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Old 18-12-2008, 14:00   #121
John Cage
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L'Avatar di John Cage
 
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Originariamente inviato da Proteus Guarda i messaggi
Purtroppo il debito non è mai cresciuto meno in senso assoluto, è sembrato crescere meno perchè i vari governi hanno cercato di gettare fumo negli occhi degli elettori ricorrendo, come ho gia detto, al metodo del "fichi fratto bistecche". Se controlli l'effettivo trend di crescita scopri che le sue, minimali ndr, variazioni non corrispondono a risanamenti ma agli aumenti di pressione fiscale e quindi di risanare rapinando chi già è rapinato e preservando le sacche di assistenzialismo parassitario votoscambista sarebbe capace chiunque. Ciò che non hanno saputo fare ne i destri ne i sinistri è, purtroppo, avere il coraggio di incidere sui guai da loro stessi generati in passato per timore di perdere consenso.
Non capisco cosa intendi. Io ti ho mostrato la crescita del debito pubblico in VALORE ASSOLUTO.

2004 1.444.604
2005 1.512.779
2006 1.582.009
2007 1.598.762

E' esattamente quello di cui parlavi tu. Hai spiegato mille volte che il confronto deficit/pil non serve a niente. Benissimo, per parlare la stessa lingua, ti ho portato alcuni valori come esempio di crescita del pil. Se poi vuoi dire che bisogna ridurre gli sprechi e non aumentare le tasse, è ovvio e condivisibile. Ma serve sono a spostare l'attenzione su altre questioni secondo questo schema: parlare di deficit/pil non va bene -> parliamo di debito in valore assoluto -> anche questo non va bene, bisogna parlare degli sprechi e delle tasse.

Il punto è che tutte queste cose sono combinate tra loro.

Ultima modifica di John Cage : 18-12-2008 alle 14:06.
John Cage è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 18-12-2008, 14:44   #122
flisi71
Senior Member
 
Iscritto dal: Feb 2001
Città: a casa mia
Messaggi: 900
Quote:
Originariamente inviato da alphacygni Guarda i messaggi
Ma poi "a regime" che vuol dire? non e' che le moltiplicazioni "a regime" siano diverse... o forse intendeva "al regime" (Tremonti e' uno che guarda avanti)?


...per il calcolo che non torna, forse e' un, abbastanza candido tra l'altro, modo per ammettere che tirano fuori tot, ma riprendono tot da qualche altra parte
Ho trovato delle interessanti considerazioni sull'argomento.
In ordine sparso:

Per le richieste antecedenti al 31 dicembre 2008, la Carta sarà inizialmente caricata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze con 120 euro, relativi ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2008; successivamente, nel corso del 2009, la Carta sarà caricata ogni due mesi con 80 euro sulla base degli stanziamenti via via disponibili.

...La terza questione riguarda i costi della social card. È bene sottolineare che non tutto va ai cittadini. Il Ministero ha detto che allo Stato la social card costerà 450 milioni di euro annui a regime e che ne beneficeranno 1,3 milioni di italiani. Quindi, poiché entro dicembre daranno la prima tranche di 120 euro, i conti sono presto fatti: il costo entro dicembre è di 156 milioni di euro. In pratica, entro dicembre 2009 il Governo stima di spendere 606 milioni di euro per la social card. Che sono coperti da stanziamenti dello Stato ancora in fase di discussione per 650 milioni e da 200 milioni già donati da Eni e dai 50 milioni donati da Enel. Ma la social card non è a costo zero per lo Stato, infatti, oltre a quello che finisce nelle tasche dei pochi italiani che rientrano tra i meritevoli di aiuto, ci sono i costi relativi allo strumento stesso. Parliamo dei costi di produzione della tessera, di circuito, di pagamento e di ricarica. La produzione fisica della tessera costa circa 50 centesimi a pezzo (costo fornito dagli emittenti), quindi già 650 mila euro sono stati utilizzati. Il circuito di pagamento chiede una percentuale all'esercente, che in media è circa del 2% del pagamento stesso. Quindi, auspicando una compartecipazione dell'esercente alla spesa, sono, a essere ottimisti, altri 6 milioni di spesa statale. Per quanto riguarda la ricarica, le commissioni normalmente applicate dalle Poste non sono certo esigue perché ammontano a 1 euro a ricarica. Quindi per ogni carta sono 6 euro annui che lo Stato dovrebbe pagare: in ogni caso, applicando ad esempio un costo di 10 centesimi a ricarica, lo Stato comunque versa a Poste italiane circa 800 mila euro in un anno. Tirando le somme, senza considerare i costi delle lettere inviate agli italiani (ancora una volte le Poste ringraziano), circa 7,5 milioni di euro si perdono lungo il tragitto che porta i 40 euro al mese nelle tasche delle famiglie. Sarebbe stato preferibile un trasferimento diretto, tramite pensione o busta paga. ....


