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#101 |
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Junior Member
Iscritto dal: Nov 2008
Città: Torino
Messaggi: 0
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Fatemi capire, se una maggioranza democraticamente eletta legifera in una direzione, la minoranza può giustamente manifestare. Ma può pretendere che la legge sia ritirata andando avanti a scioperi ed occupazioni? Dov'è la democraticità in tutto questo? Devo ammettere che essendo stato per molte battaglie degli ultimi anni (vedi legge 40) dalla parte della "sinistra", pur non approvandole, non avevo ahimè fatto bene caso a quanto ideologicamente violente fossero le "argomentazioni" contro i pareri dell'opposta fazione.
La violenza delle argomentazioni di una protesta è funzione della forza e della risonanza che si vuole la protesta abbia. Ricordando le manifestazioni organizzate dalla destra con i taxisti contro la liberalizzazione delle licenze, non mi pareva che i toni fossero più pacati o la durata delle mobilitazioni più limitate. La protesta è uno strumento e deve essere utilizzato per perseguire uno scopo ed in quantità necessaria al raggiungimento di tale obiettivo. tale strumento impiegato è da entrambi gli opposti schieramenti nello stesso modo. Ma non era il PD un partito di csx riformista, senza strascichi di massimalismo antidemocratico per cui se in 1.000 non si vuole una legge o la TAV basta sdraiarsi dove dovrebbero scavare la ruspe e così si evita che le cose vengono fatte? Questa forma di protesta antidemocratica, ma soprattutto ferocemente illiberale, La protesta no tav in Val di Susa così come quella no Dal Molin a Vicenza sono stati due esempi di protesta assolutamente trasversali (tanto che avvenute anche durante il governo Prodi) e assolutamente inevitabili quando non si cerca un accordo con le popolazioni locali. Per quanto riguarda nello specifico le proteste contro la riforma universitaria ci sono stati senza dubbio eccessi atti illegali ma che sono commessi da singoli e non fanno parte dell'ideologia alla base di questi movimenti. Il continuo richiamo allo spettro delle BR e del terrorismo in genere che spesso viene fatto da questa maggioranza penso invece che sia molto più pericoloso, illiberale e ideologicamente violento! Fondi di ricerca spesi per mcbook di ultima generazione, nessuna meritocrazia: se si è in 6 in un gruppo è quasi certo che in 2 non facciano nulla, in 2 facciano in media e altri 2 idealisti che per il bene della Ricerca, o perchè vogliono mettersi in mostra, si spaccano la schiena. Ovviamento tutti pagati uguale e con un avanzamento di carriera pressochè lineare per anzianità. Che stimoli avrei in un ambiente simile oltre a cercare a parità di paga di essere quello che produce meno? La realta della ricerca universitaria in Italia è assolutamente molto varia e vi sono altrettanti esempi virtuosi di produttività e applicazione dei criteri meritocratici. Le ingiustizie e gli irrazionali avanzamenti di carriera si verificano anche nelle strutture private in quanto il problema non è sistemico ma legati all'imperfezione umana. Meglio essere tutti uguali ed avere tutte e solo università di serie C ? non tutti uguali ma con uguali possibilità di arrivare Si può certamente dubitare degli effetti d iquesta riforma e parlarne civilmente , ma sinceramente se l'unica proposta dei manifestanti è il non fare nulla facendo il gioco dei baroni, dei bidelli che fanno la spesa, dei professori ordinari che con i fondi ricerca si cambiano la scheda video del pc leggendo i consigli su HWU, di segretari e bibliotecari nullafacenti ed intoccabili assunti perchè il prof. addetto a quella mansione deve piazzare conoscenti ed è amico del sindacato, dei corsi di laurea senza iscritti ma con 2 coordinatori che vengono pagati, delle centinaia di sedi universitarie Basterebbe fare delle valuatzioni oculate delle voci di spesa ed una valutazione di efficienza dei singoli dipartimenti ed i tagli come per magia passerebbero da generalizzati a selettivi, ed allora si potrebbe veramente parlare di meritocrazia! |
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#102 |
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Junior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Messaggi: 152
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Alcune proposte per alcuni problemi dell' Università:
1) Stipendi dei baroni troppo elevati -> porre un massimo allo stipendio dei docenti associati e ordinari 2) Concorsi truccati -> abolire i concorsi come meccanismo di reclutamento 3) Università con profondi buchi nel bilancio (es. Siena) -> chiudere immediatamente tutte le Università con profondi buchi 4) Proliferazione dei corsi di laurea e di sedi distaccate -> chiusura immediata di tutti i corsi di laurea con meno di X studenti e di tutte le sedi distaccate che gravano sul bilancio In sostanza se non si fanno cambiamenti radicali non si riuscirà mai ad buttare giù il sistema MAFIOSO e CLIENTELARE dei baroni e degli sprechi. La privatizzazione sarebbe l'ovvia soluzione del problema pero' la piccola e media impresa italiana difficilmente finanzierebbe la ricerca. Purtroppo ci ritroviamo QUELLO CHE CI MERITIAMO: la cultura del parassitismo, della mancanza di meritocrazia, del nepotismo , dei favori, tipica italiana, ha prodotto questo schifo (e altri: vedi Alitalia) che adesso e' arrivato al capolinea. |
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#103 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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#104 |
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Junior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Messaggi: 152
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Da Panorama:
