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Old 16-05-2026, 08:31   #1
Redazione di Hardware Upg
www.hwupgrade.it
 
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Link alla notizia: https://www.hwupgrade.it/news/scienz...ro_153552.html

Il fondo di venture capital che più di tutti al mondo ha investito in IA ha pubblicato un saggio convincente per spiegare perché l'IA non distruggerà il lavoro. Vale la pena leggerlo, e poi leggere anche il commento più intelligente che ne è uscito.

Click sul link per visualizzare la notizia.
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Old 16-05-2026, 12:54   #2
UtenteHD
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Grazie per articolo e chiaro, il problema è la tempistica di transazione, in passato ci sono volute generazioni ed ora sono richiesti pochi anni, molti non ci staranno dietro forse.
__________________
Le regole che mi ha insegnato un bravo programmatore e che, secondo me, dovremmo sempre ricordare:
1) Un PC (anche cell, tablet, ecc..) sicuro e' PC spento
2) Una "cosa" (HW e/o Software) se funziona e non si hanno particolari esigenze non si cambia
3) Tutto quello che e' connesso ad internet e' per sua natura vulnerabile
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Old 16-05-2026, 14:35   #3
mozzarello
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L'Avatar di mozzarello
 
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Per me che uso LLM , ChatGPT personale, Kiro e Claude quindi al lavoro, continuano a sembrare degli strumenti che semplicemente rendono più veloce il lavoro perché semplificano o velocizzano le parti del lavoro che sono semplificabili e velocizzabili rispetto a quelli che sono i limiti fisici di un essere umano.

Al momento non sono differenti da una calcolatrice per un matematico, un foglio di calcolo per un commercialista e un word processor per un giornalista, servono sempre le persone per usarli in modo da produrre qualcosa di tangibile

Se in futuro diventeranno talmente affidabili da permettere al datore di lavoro di usare solo quelli, vorrà semplicemente dire che ognuno diventerà il datore di lavoro di se stesso. Perché se il mio datore di lavoro senza competenze può sostituirmi con IA, posso fare la stessa cosa anche io
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Old 16-05-2026, 16:21   #4
alexfri
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Per me che uso LLM , ChatGPT personale, Kiro e Claude quindi al lavoro, continuano a sembrare degli strumenti che semplicemente rendono più veloce il lavoro perché semplificano o velocizzano le parti del lavoro che sono semplificabili e velocizzabili rispetto a quelli che sono i limiti fisici di un essere umano.

Al momento non sono differenti da una calcolatrice per un matematico, un foglio di calcolo per un commercialista e un word processor per un giornalista, servono sempre le persone per usarli in modo da produrre qualcosa di tangibile

Se in futuro diventeranno talmente affidabili da permettere al datore di lavoro di usare solo quelli, vorrà semplicemente dire che ognuno diventerà il datore di lavoro di se stesso. Perché se il mio datore di lavoro senza competenze può sostituirmi con IA, posso fare la stessa cosa anche io

Si certo, ma la società moderna non é fatta per avere il 90% della popolazione "datore di lavoro", il mondo é in una specie di equilibrio, qualsiasi e dico QUALSIASI enorme squilibrio ha effetti DEVASTANTI. E poi se siamo tutti "programmatori" per concorrenza lavoreremo a 2€ l'ora e poi vai a comperarti da mangiare pagato 2€ l'ora. Saprai usare l'IA al lavoro ma il resto...
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Old 16-05-2026, 16:29   #5
mozzarello
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Originariamente inviato da alexfri Guarda i messaggi
Si certo, ma la società moderna non é fatta per avere il 90% della popolazione "datore di lavoro", il mondo é in una specie di equilibrio, qualsiasi e dico QUALSIASI enorme squilibrio ha effetti DEVASTANTI. E poi se siamo tutti "programmatori" per concorrenza lavoreremo a 2€ l'ora e poi vai a comperarti da mangiare pagato 2€ l'ora. Saprai usare l'IA al lavoro ma il resto...
Ma infatti il paradosso è che se una IA può fare il lavoro del dipendente, sa fare sicuramente meglio quello del manager, del dirigente, fino in cima al CEO. Di qualsiasi azienda planetaria. E il board secondo te preferisce dare milioni a un ceo o pochi spiccioli a una IA?

Il problema più grosso però è legale e fiscale. Chi paga se l'IA sbaglia? Conviene a un datore di lavoro prendersi questo rischio? Conviene a un singolo dipendente prenderselo? Conviene al datore di lavoro pagare il singolo dipendente che si prende il rischio come dieci dipendenti?

O semplicemente conviene dare in mano l'IA (che comunque costa parecchio di suo) ai dipendenti semplicemente per farli produrre di più? Secondo me succederà questo, e in certi campi semplicemente diminuirà la forza lavoro perché basteranno meno dipendenti, ma ci sarà richiesta superiore in altri campi. Nel nostro sistema che DEVE crescere costantemente, non ha senso diminuire la forza lavoro, collasserebbe l'economia, entreremmo in deflazione e il PIL di tutti i paesi calerebbe.