Quote:
Originariamente inviato da John Cage Guarda i messaggi
il ragionamento che fai posso anche capirlo. Ma converrai che c'è una bella differenza se il debito cresce di più o di meno. E se il debito cresce meno, e si riduce fino a scendere sotto il 100%, sono molti miliardi di debito in meno e molti miliardi in meno di interessi.
In realtà in valore assoluto probabilmente continuerà a crescere, anche se non per aggiunta di ulteriore debito ma quantomeno per parte del costo degli interessi.
Ma questo valore da solo vuol dire ben poco.
Va rapportato alla realtà economica del soggetto in esame.
Come ho ricordato varie volte: forse nel 1996 con il debito al 124% del PIL eravamo messi meglio di adesso SOLO perchè il valore assoluto allora era inferiore all'attuale?
No di certo.
Basta una banale riprova: se io guadagno 10 e ho 7 di debito, mentre tu guadagni 20 e hai 13 di debito, chi fra noi 2 è più indebitato?
In valore assoluto tu, MA in realtà senza dubbio io, sia se si rapportano i debiti alle entrate, sia considerando il margine che resta ad entrambi al netto del debito.

E intuitivamente è facile constatare che, a pressione fiscale costante, le entrate dello Stato aumentano all'aumentare della ricchezza prodotta.

Tutto questo cosa vuol dire? Che se il debito è inferiore al PIL, cioè il loro rapporto è inferiore all'unità, a parità di incremento di entrambi, il primo perderà valore reale.

Un altro banalissimo esempio: in valore assoluto 1000 Lire sono sempre state 1000 Lire, solo che una volta si cantava "se potessi avere mille lire al mese", mentre adesso NESSUNO brama più una così modesta cifra. Eppure è sempre la stessa cifra in valore assoluto.

Quote:
Il discorso mi sembra semplice e lineare ed è ovvio che l'obiettivo è ridurre il debito in valore assoluto fino magari ad azzerarlo.
Alla luce di quanto sopra, l'obiettivo più realistico è ridurre il rapporto debito/PIL sotto l'unità, approfittando anche di periodi come l'attuale di tassi bassissimi (che porteranno nel corso dei prossimi anni ad una consistente diminuzione del servizio del debito), e poi controllare i deficit annuali; in modo che il debito arriverà a rivalutarsi solo in parte del suo servizio e di conseguenza perderà valore reale (l'inflazione non attacca solo il potere d'acquisto....).

Quote:
Guarda qui:

http://www.dt.tesoro.it/Aree-Docum/D...IL.htm_cvt.htm

Il debito pubblico, in valore assoluto (che ti piace tanto) tra il 2004 e il 2005 è cresciuto di 68 miliardi; tra il 2005 e il 2006 di 70 miliardi; tra il 2006 e il 2007 di 16 miliardi.
Pensi che ci sia una differenza tra una crescita di 70 miliardi e una di 16? Si chiama risanamento.
Questi dati li ho riportati varie volte anche io, in risposta a chi si chiedeva dove erano andati tutti i soldi incamerati dallo Stato con "le tasse di Prodi".


Quote:
Paghiamo 70 miliardi all'anno di soli interessi e dovremmo cercare di pagarne sempre meno.
76 lo scorso anno.

Quote:
Originariamente inviato da John Cage Guarda i messaggi
Non capisco cosa intendi. Io ti ho mostrato la crescita del debito pubblico in VALORE ASSOLUTO.

2004 1.444.604
2005 1.512.779
2006 1.582.009
2007 1.598.762

E' esattamente quello di cui parlavi tu. Hai spiegato mille volte che il confronto deficit/pil non serve a niente. Benissimo, per parlare la stessa lingua, ti ho portato alcuni valori come esempio di crescita del pil. Se poi vuoi dire che bisogna ridurre gli sprechi e non aumentare le tasse, è ovvio e condivisibile. Ma serve sono a spostare l'attenzione su altre questioni secondo questo schema: parlare di deficit/pil non va bene -> parliamo di debito in valore assoluto -> anche questo non va bene, bisogna parlare degli sprechi e delle tasse.

