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#341 |
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Iscritto dal: Jun 2006
Messaggi: 376
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Grazie per il consiglio, me lo procuro subito
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Quanto sai di te stesso se non ti sei mai battuto? |
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#342 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2002
Città: Napoli
Messaggi: 2474
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ciao ragazzoni, stasera (come ieri e domani) c'è il Marigliano Jazz Festival, conto di andarci, c'è Pietro Condorelli col suo quartetto, ebbene se il tempo permetterà riuscirò a fargli qualche domanda, una piccola intervista, c'è qualcosa in particolare che secondo voi sarebbe giusto domandargli?
http://www.youtube.com/watch?v=V7HKT50lhWY |
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#343 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2001
Città: Lazio Età: 52 ex mod
Messaggi: 9300
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Prova ad ascoltare questi (se non li conosci già), per lo più sono pianisti: Krzysztof Komeda (morto nel 69) quello che trovi Don Friedman (i Riverside degli anni 60) Denny Zeitlin (i quattro Columbia degli anni 60) Valdo Williams ("New Advanced Jazz" su Savoy del 1966) Anthony Davis (Song for the Old World del 1978) Joe Harriott (Free Form del 1961) Ken McIntyre - quello che trovi.
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#344 |
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Junior Member
Iscritto dal: Apr 2009
Messaggi: 20
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ti ringrazio molto
conosco abbastanza superficialmente qualcosa di alcuni (friedman, zeitlin, davis, harriott e komeda) ma quei dischi mi mancano tutti. Valdo Williams è proprio la prima volta che lo sento nominare. Anche a me interesserebbe trovare un libro che affronti il jazz proprio da quel punto di vista, ma mi vengono in mente solo i testi sulla storia del jazz di Gunther Schuller che però purtroppo si fermano ben prima degli anni sessanta (a parte articoli sparsi) e "american popular song" di Alec Wilder sui vari Gerswhin, Rodgers, Carmichael, Vernon Duke che però appunto è incentrato sugli standard della canzone americana più che sul jazz, anche se le due cose si compenetrano chiaramente e ci sono molti accenni. Visto che (presumo come te) sono un fanatico di Shorter sarei pure curioso di scoprire chi ha provato a dare un seguito al suo stile (mi viene in mente qualcosa di Wynton Marsalis e di Dave Douglas per citare quelli famosi, che però non valgono il maestro per quello che ho sentito perlomeno). Comunque anche se sicuramente ne sai molto più di me provo a farti qualche nome che vedo che non hai messo negli elenchi (anche se magari li conosci già) Clare Fischer il pianista (e compositore e arrangiatore) che ha maggiormente influenzato Herbie Hancock che dice spesso di aver sviluppato il suo stile dopo aver sentito gli arrangiamenti vocali che Fischer allestiva per gli Hi-lo's. Lui è un maestro del rhodes e dell'uso di armonie impressioniste. A volte detesto il suono dei suoi dischi che hanno quel sapore plasticoso tipico tra la fusion e la lounge (anche se negli anni sessanta ha fatto cose acustiche, e vari suoi album sono per big band), però dal punto di vista armonico è un maestro assoluto, cromatismi a tutto spiano e le parti vocali di alcuni suoi album sono tra le cose più intricate che ho mai sentito. Come compositore devo ancora capire quanto mi piaccia, ma ha scritto alcuni standard (Morning/Manana, che poi è uno dei suoi pezzi più facili e Pensativa) e vari brani interessanti. E' molto influenzato dalla musica brasiliana e latina in genere. Latin patterns mi pare una valida introduzione. qui: http://www.stevekhan.com/clarewherea.htm c'è un mp3 completo che dà idea del suo stile Lenny Breau e Ted Greene i due chitarristi più armonicamente evoluti che conosca (ok, ci sarebbe qualcuno dei moderni da considerare come Rosenwinkel e Ben Monder che però mi piacciono molto meno). Breau è, volendone dare una descrizione riduttiva, il Bill Evans della chitarra. Anche se molto meno noto dei vari Christian, Montgomery, Reinhardt, Hall, Pass, Burrell, Metheny, Mclaughlin eccetera è un musicista di culto e per molti, me compreso, il più grande chitarrista (forse non solo jazz) mai esistito. Probabilmente nonostante un talento straordinario è stato pure un talento sprecato e forse in gran parte è dovuto ai suoi cronici problemi con l'eroina, infatti i suoi dischi sono abbastanza dispersivi, spesso incisi senza un