Chi sono e cosa ci faccio qui? Mi chiamo Luciano Ballerano, ho passato 18 anni in NVIDIA,
prima nel Marketing, poi nelle Pubbliche Relazioni e infine a occuparmi di contenuti e formazione
per i partner in tutta Europa. Ho visto la rivoluzione dell’IA nascere dall’interno. Oggi provo
a scrivere libri sull’impatto dell’IA su tutti noi, costruisco prodotti AI senza saper programmare
(si chiama “vibe coding”, ed è una storia che vi racconterò), e con questa rubrica settimanale
voglio fare una cosa sola: aiutarvi a capire cosa sta succedendo davvero con l’IA generativa,
senza l’hype di chi vende e senza il cinismo di chi nega.
AI Conf 2026: l'intelligenza artificiale in azienda divide chi decide e chi sviluppa
A Milano, l'intelligenza artificiale incrocia supercalcolo, etica e community. Ho intervistato Andrea Saltarello (Improove), che mi ha raccontato la distanza che separa i vertici dai reparti tecnici nelle aziende e propone un modello di formazione che mette la persona al centro.
di pubblicata il 27 Giugno 2026, alle 09:31 nel canale Scienza e tecnologiaIA Upgrade
Per le aziende italiane l'intelligenza artificiale è ormai una questione operativa quotidiana, e i modi in cui ne stanno cambiando gli equilibri interni sono spesso meno prevedibili di quanto si creda. È quanto è emerso a margine di AI Conf, la conferenza tecnica organizzata da Improove che si è tenuta mercoledì 24 giugno a Milano, al Talent Garden Calabiana, arrivata alla settima edizione. A raccontarlo è il fondatore di AI Conf, Andrea Saltarello, 51 anni, che si definisce un "tecnico nato".
La sua passione per la tecnologia è esplosa da bambino, quando l'ingresso in casa di un Commodore VIC 20 gli fece saltare a piè pari i classici sogni infantili di diventare astronauta o pilota, spingendolo a chiedere insistentemente al padre un robot.
Oggi, oltre a insegnare Data Science e AI alla School of Management del Politecnico di Milano da anni, Saltarello è il fondatore di Improove, che con i suoi oltre 26.500 iscritti presenta come la più grande community tech d'Italia su singola piattaforma.
Un "egoismo virtuoso" per far crescere l'Italia Tech
L'approccio di Saltarello alla tecnologia è guidato da una forte componente umana. Lui stesso definisce il suo impegno etico come una sorta di "egoismo" virtuoso: essendo un tecnico, cerca di fare del bene per la propria community partendo dal presupposto che, se ognuno contribuisce a migliorare l'ambiente a cui appartiene, si innescherà una reazione a catena grazie alla quale l'intera comunità tecnologica italiana crescerà.
Da qui anche il suo impegno perché l'intelligenza artificiale non resti un argomento per pochi. Oltre a organizzare un Meetup mensile gratuito sull'IA da ormai due anni, Saltarello si batte per il rispetto dei lavoratori del settore. Sulla piattaforma Improove ha lanciato un servizio gratuito di recruiting per le aziende, vincolandolo a due regole rigide: l'obbligo di indicare la RAL (trasparenza salariale) e l'uso di un linguaggio inclusivo. È emblematico il suo rifiuto verso il lessico aziendale spersonalizzante: vieta categoricamente di definire i candidati come "risorse", ricordando a tutti che "il piombo è una risorsa, il rame è una risorsa, stiamo parlando di una persona".
La democratizzazione della formazione: il modello "Break-Even"
Anche il modello di business di Improove riflette questa filosofia, perché è costruito per andare in pareggio più che per generare margine. Gli eventi fisici non nascono per produrre profitto diretto: vendendo i biglietti quasi sotto costo, le perdite vengono compensate dagli sponsor. L'obiettivo finale è finanziare la vera anima del progetto, cioè un servizio on-demand che, per una cifra accessibile di 120 euro l'anno, dà accesso a oltre 1200 video tecnici e corsi avanzati, rendendo abbordabile una formazione di alto livello.
Il programma: dal supercalcolo ai casi d'uso globali
Questo approccio inclusivo non ha impedito di raggiungere un livello tecnico elevato. L'agenda dell'evento si è snodata su quattro percorsi specifici: Data Science (AI Generativa, data engineering e Machine Learning), AI Technologies (Agentic AI, MLOps e vibe coding), Use Case pratici e una track Executive riservata ai decision maker.
Tra gli interventi c'è stato un confronto poco comune nel panorama italiano: sullo stesso palco si sono trovati i responsabili dei principali centri di calcolo nazionali. L'evento ha infatti riunito Giulia Gasparini (Country Manager di AWS), Sanzio Bassini (Direttore del supercalcolo del Cineca, casa del supercomputer Leonardo) e Alessandra Fidanzi (Head of Data, AI & HPC di Eni, l'area che governa il supercomputer HPC6).
