Internet a 100Mbps: in Giappone è realtà
Mentre nel nostro Paese assistiamo a mirabolanti upgrade delle ADSL, in Giappone per soli 45 Euro al mese isì viaggia a 100Mbps. Il passaggio ad IPv6 è previsto per il 2005
di Fabio Boneschi pubblicata il 07 Aprile 2004, alle 17:12 nel canale MercatoNegli ultimi tempi in Italia vengono presentate offerte di upgrade per i collegamenti adsl esistenti, tecnologie ormai diffusissime anche se la totale copertura del territorio non è ancora stata raggiunta. Alcune aree metropolitane possono contare sulla fibra ottica, raggiungendo i 10Mbps, ma dal Giappone arrivano informazioni disarmanti per chi nella nostra Italia "lotta" con un modem analogico o al massimo con una ISDN!
Tep.Co. (Tokyo Electric Power) offre alla propria utenza una connettività internet con velocità pari a 100Mbps ed i più famosi provider Giapponesi (So-Net o di Nifty) offrono contratti in dial up.
La velocità appena citata non è garantita, è il caso teorico ideale ma considerando la disponibilità di fibra e lo stile Giapponese (che non è eccessivamente pressapochista!), si può ben immaginare che la qualità del servizio sia elevata.
I costi sono a dir poco imbarazzanti, si parla infatti di circa 45Euro al mese! Con questo genere di connettività le tanto citate nuove tecnologie legate ai contenuti "on demand", piuttosto che la realizzazione di veri e propri server casalinghi sono facilmente realizzabili e trovano la loro massima espressione.
Il Giappone è indubbiamente uno dei paesi più all'avanguardia nel campo delle nuove tecnologie, in tale realtà gli investimenti in IT sono massicci e permettono il raggiungimento degli obiettivi appena citati. Non è un caso che in Giappone si stia pensando in modo assai realistico e concreto all'adozione del nuovo standard IPv6.
Come riportato qualche tempo fa sulle nostre pagine, Cina, Giappone, Corea e Taiwan credono enormemente nella rapida adozione del nuovo standard; Cina Corea e Taiwan hanno posto come obiettivo ill 2010 per il passaggio al nuovo "indirizzamento", mentre il Giappone è assai fiducioso ed entro il 2005 dovrebbe arrivare al traguardo IPv6.
La differenza sostanziale tra IPv4 ed IPv6 è ovviamente l'incremento di indirizzi IP disponibili; attualmente in alcune aree geografiche si inizia ad avvertire la "scarsità" di indirizzi IP ed in queste condizioni pare non realistico pensare ad una massiccia adozione delle nuove tecnologie disponibili nel prossimo futuro. Ipotizziamo ad esempio che ognuno di noi abbia un indirizzo IP statico a disposizione, con l'attuale IPv4 non è nemmeno immaginabile; eppure il server casalingo, piutttosto che le nuove forme di comunicazione legate al mobile sono una realtà. Alcuni provider hanno cercato di ovviare al problema adottando i NAT, ovvero con particolari regole di routing riescono a garantire indirizzi IP statici ai propri clienti, ma come è facile immaginare, tali soluzioni sono solo dei rimedi al problema.
L' IPv6 va oltre la disponibilità di nuovi indirizzi, il nuovo protocollo implementa infatti nuove metodologie per il riconoscimento e la trasmissione dei pacchetti; le informazioni facenti capo ad audio e video avranno la precedenza sulla rete, mentre i pacchetti relativi ad email ecc godranno di una minor precedenza.
Purtroppo in Italia la situazione non è ancora così rosea, infatti connettività simili a quella giapponese sono decisamente utopistiche, mentre le informazioni circa studi ed implementazioni dell' IPv6 sono assai nebulose.
Grazie all'amico GOTECKI per le proziose segnalazioni.
Ulteriori informazioni sono disponibili a questo indirizzo.
120 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infopurtroppo è vero, "nattare" gli IP è solo una brutta pezza, si tagliano le gambe a molti servizi. Io sono un utente fastweb e di sicuro sono felice della velocità di alcuni servizi (vedi http download e file sharing) ma alcune cose non le posso fare
siamo ridicoli...
Per quanto riguarda il prezzo del servizio giapponese, se si tratta di una tariffa flat, e non solo di una tassa fissa esclusi i consumi, allora il prezzo è ridicolo considerando anche il divario del pil pro capite tra italia e giappone.
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