minimo di pianificazione e non ce n'è nessuno che considerei un capolavoro (anche se per me quasi nessun disco di chitarra jazz lo è). Però anche se non è un compositore come interprete a volte lascia davvero senza fiato per quello che era capace di fare, e non parlo solo di tecnica ma anche del fatto che riusciva a essere poetico come non ho mai sentito essere Joe Pass, per dire uno che potrebbe essergli accostato stilisticamente. Comunque sia il live at bourbon (che ha pure una qualità audio eccellente, cosa rara tra le sue registrazioni) sia Hallmark sessions vanno benissimo per farsi un'idea. Oppure, anche se sembrerebbe è un consiglio solo per chitarristi, il video del suo masterclass girato poco prima di morire: http://www.youtube.com/watch?v=B-B06-pRjTY http://www.youtube.com/watch?v=N_YHG...eature=related http://www.youtube.com/watch?v=zCfq6...eature=related http://www.youtube.com/watch?v=PGcJA...eature=related Ted Greene invece è famoso per aver scritto il testo definitivo sull'argomento per chitarra, Chord chemistry, la bibbia dell'armonia applicata alle sei corde. Ha fatto però purtroppo solo un disco dove affronta vari standard, Solo guitar. Un album interessante, molto bella la sua versione di Danny boy soprattutto. Qui un video da una lezione dove non fa jazz ma improvvisa in stile barocco http://www.youtube.com/watch?v=Zkuo2384ZN4 Poi Forgotten fantasies della coppia Dave Liebman/Richard Beirach, due musicisti dal linguaggio armonico sofisticatissimo. Liebman è uno dei musicisti che ha provato a sviluppare le idee di Coltrane e ha scritto uno dei testi considerati più complessi (anche se non l'ho mai letto lo conosco di fama), Chromatic Approach to Jazz Harmony. Beirach è soprannominato "the code" per la sua conoscenza armonica enciclopedica. Il disco è validissimo (per qualcuno uno dei più belli degli anni settanta, anche se purtroppo non è mai stato ristampato) e va dal bop più evoluto al free jazz. E poi pur non essendo un jazzista in senso stretto (anche se ha fatto alcuni standard splendidi) , lo stesso Alec Wilder di cui sopra, i cui ottetti pur non essendo jazz (diciamo che sono tra le cose che hanno anticipato la third stream) sono tra le cose più belle che ho mai sentito in vita mia, anche se putroppo sono davvero difficili da trovare (e non si trovano tutti assieme), con qualità audio bassa e a prezzi da denuncia. |
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#345 |
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Junior Member
Iscritto dal: Apr 2009
Messaggi: 20
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ah, comunque visto che hai fatto quel bellissimo listone per gli album, non mi dispiacerebbe se facessi pure un elenco anche parziale dei pezzi singoli che preferisci, in generale... e poi se mi dai qualche dritta soprattutto nella direzione di cui sopra, ti sarei davvero grato.
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#346 |
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Member
Iscritto dal: Feb 2009
Città: Roma
Messaggi: 159
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Tra le cantanti jazz vorrei segnalare per chi non la conoscesse Melody Gardot che ho conosciuto da poco ma chi ma ha colpito.
Vi piace?
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Tivoli terme | musica a Roma | musica jazz | giornalismo | Guidonia | Montecalvo | teoria musicale | scala pentatonica |
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#347 |
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Member
Iscritto dal: Jul 2005
Città: TORINO
Messaggi: 255
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qualcuno mi potrebbe dire qualche discco dei migliori chitarristi jazz?
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#348 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2008
Messaggi: 2119
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![]() disco bello fresco per iniziare col piede giusto. http://www.youtube.com/watch?v=XAouM...eature=related http://www.youtube.com/watch?v=CD2xJMuKHRA bravini questi giovanotti vero ? |
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#349 |
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Junior Member
Iscritto dal: May 2009
Messaggi: 2
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I dischi e gli artisti fondamentali
Ritrovo casualmente questo bel thread, se posso permettermi però, anche se non ho avuto tempo, voglia e necessità di leggere tutti commenti, di pochi letti mi sembra che il titolo del thread sia stato col passare del tempo sostanzialmente tradito. Non sarebbe forse più utile aprirne altri nuovi più specialistici e lasciare questo all'argomento del titolo?