Comunque per ora pare stia succedendo proprio questo, poi vedremo
https://it.investing.com/news/econom...alista-3330492
https://www.wired.it/article/ai-aume...avoro-chatgpt/

Ultima modifica di mozzarello : 16-05-2026 alle 16:33.
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Old 16-05-2026, 17:45   #6
mmorselli
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Grazie per articolo e chiaro, il problema è la tempistica di transazione, in passato ci sono volute generazioni ed ora sono richiesti pochi anni, molti non ci staranno dietro forse.
Io sono persino più ottimista e l'articolo, pur portando argomenti validi, manca un punto fondamentale.

Dove dice per esempio "Un copywriter di 52 anni a cui l'agenzia toglie l'80% del lavoro perché tre agenti con Claude lo fanno per lei in un quarto del tempo non ha vent'anni davanti per aspettare il riassorbimento"

Ma solo dei pazzi butterebbero via questa opportunità in questo modo. L'AI non serve a fare il lavoro del copywriter, serve a fare 10 volte il lavoro che prima faceva il copywriter... Ma c'è un problema, dall'AI a cui si può affidare un lavoro dall'inizio alla fine siamo ancora lontani, ciò che produce va comunque controllato, per cui quel copywriter non viene licenziato, rimane necessario per verificare una mole di lavoro 10 volte quella che gestiva da solo.

Lo vedo anche nel mio settore che è super-gestibile dall'AI, lasciando stare la scrittura software, dove è evidente che pur essendo la cosa che sa fare meglio non sta proprio sostituendo nessuno, spesso mi viene richiesto di produrre documenti, analisi di prodotti software partendo dalle richieste di un cliente, guide per i commerciali, documentazione... e produco documenti di 10 pagine in due ore, dove prima non sarei riuscito a farli così bene nemmeno in una giornata... E dopo quelle due ore me ne vado in spiaggia? No, perché tutti oggi sanno che si fa in due ore, e mi passano un altro problema. E' aumentato il lavoro, ma è diminuito lo stress. Il tempo impiegato è rimasto lo stesso.

Del resto lo hanno fatto notare molti analisti che questa ondata di licenziamenti non c'è, la gente non sta perdendo il lavoro, nemmeno copywriter, grafici, segretari, ecc...

Chi sta perdendo il lavoro? Solo i dipendenti delle grosse multinazionali americane del mondo IT, che guarda caso sono anche quelle che stanno investendo miliardi in infrastrutture AI... Quelli licenziano perché devono trovare i soldi per comprare le GPU, tanto sono aziende che assumono un tanto al chilo e non si sono mai fatte problemi in passato a licenziare 10.000 persone solo per alzare le previsioni di una trimestrale e pompare le azioni, che magari servivano a copertura di qualche operazione. Lo hanno sempre fatto, ma a sto giro fa comodo alimentare l'idea che sia colpa dell'AI... beh, in effetti in un certo senso lo è.
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Old 16-05-2026, 17:51   #7
mmorselli
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Secondo me succederà questo, e in certi campi semplicemente diminuirà la forza lavoro perché basteranno meno dipendenti, ma ci sarà richiesta superiore in altri campi.
Ma anche negli stessi campi, perché se la produttività aumenta 10X allora posso anche abbassare i prezzi 5X e il mio servizio diventa attraente per una categorie di persone o imprese che prima non se lo potevano permettere. Riprendendo l'esempio del copywriter, tante PMI pensano di non potersene permettere uno e non lavorano sulla comunicazione.
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Old 16-05-2026, 18:13   #8
windowistaxcaso
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Io sono persino più ottimista e l'articolo, pur portando argomenti validi, manca un punto fondamentale.

Dove dice per esempio "Un copywriter di 52 anni a cui l'agenzia toglie l'80% del lavoro perché tre agenti con Claude lo fanno per lei in un quarto del tempo non ha vent'anni davanti per aspettare il riassorbimento"

Ma solo dei pazzi butterebbero via questa opportunità in questo modo. L'AI non serve a fare il lavoro del copywriter, serve a fare 10 volte il lavoro che prima faceva il copywriter... Ma c'è un problema, dall'AI a cui si può affidare un lavoro dall'inizio alla fine siamo ancora lontani, ciò che produce va comunque controllato, per cui quel copywriter non viene licenziato, rimane necessario per verificare una mole di lavoro 10 volte quella che gestiva da solo.

