Apple pensa a tecnologie olografiche e guide d'onda per i visori di realtà virtuale

Apple pensa a tecnologie olografiche e guide d'onda per i visori di realtà virtuale

La Mela studia tecnologie alternative per rendere i caschetti di realtà virtuale più leggeri e comodi da indossare

di pubblicata il , alle 11:01 nel canale Apple
Apple
 

Apple sta portando avanti un lavoro di ricerca e sviluppo incentrato su guide d'onda ottiche e su tecnologie di immagini olografiche: lo scopo è quello di trovare una strada per realizzare visori di realtà virtuale e realtà aumentata più leggeri e compatti rispetto a quanto disponibile oggi in commercio.

I caschetti e i visori di realtà virtuale di norma si basano su un'organizzazone che prevede piccoli display collocati a pochi centimetri dagli occhi dell'utente e corredati da un sistema di lenti per consentire una corretta messa a fuoco delle immagini. In questo modo i dispositivi d realtà virtuale sono relativamente semplici ed economici da produrre, ma con alcuni compromessi, come le dimensioni, il peso e in generale uno comfort d'uso non esattamente eccellente.

Nei giorni scorsi è venuta alla luce una richiesta di brevetto in cui Apple illustra le limitazioni di questi tipi di visori, sottolineando per esempio come alcune zone del campo visivo prodotte da un display vicino all'occhio potrebbero non essere visibili in particolari posizioni. La forma di questi caschetti poi è tale da causare peso sulla parte anteriore del volto, rendendoli poco comodi, oltre alla pressione esercitata ad esempio dai lacci di ritenzione.

Apple propone quindi soluzioni alternative, la prima ad esempio sfrutta un sistema di guide d'onda ottiche che compono l'immagine ridirezionando la luce verso l'occhio dell'utente, e le immagini potrebbero essere realizzate tramite elementi olografici. Lo scopo è quello di organizzare il visore in maniera tale che la luce possa essere generata da un elemento posizionato al di fuori del campo visivo dell'utente, così da poter organizzare il visore in maniera tale da avere il peso distribuito in maniera più omogenea.

Come sempre in questi casi un brevetto o una richiesta di brevetto non devono essere necessariamente letti come una conferma o una prova del fatto che la tecnologia verrà effettivamente realizzata. Posto comunque l'interesse di Apple nel campo della VR e della AR e le attività di sviluppo di hardware specifico è interessante osservare come la Mela stia pensando a soluzioni alternative rispetto a quanto abbiamo già visto fino ad ora, probabilmente inseguendo la stessa ambizione di rivoluzionare il mercato di questi dispositivi come fu a suo tempo nel mercato degli smartphone con il debutto di iPhone.

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1 Commenti
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inited16 Dicembre 2019, 09:44 #1
Il principio del proiettore retinico ma fatto in fibre ottiche, insomma.

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