Un doveroso chiarimento riguardo il periodo cosiddetto Swing. Mi sembra si faccia confusione tra la musica che si suonava a Chicago e New York negli anni '20 (i cosiddetti "roaring twenties") con tutte le icone (la malavita italo-americana, il proibizionismo...) e l'era dello Swing che nasce sì alla fine degli anni '20 (Fletcher Henderson, e gli arrangiatori della sua orchesta ne sono i padri fondatori), ma assume caratteristiche musicali stabilmente proprie e diffusione come fenomeno di massa (musicale e sociale) nei primi anni '30. Difficile stabilire una data o un anno preciso. Si potrebbe ipotizzare il 1934 anno in cui, con un grande paradosso della storia di questa musica, Henderson scioglie l'orchestra al vertice della forma e popolarità ed entra in quella di Goodman al quale "passa" decine di arrangiamenti suoi decretandone il successo nazionale ed internazionale. Una data storicamente importante per poter collocare correttamente la nascita della Swing era e della voglia di divertirsi (e quindi di ballare) ad essa connessa, è la ripresa dell'economia americana dopo la crisi del '29. Alla prossima un saluto cordiale LYM |
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#350 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2008
Città: Prov. Lecce
Messaggi: 986
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In casa nostra abbiamo di meglio ....... hai mai sentito Maria Pia De vito? Certo .... non è solo jazz,i suoi orizzonti sono molto + ampi ....... peccato non abbia riscosso (in Italia) il successo che merita. Ultima modifica di ucciopino : 20-03-2010 alle 15:58. |
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#351 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2008
Città: Prov. Lecce
Messaggi: 986
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#352 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2012
Messaggi: 461
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Ciao a tutti, mi iscrivo al thread!
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. After the rain - John McLaughlin, Joy De Francesco, Elvin Jones . The third quartet - John Abercrombie . Tequila - Wes Montgomery Se ti piacciono i fraseggi e suoni più fusion ti consiglio John Scofield e Pat Metheny. Quote:
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#353 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2001
Città: Lazio Età: 52 ex mod
Messaggi: 9300
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Quote:
Comunque il post a cui hai risposto l'ho scritto due anni fa, mi sa che non hai letto tutto il thread sin dall'inizio. Diciamo che cerco qualcosa tipo Scaruffi sul jazz (malvisto da molti appassionati di rock, ma è uno che si sofferma molto su musicisti meno noti e correnti poco 'battute'). Qua ho compilato una lista dei llbri in italiano sul jazz che consiglio (circa 30 titoli), tra cui anche il suo (che mi è stato molto utile) http://www.hwupgrade.it/forum/showpo...7&postcount=11
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#354 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Apr 2009
Messaggi: 20
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Che ne pensi tra l'altro del blog Jazz nel pomeriggio? |
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#355 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2012
Messaggi: 461
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Grazie per la segnalazione. |
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#356 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2001
Città: Lazio Età: 52 ex mod
Messaggi: 9300
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E' relativamente semplice per le radio (diverse emittenti usa e canadesi trasmettono in streaming e quindi possono essere seguite dall'Italia), difficoltoso per la stampa (un gran numero di pubblicazioni tra libri, riviste e articoli, anche quelli dei media non strettamente jazzistici spesso interessanti) ed impossibile per le emittenti tv (i cui programmi non vengono ritrasmessi in Europa, anni fa l'emittente BetOn Jazz faceva parte del bouquet di Tele+, poi è stata tolta). Gli echi di tale dibattito arrivano ulteriormente attenuati in Italia perchè della gran parte dei libri non è mai uscita la traduzione italiana. Di Stanley Crouch, oltre alla sua influenza sul pensiero di Wynton Marsalis, se ne parla solo per le polemiche razziali nel jazz. Di Ted Gioia, The Imperfect Art è uscito anche in italiano (l'ho comprato; bel libro ma è un excursus sui rapporti del jazz con la cultura, non ti fa conoscere musicisti nuovi o minori) ma i due libri più importanti