Lo vedo anche nel mio settore che è super-gestibile dall'AI, lasciando stare la scrittura software, dove è evidente che pur essendo la cosa che sa fare meglio non sta proprio sostituendo nessuno, spesso mi viene richiesto di produrre documenti, analisi di prodotti software partendo dalle richieste di un cliente, guide per i commerciali, documentazione... e produco documenti di 10 pagine in due ore, dove prima non sarei riuscito a farli così bene nemmeno in una giornata... E dopo quelle due ore me ne vado in spiaggia? No, perché tutti oggi sanno che si fa in due ore, e mi passano un altro problema. E' aumentato il lavoro, ma è diminuito lo stress. Il tempo impiegato è rimasto lo stesso.

Del resto lo hanno fatto notare molti analisti che questa ondata di licenziamenti non c'è, la gente non sta perdendo il lavoro, nemmeno copywriter, grafici, segretari, ecc...

Chi sta perdendo il lavoro? Solo i dipendenti delle grosse multinazionali americane del mondo IT, che guarda caso sono anche quelle che stanno investendo miliardi in infrastrutture AI... Quelli licenziano perché devono trovare i soldi per comprare le GPU, tanto sono aziende che assumono un tanto al chilo e non si sono mai fatte problemi in passato a licenziare 10.000 persone solo per alzare le previsioni di una trimestrale e pompare le azioni, che magari servivano a copertura di qualche operazione. Lo hanno sempre fatto, ma a sto giro fa comodo alimentare l'idea che sia colpa dell'AI... beh, in effetti in un certo senso lo è.
Ti ringrazio per il commento articolato, è di quelli che meritano risposta a tono: su un punto importante hai ragione, e mi fa piacere che tu lo abbia portato. Oggi non si stanno vedendo licenziamenti di massa attribuibili in modo diretto all'IA, e questo lo dico anche nel pezzo. I tre paper che cita a16z (NBER 2025, Fed Atlanta 2026, Yale Budget Lab di aprile 2026) convergono tutti su un quadro di sostanziale stabilità dell'occupazione aggregata negli ultimi tre anni. Anche il tuo esempio personale mi convince: nel tuo settore l'IA ti sta facendo 10x lavoro con meno stress, ed è esattamente Jevons applicato al lavoro cognitivo, il meccanismo che a16z descrive correttamente.

Quello che cerco di sollevare nel pezzo è un punto sul piano temporale. La velocità di adozione dell'IA generativa è di un ordine di grandezza superiore alle transizioni storiche che a16z cita. Il riassorbimento storico ha funzionato in quei casi perché i tempi di transizione coincidevano con quelli di una generazione lavorativa intera. Se la transizione attuale si comprime in 5-10 anni rispetto ai 30-50 dei casi storici, la macchina di riassorbimento riuscirà a scalare alla stessa velocità? E' questo il mio vero dubbio.

Un'ultima cosa sul tuo esempio. Tu produci 10x documenti in 2 ore invece che in una giornata, e l'azienda ti passa altro lavoro perché la domanda di documentazione interna evidentemente si espande. Funziona perché sei in un settore dove la domanda è elastica al ritmo della tua produttività. Per chi opera in settori dove la domanda satura a un livello fisso (manutenzione di X siti web all'anno, traduzione di Y documenti, customer service di Z chiamate), la moltiplicazione di produttività individuale si traduce direttamente in eccesso di offerta di lavoro. Klarna ha tagliato 700 ruoli di customer service sostituiti da agenti AI nel 2024, Duolingo ha licenziato un terzo dei traduttori a contratto, e non sono big tech che finanziano GPU. In sostanza siamo d'accordo sul presente, quello che resta sul tavolo è capire se l'infrastruttura di transizione sarà in grado di reggere alla velocità che tutte le proiezioni stanno stimando.
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Ho fatto affari con: Sallivan77 / Aketaton / Raffaele / huangwei / tohni / Kaldais / McNamara / thegiox / lucaman / uc84 / MichelMauro / XP2200 / riccimar / ♂_KRONOS_♂ / ltmlmotig / Polos /six_of_nine / T3RM1N4T0R / Il Lonfo
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Old 16-05-2026, 18:45   #9
mmorselli
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Klarna ha tagliato 700 ruoli di customer service sostituiti da agenti AI nel 2024, Duolingo ha licenziato un terzo dei traduttori a contratto, e non sono big tech che finanziano GPU.
Può anche essere che, come nell'esempio che facevo per le big tech americane, ci siano aziende che già volevano ridurre i costi, dicono che è per l'AI, sembrano meno evil e fa notizia. Se non fosse così vedremmo un crollo generalizzato della forza lavoro, perché solo Klarna? Sinceramente, sono 4 anni che abbiamo LLM empatici in grado di rispondere come un umano... hai mai visto un servizio di customer service soddisfacente basato su un bot AI? Sarei curioso di sapere quale tipo di pratiche Klarna fa gestire ad un chatbot e qual è la soddisfazione utente generale.

