Apple ha un nuovo partner per la sua Apple Card: ecco cosa cambia
Apple Card cambia partner bancario: il servizio sarà ora gestito da JPMorgan Chase che prenderà il posto di Goldman Sachs come annunciato ufficialmente dall'azienda di Cupertino
di Davide Raia pubblicata il 10 Gennaio 2026, alle 15:01 nel canale AppleApple
All'interno dell'enorme ecosistema di prodotti e servizi di Apple, un ruolo sempre più importante lo ricopre Apple Card. Da questa settimana, l'azienda di Cupertino a un nuovo partner per la gestione delle sue carte di credito (per ora non disponibili in Italia). Dopo l'uscita di scena di Goldman Sachs, sarà JPMorgan Chase a ricoprire il ruolo di partner bancario di Apple per questo particolare prodotto, che non ha costi e offre fino al 3% di cashback ai consumatori americani.

Il passaggio di testimone
La fine della partnership tra Apple e Goldman Sachs, per quanto riguarda le Apple Card, non è una notizia recente. Sono circa due anni, infatti, che l'istituto è alla ricerca di un modo per interrompere la sua partnership con Apple che si è rivelata molto meno vantaggiosa del previsto, anche per via dei tassi di insolvenza superiori alla media. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Goldman Sachs sta liquidando circa 20 miliardi di dollari di saldi con uno sconto di oltre 1 miliardo di dollari.

Il passaggio a JPMorgan Chase è stato confermato direttamente da Apple e si completerà nel corso dei prossimi 24 mesi. Le Apple Card continueranno a utilizzare la rete Mastercard. I già clienti non saranno trasferiti in automatico, ma potranno scegliere se continuare a utilizzare il conto con Goldman Sachs oppure passare a Chase (probabilmente sfruttando alcuni incentivi). Per chiarire la questione, Apple ha pubblicato alcune FAQ.
Ricordiamo che, almeno per il momento, Apple Card non è un servizio previsto per il mercato italiano, anche se nulla vieta un possibile cambio di strategia da parte dell'azienda.










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2 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infola sua partnership con Apple che si è rivelata molto meno vantaggiosa del previsto, anche per via dei tassi di insolvenza superiori alla media.
Strano, in teoria fanno gli stessi background check delle altre carte.
Forse c'é una maggior percentuale di gente che quando si ritrova indebitata, esaurite quelle delle banche attiva una cc Apple e la sfonda?
Forse c'é una maggior percentuale di gente che quando si ritrova indebitata, esaurite quelle delle banche attiva una cc Apple e la sfonda?
Le carte di credito non bancarie hanno tassi di insolvenza e perdita maggiori di quelle di derivazione bancaria, che si appoggiano a un conto corrente attivo.
Infatti, a parità di caratteristiche del cliente, esaminata attraverso i controlli in fase di erogazione (i tooi background check), la differenza è tutta nel monitoraggio del cliente stesso. Osservando l'andamento del conto corrente e le sue entrate, specie quelle ricorrenti come stipendi, pensioni, redditi vari ricorrenti, si riescono a intercettare più rapidamente eventuali problemi del cliente. E affrontarli
Le carte di derivazione bancarie non fanno altro che fare transazioni e a fine mese fare un addebito su un conto corrente (esterno) per ricevere il pagamento. In caso di incapienza del conto corrente, il saldo della carta non viene pagato. E si inizia il processo di recupero, inizialmente "bonario", poi sempre più "hard"
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