protocollo di Kyoto (per la precisione, avevano firmato durante la presidenza di Clinton, ma con G. W. Bush non hanno ratificato). In quel momento erano praticamente gli unici. E loro sono fra quelli che emettono più gas serra.
demon7701 Giugno 2017, 16:39 #9
Originariamente inviato da: blobb
il palazzinaro è stato eletto dai suoi cittadini e sta semplicemente applicando
ciò che diceva durante l'elezioni...


Certo.
Come del resto è accaduto anche in qui col Silvio.

Il nocciolo del problema è il sistema a suffragio universale.. il voto non può e non deve essere per tutti. E soprattutto non può contare uguale per tutti.
Necessario fare selezione, il diritto voto va guadagnato.
Lampetto01 Giugno 2017, 16:42 #10
Originariamente inviato da: demon77
Certo.
Come del resto è accaduto anche in qui col Silvio.

Il nocciolo del problema è il sistema a suffragio universale.. il voto non può e non deve essere per tutti. E soprattutto non può contare uguale per tutti.
Necessario fare selezione, il diritto voto va guadagnato.


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