Duolingo probabilmente non è in grado di aumentare la richiesta abbassando i prezzi, ma i traduttori a contratto sì. Per esempio io è una vita che aspetto la traduzione di alcuni romanzi di Greg Egan, non li fanno perché il costo di traduzione probabilmente è troppo alto in rapporto al numero di copie che pensano di poter vendere in Italia, che sarebbero giusto qualche migliaio. Ma se il traduttore costa poco perché diventa solo un revisore e l'ebook tradotto me lo fai pagare poco, ecco che aumenta la domanda e il carico di lavoro per i traduttori.

Le mie sono ipotesi ovviamente, ma per ora sono suffragate dai fatti, globalmente il lavoro non cala, quello che succede in qualche azienda non fa statistica, fa solo rumore.
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Old 16-05-2026, 19:18   #10
windowistaxcaso
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Può anche essere che, come nell'esempio che facevo per le big tech americane, ci siano aziende che già volevano ridurre i costi, dicono che è per l'AI, sembrano meno evil e fa notizia. Se non fosse così vedremmo un crollo generalizzato della forza lavoro, perché solo Klarna? Sinceramente, sono 4 anni che abbiamo LLM empatici in grado di rispondere come un umano... hai mai visto un servizio di customer service soddisfacente basato su un bot AI? Sarei curioso di sapere quale tipo di pratiche Klarna fa gestire ad un chatbot e qual è la soddisfazione utente generale.

Duolingo probabilmente non è in grado di aumentare la richiesta abbassando i prezzi, ma i traduttori a contratto sì. Per esempio io è una vita che aspetto la traduzione di alcuni romanzi di Greg Egan, non li fanno perché il costo di traduzione probabilmente è troppo alto in rapporto al numero di copie che pensano di poter vendere in Italia, che sarebbero giusto qualche migliaio. Ma se il traduttore costa poco perché diventa solo un revisore e l'ebook tradotto me lo fai pagare poco, ecco che aumenta la domanda e il carico di lavoro per i traduttori.

Le mie sono ipotesi ovviamente, ma per ora sono suffragate dai fatti, globalmente il lavoro non cala, quello che succede in qualche azienda non fa statistica, fa solo rumore.
Sul cosiddetto "AI washing" hai ragione, è reale e documentato: una parte di quello che leggiamo come "licenziamenti AI" è etichetta applicata a posteriori. Concesso.

Quello che però manca al tuo ragionamento è il "no hire". Il fenomeno strutturale dell'AI sul lavoro non sta prendendo la forma del licenziamento di chi è già dentro, si vede meglio nel flusso dei nuovi ingressi. I job postings entry-level più esposti all'AI generativa (software engineer junior, copywriter, customer service, paralegal) stanno calando in modo consistente da due anni a questa parte, mentre le posizioni senior nelle stesse categorie tengono. Lo studio di Stanford Digital Economy Lab di Brynjolfsson lo mostra: l'occupazione aggregata regge, ma sotto la superficie la composizione si sta riscrivendo. È il flusso a calare, non lo stock. Per questo Klarna fa rumore: è uno dei pochi che lo ha detto apertamente. Le altre stanno semplicemente non sostituendo chi va via, e quel pattern non genera comunicati.

Sui chatbot oggi hai ragione, sono frustranti, e Klarna stessa nel 2024 ha riassunto umani perché la qualità era calata. La questione è la traiettoria. Gli agenti di seconda generazione, con tool use, retrieval contestuale e memoria di sessione, sono usciti negli ultimi 12 mesi e stanno diventando sempre migliori.