di Gioia, la sua storia del jazz ed il libro sul west coast, non sono mai usciti in italiano. La storia del jazz di Gioia insieme a quella di Shipton (quest'ultima recentemente uscita in italiano) e quella di Polillo, è tra i pochi libri citati da Scaruffi, il quale ha scritto una sua di storia del jazz (in inglese, in italiano il libro è stato tradotto non da lui) in forte polemica con gli storici convenzionali del jazz, dedicando i 2/3 del libro al jazz dagli anni 60 ad oggi e più spazio a compositori e arrangiatori che a improvvisatori, esecutori e standard (ad esempio tra i pianisti tre pagine su Paul Bley, una pagina e mezza su Matthew Shipp e dieci righe su Bill Evans; tra i trombettisti due pagine su Dave Douglas e cinque righe su Chet Baker ecc). Mi è piaciuto moltissimo il libro di Scaruffi, lo consiglio a tutti (tranne che a coloro che rifiutano il free jazz e gli sviluppi successivi, ovviamente), mi ha fatto scoprire molti musicisti che non conoscevo o che conoscevo poco. A tal proposito ricordo che anni fa Jack Walrath (trombettista ma anche scrittore su Downbeat) dichiarò che aveva intenzione di scrivere un libro sui jazzisti dimenticati o sottovalutati, chissà poi come è andata a finire.... Schuller, pur protagonista del third stream, è uno storico del jazz tradizionale, per questo motivo non ho mai letto i suoi libri, alcuni dei quali tradotti in italiano. Di Gary Giddins non ho mai avuto occasione di leggere nulla (ma è interessantissimo, ne parlano molto bene) mentre Ballett ed Harrison li conosco solo di nome. Comunque in questi ultimi anni c'è una tendenza (che speriamo continui) all'uscita di traduzioni in italiano di libri jazzistici famosi; dalla gia citata storia di Shipter e quella di John Szwed (ma non era meglio tradurre in italiano il suo libro su Sun Ra?), il libro di Gioia, Hear me talkin' to ya, le biografie su Monk e Coltrane, l'autobiografia di Shearing, il libro intervista a Konitz ecc. Continuano a latitare però i libri sulle correnti jazzistiche. A Parigi ho visto molti libri sul jazz (biografie in francese su jazzisti non di primissimo piano come Dizzy Reece e Joachim Kuhn). Ho preso la versione francese di Black Talk (famoso libro di interviste a vari musicisti, mai uscito in italiano). Jazz nel pomeriggio; interessante, cercherò di leggerlo più spesso.
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#357 | ||||||
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Junior Member
Iscritto dal: Apr 2009
Messaggi: 20
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In realtà è un critico molto più interessante di come lo si dipinge. Insomma è vero che non ama granchè i bianchi (a parte getz, george russell, lovano e poche altre eccezioni) ed è vero che è conservatore (anche se ci si dimentica di dire che è un conservatore che conosce bene i suoi polli, essendo stato allievo di sunny murray e avendo suonato con david murray, oltre al fatto che ammira gente come ornette coleman, don cherry, sun ra, andrew hill e l'art ensemble of chicago) però anche per questo tira fuori spesso nomi di musicisti moderni diversi dai soliti che si sentono. E "considering genius" per me è un ottimo libro. Quote:
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Però appunto non so se tutta sta roba sia stata tradotta, a parte i volumi di Schuller tradotti da Marcello Piras se non sbaglio (a parte Musings). Quote:
non mi stupisce, mi sa che in francia hanno una diversa considerazione del jazz. Il mio francese però purtroppo è troppo arrugginito per permettermi di leggere libri non tradotti... ah, sul jazz più recente, non sono testi ma sono liste molto interessanti visto come sono compilate: sono i sondaggi sui migliori dischi jazz degli anni 80 fatti dal village voice consultando molti dei più importanti critici, dove ho scoperto alcuni nomi che non conoscevo (tipo gli 8 bold souls, e pure John Carter a dire il vero che conoscevo giusto di nome) http://destination-out.com/?p=227 http://destination-out.com/?p=228 c'è anche per i novanta anche se molto meno interessante perchè non coinvolge più tutti i critici della classifica ottantiana, a parte giddins e darcy james argue (che non è proprio un critico) http://destination-out.com/?p=110 Ultima modifica di Danny Morali : 30-04-2012 alle 01:54. |
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#358 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Messaggi: 2861
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Scusate, faccio delle domande idiote, ma devo chiarirmi un po' le idee
