La crisi dell'hardware spinge i negozi giapponesi a caccia di PC usati

La crisi dell'hardware spinge i negozi giapponesi a caccia di PC usati

La carenza globale di hardware dà vita a particolare iniziative. Ad Akihabara, Sofmap Gaming ha invitato i clienti a rivendere i propri PC per far fronte a una domanda fuori scala, alimentata dalla crisi delle memorie, dai rincari delle DDR5 e dalle tensioni su GPU e preassemblati.

di pubblicata il , alle 09:01 nel canale Sistemi
 

La carenza di hardware per PC continua a produrre effetti sempre più visibili lungo tutta la filiera. A testimoniarlo è il caso di Sofmap Gaming, noto rivenditore giapponese di elettronica con sede ad Akihabara, che ha pubblicamente invitato i clienti a rivendere i propri PC, nuovi o vecchi che siano, pur di alimentare le scorte.

In un messaggio pubblicato su X, accompagnato da un'immagine che mostra scaffali quasi vuoti, il negozio ammette apertamente di non riuscire a soddisfare la domanda di PC da gioco, nemmeno nel segmento dell'usato. Il punto vendita, sviluppato su tre piani nel cuore della Electric Town di Tokyo, si dice disposto ad acquistare praticamente qualsiasi sistema: desktop gaming, notebook, postazioni complete e persino PC non destinati al gioco, dichiarandosi pronto a riconoscere valutazioni elevate.

La situazione riflette una pressione anomala sulla disponibilità di componenti, già emersa nei mesi scorsi con i tentativi di alcuni negozi di Akihabara di limitare la vendita di RAM, SSD e HDD. Alla base del fenomeno c'è la crisi delle memorie, innescata dalla domanda senza precedenti dei datacenter dedicati all'intelligenza artificiale. I grandi operatori AI stanno assorbendo una quota crescente della produzione dei principali produttori di DRAM, con ricadute immediate sul mercato consumer.

I primi segnali si sono visti sui prezzi delle DDR5, cresciuti in modo drastico in pochi mesi, con kit di memoria che oggi costano più del triplo rispetto all'autunno scorso (quando sono disponibili). In questo contesto, DDR4 e piattaforme più mature stanno assumendo il ruolo di "porto sicuro" per assemblatori e utenti, anche grazie alla presenza di scorte pregresse e a una rinnovata attenzione da parte dei produttori di schede madri e CPU compatibili. Non è un caso che AMD abbia ipotizzato l'arrivo di nuove CPU per piattaforme AM4.

Gli effetti a catena non si sono fermati alle memorie. I rincari hanno raggiunto i PC preassemblati e iniziano a emergere segnali di tensione anche sul fronte delle schede video, in particolare per i modelli con quantitativi di VRAM più generosi. Le indiscrezioni parlano di possibili aumenti di prezzo e di ritardi nelle prossime generazioni di GPU.

Alla luce di questo scenario, non sorprende che anche i PC usati stiano diventando una risorsa strategica per i rivenditori. Tuttavia, esistono limiti tecnici: i sistemi realmente appetibili sono quelli basati su piattaforme DDR4 compatibili con Windows 11, come CPU Intel dall'ottava generazione o AMD Ryzen 2000 e successive. Al di sotto di questa soglia si entra in un mercato differente, quello del retrocomputing, che in Giappone rimane vivace e separato, con catene specializzate che continuano a trattare hardware d'epoca per appassionati e collezionisti.

22 Commenti
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marcram10 Gennaio 2026, 09:41 #1
Certo, colpa dei datacenter AI.
Degli aggiornamenti hardware forzati da MS a livello mondiale no però, vero?
ImperatoreNeo10 Gennaio 2026, 09:52 #2
Ma di cosa stai parlando? Del fine supporto a windows 10?
marcram10 Gennaio 2026, 09:59 #3
Originariamente inviato da: ImperatoreNeo
Ma di cosa stai parlando? Del fine supporto a windows 10?