Sull'esempio di Greg Egan il tuo ragionamento regge, e probabilmente avremo Egan tradotto. Il revisore di quei testi però non sarà uno dei traduttori licenziati, sarà qualcuno di più giovane abituato a lavorare con strumenti di traduzione assistita. La nuova domanda apre nuovi ruoli, ma quei ruoli hanno profilo diverso e i lavoratori espulsi non si trovano in coda all'altro lato dello sportello. "Globalmente il lavoro non cala" e "i lavoratori espulsi vengono riassorbiti" sono due affermazioni distinte, e storicamente sono coincise solo perché c'era tempo. Quel tempo oggi si è ristretto, ed è il punto a cui prima o poi bisogna guardare.
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Old 16-05-2026, 19:31   #11
mmorselli
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La nuova domanda apre nuovi ruoli, ma quei ruoli hanno profilo diverso e i lavoratori espulsi non si trovano in coda all'altro lato dello sportello. "Globalmente il lavoro non cala" e "i lavoratori espulsi vengono riassorbiti" sono due affermazioni distinte, e storicamente sono coincise solo perché c'era tempo. Quel tempo oggi si è ristretto, ed è il punto a cui prima o poi bisogna guardare.
Però è più semplice applicare ammortizzatori sociali a chi è già un sacco di tempo che lavora rispetto a chi non ha mai lavorato, per cui anche in questo caso non lo vedrei come un cambiamento negativo. La disoccupazione giovanile ha generalmente un impatto sociale ed economico più profondo a livello sistemico, ma uno dei problemi su cui si è sempre dibattuto è che mandare in pensione prima i lavoratori più anziani non crea automaticamente posti di lavoro per i più giovani, però se c'è un processo esterno che porta a questo risultato ben venga.
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Old 17-05-2026, 07:46   #12
Mparlav
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Su una cosa non sono molto d'accordo.
Se prima l'umano senza IA si occupava di 10 "progetti" al giorno ed ora con l'IA se ne occupa di 100, perché sanno che è possibile farlo in quei tempi (ed anche su questo ci sarebbe da discutere) automaticamente non si traduce in minore stress.
Più spesso aumenta.
Siamo ancora nella fase in cui per molti progetti, è necessario il controllo umano, chiamiamola pure la " revisione finale" e farlo su 100 progetti al giorno anziché 10, è più stressante.
__________________
Wer nicht lösungsorientiert handelt bleibt Bestandteil des Problem
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Old 17-05-2026, 11:02   #13
Rubberick
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avevo letto degli articoli dove si implementeranno ovunque dei limiti protezionisticial quantitativo possibile di uso dell'ai, già in Europa hanno messo ora il watermarking obbligatorio. Dicevano avete presente tutto il casotto per le serie tv e film cinema dove ci sono le quote per le minoranze etniche ? stessa cosa

un po' come le dogane (che avrebbero dovuto proteggere il made in Italy, come no ahah)

alla fine esseri umani e ai possono convivere, usarle per ricerca e medicina è sicuramente utilissimo

tiene bene anche il concetto degli artigiani e del fatto a mano come c'è in molti settori, e magari non vuoi nemmeno una roba perfetta la vuoi fatta mano e manualmente

opzioni ci sono
__________________
Ho fatto affari con: troppi per elencarli

Vendo: NAS PRO QNAP 4 BAIE 419P+ CON LCD

Ultima modifica di Rubberick : 17-05-2026 alle 11:09.
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Old 17-05-2026, 16:16   #14
sbaffo
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molto molto intertessante, come sempre, ma leggendolo il "saggio" è decisamente di parte. Oltre alla tua giusta contestazione ci sono altre "opportune dimenticanze", e il sospetto di esempi cherry-picked e di una narrazione distorta aleggia non poco.

Prendo un paio di esempi tra quelli che hai riportato anche nall'articolo, ma anche altri hanno le loro pecche:
- "L'elettrificazione delle fabbriche tra il 1900 e il 1930, la produttività del lavoro è raddoppiata..." grafico:
https://substackcdn.com/image/fetch/..._2000x1780.png
si, ma dimentica di ricordare che proprio nel 1929 iniziò la peggior crisi economica del secolo con record storico di disoccupazione, se ne uscì in Usa con la spesa pubblica (la frase Keynesiana "è meglio scavare una buca poi riempire la buca, piuttosto che far niente", è dell'epoca mi pare) e con lo sforzo bellico, in Europa con la seconda guerra mondiale. Non proprio noccioline direi...
- "Gli agenti di viaggio americani sono passati da circa 130.000 nel 2000 a meno di 60.000 nel 2025 per via di internet. E gli agenti di viaggio rimasti guadagnano oggi il 99% della media del settore privato, contro l'87% del 2000. La tecnologia li ha resi meno numerosi ma più produttivi e meglio pagati."
Cioè si sono più che dimezzati, ma ora guadagnano il 12% in più, wow, saldo netto devastante!
"Però l'occupazione aggregata della popolazione USA, ... è la stessa di 25 anni fa." Grazia e graziella, 70.000 lavoratori da riassorbire non sono molti già in italia, figurarsi in Usa con 300mn di abitanti sono una cifra ridicola, in 25 anni poi, è uno scherzo!?

