AGCOM multa Cloudflare: 14 milioni di euro per violazioni delle norme antipirateria
L'AGCOM ha sanzionato Cloudflare per oltre 14 milioni di euro per non aver rispettato gli ordini di blocco dei contenuti pirata previsti dalla legge antipirateria 93/2023. La multa, pari all'1% del fatturato globale, rappresenta uno dei primi e più rilevanti interventi in materia di diritto d'autore online
di Francesco Messina pubblicata il 09 Gennaio 2026, alle 12:11 nel canale WebCloudflare
L'AGCOM ha inflitto una sanzione superiore ai 14 milioni di euro a Cloudflare per violazione delle norme antipirateria previste dalla Legge 93/2023, segnando uno dei primi casi di multa rilevante in materia di diritto d'autore online. Il provvedimento, notificato l'8 gennaio 2026, conclude un procedimento avviato per la mancata ottemperanza a un ordine dell'Autorità risalente al febbraio 2025.
Secondo quanto comunicato dall'AGCOM, Cloudflare non avrebbe adottato le misure richieste per contrastare la diffusione di contenuti illeciti attraverso i propri servizi, nonostante un ordine formale che imponeva la disabilitazione della risoluzione DNS e dell'instradamento del traffico di rete verso specifici domini e indirizzi IP segnalati dai titolari dei diritti tramite la piattaforma Piracy Shield. In alternativa, la società avrebbe dovuto implementare soluzioni tecnologiche e organizzative idonee a rendere tali contenuti non fruibili dagli utenti finali.

Il Consiglio di AGCOM, nella seduta del 29 dicembre 2025, ha deliberato la sanzione con il voto contrario della commissaria Elisa Giomi, applicando una "multa pari all1% del fatturato globale della società". La normativa di riferimento consente infatti di irrogare sanzioni fino al 2% del fatturato in caso di inottemperanza agli ordini dell'Autorità nell'ambito della tutela del diritto d'autore.
L'AGCOM attua la legge antipirateria per Cloudflare
L'AGCOM ha accertato una perdurante violazione della legge antipirateria e delle relative disposizioni attuative, sottolineando come Cloudflare abbia continuato a non intervenire efficacemente anche dopo la notifica dell'ordine. Il provvedimento assume una particolare rilevanza alla luce del ruolo centrale della società: una larghissima percentuale dei siti oggetto di blocco utilizza infatti i servizi Cloudflare per la diffusione illegale di opere protette.
Con questa decisione, l'Autorità afferma di dare piena applicazione alla legge antipirateria, che ha ampliato il perimetro dei soggetti obbligati a contrastare la pirateria includendo tutti i fornitori di servizi della società dell'informazione coinvolti, a qualsiasi titolo, nell'accessibilità dei contenuti illegali.
Tra questi rientrano anche i fornitori di VPN, i servizi di DNS pubblici e i motori di ricerca, indipendentemente dalla loro localizzazione geografica. Dall'introduzione di Piracy Shield nel febbraio 2024, sono stati disabilitati oltre 65.000 FQDN e circa 14.000 indirizzi IP destinati alla fruizione di contenuti illeciti.










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25 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoSecondo me in cloudflare stanno ancora ridendo !
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Fateci sapere quando la suddetta staccherà l'assegno all'aggiccomme !
Ci credo molto...
(sperando che nel frattempo non si "inca##i "il biondo" americano, che è diventato un po' manesco ultimamente)
neanche si opporranno, li raccoglieranno da terra mentre escono dagli uffici
neanche si opporranno, li raccoglieranno da terra mentre escono dagli uffici
da uno strano valore dai soldi
una persona sensata proverebbe a chiudere il luogo di spaccio.
chiaro, spesso sono server esteri, e allora?
se un assassino si nasconde in guatemala, si emette un mandato di cattura internazionale. perché non fare lo stesso con questi siti pirata? alla fine è pure facile basta rivolgersi a chi ha venduto il dominio. Se li costringi a cambiar dominio ogni 3x2 non gli rendi la vita facile. inoltre dal dominio si arriva facilmente ai server e a chi li ha comprati.
una persona sensata proverebbe a chiudere il luogo di spaccio.
chiaro, spesso sono server esteri, e allora?
se un assassino si nasconde in guatemala, si emette un mandato di cattura internazionale. perché non fare lo stesso con questi siti pirata? alla fine è pure facile basta rivolgersi a chi ha venduto il dominio. Se li costringi a cambiar dominio ogni 3x2 non gli rendi la vita facile. inoltre dal dominio si arriva facilmente ai server e a chi li ha comprati.
Eh no, ormai funziona così, se in quartiere c'è un presunto terrorista si rade al suolo tutto il quartiere, non sei informato sulle nuove regole? e fanculo le vittime collaterali.
tornando IT , già ogni mese cambiano dominio. Mantenendo quello principale con reindirizzamento al nuovo
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