Non è ovvio?
Di crisi dei componenti si parla moltissimo negli ultimi mesi, proprio in coincidenza con la fine di Win10.
E' scontato che se crei una domanda improvvisa di nuovi pc, i componenti (già ridotti per i motivi di AI) vengono a scarseggiare...
euscar10 Gennaio 2026, 10:04 #4
Originariamente inviato da: marcram
Certo, colpa dei datacenter AI.
Degli aggiornamenti hardware forzati da MS a livello mondiale no però, vero?


Anche secondo me tutta questa improvvisa domanda di nuovi PC (che tra l'altro devono essere compatibili con W11) è stata innescata dalla fine del supporto a W10, quando invece basterebbe una distro del pinguino per andare avanti senza problemi. Se non ricordo male, si parlava di 420 milioni di PC "a rischio rottamazione"
ImperatoreNeo10 Gennaio 2026, 10:19 #5
Ma figuratevi, come se le aziende corressero a sostituire i pc..basta guardare i bassi tassi di adozione. Ma poi basta informarsi:

“ Dietro questi numeri c’è una scelta precisa dei tre grandi colossi mondiali delle memorie - Samsung, SK Hynix e Micron - che hanno riconvertito circa il 20% della loro capacità produttiva dalle RAM “tradizionali” alle HBM (High Bandwidth Memory), chip molto più costosi e redditizi, diventati indispensabili per i data center dedicati all’intelligenza artificiale.”

Fonte: il Sole 24 ore
Ginopilot10 Gennaio 2026, 10:42 #6
Le aziende corrono a cambiare i pc.
ImperatoreNeo10 Gennaio 2026, 10:49 #7
si lallero
marcram10 Gennaio 2026, 10:59 #8
Originariamente inviato da: ImperatoreNeo
Ma figuratevi, come se le aziende corressero a sostituire i pc..basta guardare i bassi tassi di adozione. Ma poi basta informarsi:

“ Dietro questi numeri c’è una scelta precisa dei tre grandi colossi mondiali delle memorie - Samsung, SK Hynix e Micron - che hanno riconvertito circa il 20% della loro capacità produttiva dalle RAM “tradizionali” alle HBM (High Bandwidth Memory), chip molto più costosi e redditizi, diventati indispensabili per i data center dedicati all’intelligenza artificiale.”

Fonte: il Sole 24 ore

Certo, come se non fossero mesi che tutti ti spingono con toni allarmistici ad aggiornare.

Ti sei perso alcune notizie:
https://www.gartner.com/en/newsroom...quarter-of-2025
https://my.idc.com/getdoc.jsp?containerId=prUS53855725
https://www.itpro.com/hardware/glob...-refresh-cycles

Non tutti saranno corsi ad aggiornare, certo, ma più del solito.
Un incremento del 8-9% rispetto all'anno precedente non è poco, in un mercato che "dovrebbe" essere in declino causa tablet e smartphone.

Se questo incremento di acquisti non è supportato da un incremento di produzione, ma anzi è contrastato da una riduzione del 20% della produzione di RAM, chissà come mai abbiamo una carenza di forniture...

Non è che la EOL di Win10 sia la sola causa dello shortage, ma unita alla domanda di datacenter AI ne è uno dei fattori dominanti.
Ma si tende a passarci sopra, additando solo l'AI...
coschizza10 Gennaio 2026, 13:07 #9
Originariamente inviato da: marcram
Certo, colpa dei datacenter AI.
Degli aggiornamenti hardware forzati da MS a livello mondiale no però, vero?


ms non centra nulla
coschizza10 Gennaio 2026, 13:08 #10
Originariamente inviato da: marcram
Non è ovvio?
Di crisi dei componenti si parla moltissimo negli ultimi mesi, proprio in coincidenza con la fine di Win10.
E' scontato che se crei una domanda improvvisa di nuovi pc, i componenti (già ridotti per i motivi di AI) vengono a scarseggiare...


falso i numeri ti danno torto la domanda improvvisa non esiste e i dati lo confermano

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