Piuttosto è interessante la parte in cui dice: "Keynes famously predicted almost a century ago that automation would lead to a 15-hour work-week, but of course Keynes was wrong."
La stessa cosa che si dice oggi dell'AI...
"He was right that automation created a “labor surplus,” but rather than just sit back and enjoy the ride, we found new and different productive endeavors to fill our time." Non è che non sapevano come riempire il tempo libero mentre sorseggiavano champagne, è che erano disoccupati il 40% dei lavoratori e facevano la fame! Sì, trovarono da riempire il tempo, con i lavori pubblici dopo la crisi del 29, poi la WW2, e infine l'economia assorbì lo shock e ripartì.
Quote:
L'argomento è solido nella sua struttura. Storicamente i mercati hanno assorbito gli shock tecnologici creando lavoro nuovo,
Storicamente sì, ma a parte gli esempi furbetti sopra (verificabili si, ma onesti non direi, almeno nella narrazione), ci sono voluti decenni o secoli, e si sono sempre creati nuovi lavori, non come numero ma proprio ruoli che prima non esistevano: si è passati dall'agricoltura (primario), all'industria (secondario), al terziario (servizi), ma dopo? Il paper dice che si inventeranno lavori che ora non immaginiamo neanche, belle parole e belle speranze, ma poco solide.
Quote:
Nessuno di questi esempi è una transizione veloce, sono tutte transizioni che hanno avuto il tempo di essere assorbite generazionalmente: i contadini americani non sono diventati programmatori, ci sono diventati i loro nipoti.
Esatto. Qui sono perfettamente d'accordo, decenni contro anni fa la differenza.
E aggiungo anche il "tuo" Ghost GDP, che incrina la teoria della trasmissione pil-reddito-consumi che è alla base del "lump-of-labor fallacy" a cui rimanda il saggio: https://www.stlouisfed.org/publicati...economic-model
da cui il grafico esplicativo
https://www.stlouisfed.org/-/media/p...20_figure1.jpg
inoltre c'è anche un altro fattore che interrompe il loop virtuoso, ed è sempre la velocità della transizione, se è troppo veloce la gente si impoverisce e compra meno, e il circolo virtuoso della crescita si inceppa. Riporto un link dai commenti sotto il saggio che lo spiega meglio: https://kynes0.substack.com/p/specia...ation?r=8881vi
Quote:
oggi i dati non mostrano una distruzione netta di posti di lavoro, quindi la previsione apocalittica è speculazione.
Oggi sì, ma siamo agli albori, il vero deployment massiccio dell'IA è partito solo l'autunno scorso col passaggio dall'addestramento all'inferenza (cioè con la costruzione dei datacanter e la crisi ram), il vibe coding funziona davvero da mesi non da anni, l'impatto si inizierà a vedere forse nei consuntivi del 2026, forse nei settori più esposti, per il resto è troppo presto.

Riassumendo, quello non è un saggio accademico, ma un paper di parte, scritto da una persona competente ma non super partes. Io ci vedo parecchie criticità, alcune già dette:
- tempistiche, già detto
- range, è diverso prendre la crisi di un settore (agenti di viaggio, book-keepers) da una crisi generale
- soluzione, cioè in pratica via di fuga, dall'agricolo all'industria al terziario, e poi? gli esempi che fa dei nail-painter e pet-care non li considero nemmeno. Atleti o personal coach? ma dai. Speriamo nella fantasia umana, ma non è molto rassicurante nè concreto.
- contesto: e qui casca l'asino, hanno preso gli Usa, l'economia più fiorente degli utimi due secoli, se prendiamo l'Italia invece i conti non tornano più, l'occupazione non ha assorbito minimamente la crescita della popolazione o della produttività, infatti fino agli anni 70 eravamo un popolo di emigranti. Poi il boom degli anni 80, mi ricordo che all'epoca si diceva che con una crescita del pil sotto il 2% reale c'era disoccupazione, perchè la crescita della produttività era appunto circa il 2%. Poi però è esplosa la spesa pubblica a furia di prepensionamenti, e dagli anni 90 ad oggi sono trent'anni di stagnazione economica e demografica, e il 2% è diventato un miraggio.
Se prendiamo la Cina degli ultimi 30 anni con crescita del 10% annuo è ovvio che riassorbono tutto.

Concludo: discussioni molto interessanti, ma non alla nostra portata, non abbiamo una cultura economica sufficiente, non conosciamo tutte le teorie economiche per distinguere quelle cherry-picked da quelle più consone alla situazione. Potremmo discuterne tra noi per anni senza mai venirne a capo. Ci vorrebbe un'intervista con qualche professore di storia economica/macroeconomia che sia neutrale, altrimenti cerca di intortarci come questi del fondo.

Io personalmento non sono nè catastrofista nè ottimista, una via di mezzo, ma solo a sensazione, direi che l'ai è un po sopravvalutata quindi il cambiamento sarà più lento di quanto ci si aspetta, ma con grandi differenze tra i settori e i lavori. Però mi piacerebbe sentire dei pareri autorevoli, ma super partes, altrimenti ci confondono le idee.

Ultima modifica di sbaffo : 18-05-2026 alle 07:40.
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Old 17-05-2026, 16:38   #15
mmorselli
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Originariamente inviato da Mparlav Guarda i messaggi
automaticamente non si traduce in minore stress.
Più spesso aumenta.
Posso parlare solo per quello che riguarda la mia esperienza, ma nel mio caso è meno stress perché ora so che qualsiasi compito se è possibile portarlo a termine, allora posso portarlo a termine, niente più sindrome dell'impostore e paura di non avere le conoscenze necessarie a risolvere un problema.