Il punto è che tutte queste cose sono combinate tra loro e bisogna parlarne con cognizione di causa.
.


Ciao

Federico
__________________

FORZA GAIA !!
flisi71 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 18-12-2008, 14:59   #123
dave4mame
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Per le richieste antecedenti al 31 dicembre 2008, la Carta sarà inizialmente caricata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze con 120 euro, relativi ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2008; successivamente, nel corso del 2009, la Carta sarà caricata ogni due mesi con 80 euro sulla base degli stanziamenti via via disponibili.

...La terza questione riguarda i costi della social card. È bene sottolineare che non tutto va ai cittadini. Il Ministero ha detto che allo Stato la social card costerà 450 milioni di euro annui a regime e che ne beneficeranno 1,3 milioni di italiani. Quindi, poiché entro dicembre daranno la prima tranche di 120 euro, i conti sono presto fatti: il costo entro dicembre è di 156 milioni di euro. In pratica, entro dicembre 2009 il Governo stima di spendere 606 milioni di euro per la social card. Che sono coperti da stanziamenti dello Stato ancora in fase di discussione per 650 milioni e da 200 milioni già donati da Eni e dai 50 milioni donati da Enel. Ma la social card non è a costo zero per lo Stato, infatti, oltre a quello che finisce nelle tasche dei pochi italiani che rientrano tra i meritevoli di aiuto, ci sono i costi relativi allo strumento stesso. Parliamo dei costi di produzione della tessera, di circuito, di pagamento e di ricarica. La produzione fisica della tessera costa circa 50 centesimi a pezzo (costo fornito dagli emittenti), quindi già 650 mila euro sono stati utilizzati. Il circuito di pagamento chiede una percentuale all'esercente, che in media è circa del 2% del pagamento stesso. Quindi, auspicando una compartecipazione dell'esercente alla spesa, sono, a essere ottimisti, altri 6 milioni di spesa statale. Per quanto riguarda la ricarica, le commissioni normalmente applicate dalle Poste non sono certo esigue perché ammontano a 1 euro a ricarica. Quindi per ogni carta sono 6 euro annui che lo Stato dovrebbe pagare: in ogni caso, applicando ad esempio un costo di 10 centesimi a ricarica, lo Stato comunque versa a Poste italiane circa 800 mila euro in un anno. Tirando le somme, senza considerare i costi delle lettere inviate agli italiani (ancora una volte le Poste ringraziano), circa 7,5 milioni di euro si perdono lungo il tragitto che porta i 40 euro al mese nelle tasche delle famiglie. Sarebbe stato preferibile un trasferimento diretto, tramite pensione o busta paga. ....
qui c'è malafede allo stato puro.
passi il costo dell'emissione.
la percentuale caricata dal circuito all'esercente sono costi sostenuti dall'esercente, non dall'emittente o dal titolare.
se poi vogliamo anche credere che le poste italiane commissionino allo stato italiano (che è l'azionista unico...) per più di un milione di operazioni la stessa tariffa che chiedono a mario rossi per una singola ricarica...

a questo punto, malafede per malafede posso fare io le pulci al genio che ha scritto l'articolo e trovare una manata di controindicazioni al "trasferimento diretto".
dave4mame è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 18-12-2008, 15:17   #124
flisi71
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Iscritto dal: Feb 2001
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Quote:
Originariamente inviato da dave4mame Guarda i messaggi
qui c'è malafede allo stato puro.
Scrivilo a:
http://www.abitarearoma.net/index.ph...articolo=10850

Quote:
passi il costo dell'emissione.
E costi di burocrazia.
E costi di ricarica (che in ogni caso ci saranno) a meno di non voler fantasticare che le poste lo faranno gratis.


Ultima annotazione: si presti attenzione a
successivamente, nel corso del 2009, la Carta sarà caricata ogni due mesi con 80 euro sulla base degli stanziamenti via via disponibili.


Ciao

Federico
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FORZA GAIA !!

Ultima modifica di flisi71 : 18-12-2008 alle 15:57.
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