A dare la misura di quel confronto sono i numeri delle macchine rappresentate. Stando ai dati citati durante l'evento, Leonardo, ospitato dal Cineca, è il secondo supercomputer italiano e si posiziona intorno al decimo posto della classifica mondiale, mentre HPC6 di Eni è il sistema più potente del Paese e figura al sesto posto a livello globale, mentre AWS porta sul tavolo l'esperienza del più grande cloud provider del pianeta. Saltarello sottolinea che non era mai capitato di vedere riunite nello stesso evento le prime tre potenze di calcolo presenti in Italia, e ci scherza su con il piglio del tifoso: è un risultato che non si può nemmeno migliorare, perché in un campionato chi arriva primo in classifica non ha sopra di sé una posizione zero.
Il parterre ha affiancato ai giganti del cloud e dell'hardware, come NVIDIA (con Andrea Fumagalli) e Google Cloud (con Daryoush Goljahani), alcune figure operative di calibro internazionale, tra cui Mohamed Mortadha Manai, AI Engineer di Netflix, e Cristian Schuszter, Staff Software Engineer del CERN. Forte anche l'accento sull'implementazione reale nei processi aziendali italiani, con gli interventi dei CIO e dei referenti innovazione di Sky Italia, Fineco, Alpitour e Automobili Lamborghini. Per chi era alle prime armi, era previsto un percorso accessibile dedicato ai "fondamenti di AI generativa", utile a spiegare concetti di base come i token.
I dati della survey: due mondi aziendali agli antipodi
Il quadro più interessante emerso durante l'intervista riguarda però lo stato dell'adozione dell'IA in Italia. Incrociando i risultati di un'ampia survey aziendale con le abitudini reali di consumo dei contenuti sulla piattaforma Improove, è venuta alla luce una distanza marcata tra i vertici e i reparti operativi. Un dato che riguarda il pubblico di Improove, fortemente orientato allo sviluppo, più che l'intero tessuto produttivo italiano.
Vale la pena spiegare come sono nati questi numeri, perché è il metodo a renderli interessanti. Improove è partita dalla propria base iscritti, dove convivono 169 CTO, 93 CIO, 117 ruoli di Head of e 465 sviluppatori, e su quella platea ha costruito una survey poi allargata per ampliare il campione: sono state coinvolte società di system integration e consulenza come Reply ed Engineering, clienti finali come Sky e il contributo di AUSED, la rete dei responsabili dei sistemi informativi aziendali. Il passaggio che dà sostanza al confronto è arrivato dopo: le risposte dichiarate nella survey sono state messe a fianco dei comportamenti reali, cioè dei contenuti che quelle stesse figure consumano davvero in piattaforma, dove gli oltre 1.300 video e i materiali redazionali sono etichettati per argomento e per profilo professionale di riferimento. A irrobustire la profilazione c'è poi il dato degli eventi: nell'ultimo anno hanno partecipato 1.811 persone fisiche uniche, ciascuna con il proprio job title dichiarato e aggiornato di volta in volta, così da poter verificare se quel che si dichiara di voler imparare coincida con quel che poi si guarda davvero.
Sul fronte del management, il mercato risulta nettamente orientato all'Intelligenza Artificiale Agentica: tre aziende su quattro dichiarano di usarla già, muovendosi all'interno di un duopolio dominato da Claude e ChatGPT, con Google Gemini molto distanziato. L'interesse per i modelli a pesi aperti in locale si ritaglia una nicchia tra il 10% e il 20%. Questa spinta arriva interamente dai vertici: per CEO, CTO, Director e Founder, l'IA Agentica è la priorità di studio numero uno.
Gli sviluppatori, invece, vivono una realtà diversa. Per i developer l'IA Agentica non riesce nemmeno a entrare nella "Top 5" degli argomenti di interesse. Il contenuto in assoluto più consumato da chi scrive codice in Italia è il framework tradizionale .NET, seguito dall'intelligenza artificiale (solo in senso generico) e dallo sviluppo frontend. La ragione è pratica: i programmatori devono "sopravvivere" al lavoro quotidiano, e investono il loro tempo nello studio di ciò che serve per manutenere ed evolvere i software esistenti, piuttosto che nelle tecnologie di frontiera quando non sono strettamente richieste.
Sogni nel cassetto
Sul futuro, Saltarello tiene insieme un desiderio professionale e uno personale. Sul piano del lavoro, la libertà del suo modello di business gli permette di puntare in alto: il suo "sogno proibito" per una prossima edizione di AI Conf è portare in Italia nomi come Andrej Karpathy o Yann LeCun. Sul piano personale, invece, nonostante i risultati raggiunti il desiderio resta quello di continuare a "fare qualcosa di buono" e, soprattutto, di passare più tempo con le persone a cui tiene.










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