Per fare un esempio fuori dall'informatica e dell'AI, immagina che ci si aspetti da te la soluzione di un problema che richiede di risolvere un'equazione differenziale alle derivate parziali. Non è solo questione di "ok, ora me le studio", serve un background specifico e una forma mentis specifica anche solo per poterle imparare. Panico. Però ti dicono di non preoccuparti, perché quella parte del problema la puoi girare al collega matematico, tu concentrati sul problema generale in cui sei perfettamente a tuo agio. Fine del panico.

Meno stresso non vuol dire meno fatica, sia chiaro, io sono comunque stanchissimo alla sera perchè ho dovuto ragionare su molte più cose, ma senza pressione.
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Old 17-05-2026, 16:53   #16
mmorselli
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Originariamente inviato da sbaffo Guarda i messaggi
ma solo a sensazione, direi che l'ai è un po sopravvalutata quindi il cambiamento sarà più lento di quanto ci si aspetta
Questo. C'è a mio parere una falsa sensazione di crescita esponenziale dovuta all'accelerazione degli ultimi 4-5 anni, che è un periodo troppo breve per indicare una tendenza. Ci possono essere problemi dell'AI che non saranno risolti prima di moltissimo tempo.

Uno di questi problemi è la fiducia, serve l'AGI per avere un sistema realmente autonomo, fino ad allora sarà solo uno strumento informatico capace di fare cose che prima non si potevano fare, non è una novità. Ricordo che da ragazzo, appassionato di fotografia, il fotoritocco si faceva con colori e pennello, poi è arrivato phothosop e ora l'AI ala quale puoi dire semplicemente "elimina le imperfezioni della pelle", la lo human-in-the-loop è rimasto esattamente identico, nessuna AI ad oggi è in grado di dire "sai cosa? m'è venuta davvero bene, è bella così"
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Old 17-05-2026, 17:27   #17
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Originariamente inviato da Rubberick Guarda i messaggi
tiene bene anche il concetto degli artigiani e del fatto a mano come c'è in molti settori, e magari non vuoi nemmeno una roba perfetta la vuoi fatta mano e manualmente
Concordo, a tendere anche secondo me arriveremo ad una cosa del genere, ne sto scrivendo in un nuovo libro...
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Old 17-05-2026, 17:30   #18
windowistaxcaso
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Originariamente inviato da sbaffo Guarda i messaggi
molto molto intertessante, come sempre, ma leggendolo il "saggio" è decisamente di parte. Oltre alla tua giusta contestazione ci sono altre "opportune dimenticanze", e il sospetto di esempi cherry-picked e di una narrazione distorta aleggia non poco.

Prendo un paio di esempi tra quelli che hai riportato anche nall'articolo, ma anche altri hanno le loro pecche:
- "L'elettrificazione delle fabbriche tra il 1900 e il 1930, la produttività del lavoro è raddoppiata..." grafico:
https://substackcdn.com/image/fetch/..._2000x1780.png
si, ma dimentica di ricordare che proprio nel 1929 iniziò la peggior crisi economica del secolo con record storico di disoccupazione, se ne uscì in Usa con la spesa pubblica (la frase Keynesiana "è meglio scavare una buca poi riempire la buca, piuttosto che far niente", è dell'epoca mi pare) e con lo sforzo bellico, in Europa con la seconda guerra mondiale. Non proprio noccioline direi...
- "Gli agenti di viaggio americani sono passati da circa 130.000 nel 2000 a meno di 60.000 nel 2025 per via di internet. E gli agenti di viaggio rimasti guadagnano oggi il 99% della media del settore privato, contro l'87% del 2000. La tecnologia li ha resi meno numerosi ma più produttivi e meglio pagati."
Cioè si sono più che dimezzati, ma ora guadagnano il 12% in più, wow, saldo netto devastante!
"Però l'occupazione aggregata della popolazione USA, ... è la stessa di 25 anni fa." Grazia e graziella, 70.000 lavoratori da riassorbire non sono molti già in italia, figurarsi in Usa con 300mn di abitanti sono una cifra ridicola, in 25 anni poi, è uno scherzo!?

Piuttosto è interessante la parte in cui dice: "Keynes famously predicted almost a century ago that automation would lead to a 15-hour work-week, but of course Keynes was wrong."
La stessa cosa che si dice oggi dell'AI...
"He was right that automation created a “labor surplus,” but rather than just sit back and enjoy the ride, we found new and different productive endeavors to fill our time." Non è che non sapevano come riempire il tempo libero mentre sorseggiavano champagne, è che erano disoccupati il 40% dei lavoratori e facevano la fame! Sì, trovarono da riempire il tempo, con i lavori pubblici dopo la crisi del 29, poi la WW2, e infine l'economia assorbì lo shock e ripartì.
Storicamente sì, ma a parte gli esempi furbetti sopra (verificabili si, ma onesti non direi, almeno nella narrazione), ci sono voluti decenni o secoli, e si sono sempre creati nuovi lavori, non come numero ma proprio ruoli che prima non esistevano: si è passati dall'agricoltura (primario), all'industria (secondario), al terziario (servizi), ma dopo? Il paper dice che si inventeranno lavori che ora non immaginiamo neanche, belle parole e belle speranze, ma poco solide.