Ma mi spiegate perché lo trovo di così difficile ascolto? Purtroppo non suono alcuno strumento e non ho studiato la musica, non so se la cosa possa limitarmi nel comprendere il genere. Ho ascoltato Giant steps e Kind of blue, che sono tra le pietre miliari del genere, secondo quanto ho letto. Ma, sarà lo strumento, la tromba, non mi vanno giù del tutto. Mi piace tanto invece l'album Pat Metheney Group del '78. Però questo dovrebbe essere Fusion. Questo disco lo trovo un capolavoro, una vetta non più raggiunta da Metheney. Ovviamente imho. A proposito sapete consigliarmi dischi simili a questo? Tornando al Jazz, forse se ascoltassi qualcosa in cui c'è una chitarra elettrica, sarebbe meglio. Ecco, forse dovrei iniziare con qualcosa di più moderno, rispetto a Miles e Coltrane. Qualche chitarrista jazz? Ma non ho capito, il ''vero'' Jazz prevede come strumento principale solo la tromba ? |
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#359 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Apr 2009
Messaggi: 20
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Detto questo ad esempio Giant steps è un disco difficile e il fatto che non ti piaccia non vuol dire nulla, tranquillo, trovi cose di tutti i generi. Io a parte Naima che adoro non l'ho mai amato per esempio. Su Kind of blue sono un po' più perplesso perchè è al contrario un disco di ascolto piuttosto semplice, ma magari ti ha semplicemente annoiato. A proposito di questo, posso dirti che ecco, la carriera di miles davis è piena di dischi ESTREMAMENTE diversi tra loro stilisticamente, per cui se e quando avrai voglia di provare qualcos'altro di suo è facile che troverai cose che non ti aspetti. Per quanto riguarda la chitarra elettrica, di nuovo trovi cose estremamente diverse. Se ti piace Metheny e hai già ascoltato tutta la sua discografia (argh) ti potrebbero interessare anche chitarristi come Ralph Towner, John Scofield o Bill Frisell, Sonny Greenwich, ma c'è davvero di tutto per cui magari quali sono i tuoi gruppi/dischi preferiti potrebbe essere utile per capire cosa magari è più facile che ti piaccia. senti questa per esempio: http://www.youtube.com/watch?v=8zWuf_60TqQ Ultima modifica di Danny Morali : 10-06-2012 alle 19:16. |
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#360 | |||
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Messaggi: 2861
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Grazie mille per la risposta!
![]() Ascolto rock, soprattutto il progressive/psichedelico degli anni 60-70. Amo i primi Pink Floyd, fino a DSOM. Mi piacciono anche i primi 4-5 album di Santana (bellissimo Caravansaerai..''più Jazz'' dei precedenti). Non disdegno neanche l'hard rock. Trovo spettacolare Images and Word dei Dream Theater. Ho ascoltato qualcosa di Satriani, Vai, Malmsteen e compagnia. E ovviamente Jimi Hendrix. E poi il post-rock. Le poche cose di Fusion/Jazz rock che ho ascoltato finora mi sono piaciute: Metheney, Corea (ho ascoltato Electrik Band dell'86, lo trovo ostico. Ma già a livello di suono registrato, è freddo), Hallsworth, Metal Fatigue, bello. Oltre alla chitarra elettrica amo l'organo Hammond. Quote:
. Quindi penso di non averlo compreso, se quello che è considerato universalmente un capolavoro, mi annoia.Penso di avere un idiosincrasia nei confronti della tromba Del sax forse no. Oppure non so, ma non provo vera goduria nell'ascoltarli, tranne ''So What''. Quote:
Comunque c'è ''Miles in the sky'' che trovo già più ''coinvolgente''. Quote:
Questi primissimi suoi album sono già Fusion oppure è Jazz classico? Comunque quello del '78 è quello che mi piace di più della sua produzione. Almeno, al momento, è quel tipo di musica che sto cercando. Della sua discografia ho ascoltato anche Offramp, First circle, Still life. Mi sono piaciuti tutti, ma quello del '78 è una spanna o più sopra. C'è da dire che era accompagnato da un ispiratissimo Lyle Mays. Orchstration del 2010 mi pare un ottimo ritorno alle origini. Per quanto riguarda la canzone che hai linkato sì è proprio questo genere di canzoni che intendo e che cerco adesso! Si tratta di Jazz ''classico'' nel caso specifico della canzone? Poi visto che Fusion e Jazz Rock sembrano piacermi, se hai qualcosa di bello da consigliarmi, fa/fate pure. Magari qualcosa degli inizi della Fusion e del Jazz rock. Vanno sempre bene i vari Ralph Towner, John Scofield o Bill Frisell, Sonny Greenwich che hai citato? Ultima modifica di tomahawk : 11-06-2012 alle 12:57. |
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. Quindi penso di non averlo compreso, se quello che è considerato universalmente un capolavoro, mi annoia.