Esatto. Qui sono perfettamente d'accordo, decenni contro anni fa la differenza.
E aggiungo anche il "tuo" Ghost GDP, che incrina la teoria della trasmissione pil-reddito-consumi che è alla base del "lump-of-labor fallacy" a cui rimanda il saggio: https://www.stlouisfed.org/publicati...economic-model
da cui il grafico esplicativo
https://www.stlouisfed.org/-/media/p...20_figure1.jpg
inoltre c'è anche un altro fattore che interrompe il loop virtuoso, ed è sempre la velocità della transizione, se è troppo veloce la gente si impoverisce e compra meno, e il circolo virtuoso della crescita si inceppa. Riporto un link dai commenti sotto il saggio che lo spiega meglio: https://kynes0.substack.com/p/specia...ation?r=8881vi
Oggi sì, ma siamo agli albori, il vero deployment massiccio dell'IA è partito solo l'autunno scorso col passaggio dall'addestramento all'inferenza (cioè con la costruzione dei datacanter e la crisi ram), il vibe coding funziona davvero da mesi non da anni, l'impatto si inizierà a vedere forse nei consuntivi del 2026, forse nei settori più esposti, per il resto è troppo presto.

Riassumendo, quello non è un saggio accademico, ma un paper di parte, scritto da una persona competente ma non super partes. Io ci vedo parecchie criticità, alcune già dette:
- tempistiche, già detto
- range, è diverso prendre la crisi di un settore (agenti di viaggio, book-keepers) da una crisi generale
- soluzione, cioè in pratica via di fuga, dall'agricolo all'industria al terziario, e poi? gli esempi che fa dei nail-painter e pet-care non li considero nemmeno. Atleti o personal coach? ma dai. Speriamo nella fantasia umana, ma non è molto rassicurante nè concreto.
- contesto: e qui casca l'asino, hanno preso gli Usa, l'economia più fiorente degli utimi due secoli, se prendiamo l'Italia invece i conti non tornano più, l'occupazione non ha assorbito minimamente la crescita della popolazione o della produttività, infatti fino agli anni 70 eravamo un popolo di emigranti. Poi il boom degli anni 80, mi ricordo che all'epoca si diceva che con una crescita del pil sotto il 2% reale c'era disoccupazione, perchè la crescita della produttività era appunto circa il 2%. Poi però è esplosa la spesa pubblica e furia di prepensionamenti, e dagli anni 90 ad oggi sono trent'anni di stagnazione economica e demografica, e il 2% è diventato un miraggio.
Se prendiamo la Cina degli ultimi 30 anni con crescita del 10% annuo è ovvio che riassorbono tutto.

Concludo: discussioni molto interessanti, ma non alla nostra portata, non abbiamo una cultura economica sufficiente, non conosciamo tutte le teorie economiche per distinguere quelle cherry-picked da quelle più consone alla situazione. Potremmo discuterne tra noi per anni senza mai venirne a capo. Ci vorrebbe un'intervista con qualche professore di storia economica/macroeconomia che sia neutrale, altrimenti cerca di intortarci come questi del fondo.

Io personalmento non sono nè catastrofista nè ottimista, una via di mezzo, ma solo a sensazione, direi che l'ai è un po sopravvalutata quindi il cambiamento sarà più lento di quanto ci si aspetta, ma con grandi differenze tra i settori e i lavori. Però mi piacerebbe sentire dei pareri autorevoli, ma super partes, altrimenti ci confondono le idee.
Sono sostanzialmente d'accordo con te su tutto, grazie per la tua analisi che ha evidenziato anche punti che io avevo tralasciato!
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Old 17-05-2026, 22:49   #19
sbaffo
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Sono sostanzialmente d'accordo con te su tutto, grazie per la tua analisi che ha evidenziato anche punti che io avevo tralasciato!
Prego. In un articolo non ci può stare un trattato, pure io ho fatto un walltext ma avrei avuto altro da dire.
L'impressione è che questo paper cerca di impressionarci col suo "latinorum", con esempi colti, dati ufficiali e storici, ecc. ma già lo abbiamo sgamato in parte, figurarsi se avessimo la sua cultura economica quante gabole in più troveremmo, e quanti esempi migliori, ecc.

Purtroppo all'università studiai Storia dell'Economia di fretta sul bigino e non ricordo nulla, ora mi manca però.
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Old 18-05-2026, 07:46   #20
randorama
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a essere kative perzoneh ci sarebbe da chiedersi se l'articolista ha mollato nvidia perchè convinto del prossimo crollo o se vaticina un prossimo crollo perchè nvidia ha mollato lui.
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