Scorre tranquilla la vita alla Certosa di Pontignano, il centro congressi dell’Università di Siena. Il prossimo convegno è previsto tra qualche giorno, quando un gruppo di luminari discetterà di miologia, lo studio dei muscoli. Intanto i 41 dipendenti dell’ateneo in servizio nell’ex monastero ingannano il tempo come possono: dalla cucina si sente un continuo vocio, un signore con cappello da chef fissa lo schermo del computer, un giardiniere toglie qualche foglia secca da una giara di cotto. All’entrata, in un angolo del chiostro, una signora in ciabatte ammette: “Quando non ci sono convegni qui in effetti c’è pochino da fare”. E quand’è il prossimo? “Non mi ricordo, esattamente. Chieda in segreteria”. A farla breve: l’Università di Siena, che ha il più mastodontico deficit mai accumulato da un ateneo italiano, paga 41 persone per ospitare alcuni conferenzieri qualche volta al mese. Ci sono sei portinai, altrettanti giardinieri, 11 camerieri, sette tra cuochi e lavapiatti. Sono tanti? No, sono un’enormità: il maggiore albergo della città ha cinque persone che servono ai tavoli, sei che lavorano in cucina, un centinaio di ospiti al giorno e i conti in attivo. E la Certosa? Da banchetti, pernottamenti e congressi ricava circa 400 mila euro l’anno. Ma ne spende almeno il triplo solo per pagare gli stipendi. Fra uscite, disavanzi, mutui e sperperi a Siena si sono persi. Quando penso che un terzo del mio stipendio va a pagare questa gente qua, mi viene voglia di prendere il lanciafiamme. |
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#105 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
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#106 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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#107 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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Non è la migliore, è una e nella sua stupidità ti ricorda che il mercato è cieco a tutto quello che non è profitto (ad esempio al prestigio in se stesso)
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#108 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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![]() Non credo che siano il "paradigma definitivo" con cui guardare il mondo, sono sempre e cmq una modellazione matematica fatta da una mente umana che osserva l'osservabile per l'uomo |
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#109 | |
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Member
Iscritto dal: Feb 2007
Città: Romagna ma col cuore in Toscana, e spero nel prossimo futuro in Spagna
Messaggi: 362
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Va bhè, sia chiaro che non volevo offendere, ma non vado oltre perchè finirei per buttarla in filosofia non attinente al 3d
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Chiesa Valdese - Remember, my child: Without innocence the cross is only iron, - Grazie Daniele di regalarmi ogni giorno il tuo amore! - Per l'Alternativa - Chi ci pensa nel miele, annega - La Filosofia è come la Russia, piena di paludi e spesso invasa dai tedeschi. (Roger Nimier) |
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#110 | |||||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Al momento Berlino
Messaggi: 571
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E non sempre il prodotto piú venduto è il migliore, anzi, spesso non lo è, per quanto non nego che di solito non sia nemmeno il peggiore. Quote:
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Io personalmente sono contrario a questa concezione e favorevole ad un antropocentrismo etico, che ponga l'uomo al centro come soggetto attivo e consapevole. Credo che sia meglio modificare l'ambientente per renderlo piú adatto all'uomo, in fin dei conti a noi dell'evoluzione non ce ne deve fregare, anzi, se per noi non vale vuol dire che siamo riusciti ad elevarci al di sopra di essa, e se per noi questo è bene, dobbiamo seguire questa strada. Anche perché dal punto di vista personale non m'interessa l'adattamento della specie umana all'ambiente, e preferirei un mondo che per me e per l'umanità sia migliore di quello attuale. |
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#111 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: May 2005
Messaggi: 1169
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Sicuramente si spenderà anche peggio, ma intanto si spende meno... Quindi, ha senso tagliare? Parlando di 137, ha senso il maestro unico nelle elementari, dove i soldi spesi in più restituiscono effettivamente un istruzione elementare sopra la media? Un altro punto chiave dell'articolo è, secondo me, questo: Quote:
E' vero, togliere valore legale alle lauree favorirebbe la concorrenza e quindi sarebbe uno stimolo a migliorare la qualità degli atenei. Però per farlo qui in Italia, manca una gamba... Le nostre facoltà non sono campus. Pagare la borsa di studio ad uno studente e poi fargli cercare casa in uno qualsiasi dei quartieri universitari d'Italia con affitti altissimi, non ha senso! Dargli un assegno per pagarsi l'affitto provocherebbe uno squilibrio del mercato e alla fine, chi ci guadagnerebbe, sarebbero i proprietari di case intorno all'università... Ci vorrebbero quantomeno case dello studente, mense convenzionate.. E ci vorrebbero soldi per realizzare tutto questo... I professori a tempo determinato? Benissimo, starebbe bene, chi non ha più voglia di lavorare, che vada a casa. Ma allora bisognerebbe trattare i docenti come i calciatori. Finchè hai il fiato per giocare, giochi e prendi i tuoi soldoni. Quando non ce la fai più, puoi andare a cercarti un altro lavoro, oppure stare a casa a goderti i soldoni che hai potuto mettere da parte durante gli anni di "lavoro". Non si può dire "docenti tutti a tempo determinato" e poi pagarli 2-3000 euro al mese, altrimenti, se arriva il momento di mandarlo davvero a casa, un docente universitario, non lo mandi "a casa" ma "per strada", perchè non può più pagare il mutuo che ha preso anni prima. Per tagliare, c'è la 133. Ma, per tutto questo, ci vogliono soldi. Poi, Morkar Karamat, passando all'argomento "argomentazioni ideologicamente violente". Intanto, chiariamo che il PD con queste manifestazioni c'entra ben poco: tutte le manifestazioni, le occupazioni e le altre forme di protesta non sono state concepite in qualche circolo del Partito Democratico, ma nelle scuole e nelle piazze. Il PD, ovviamente, sta più o meno cavalcando la protesta, ma non è certo una protesta dei partiti. Questa è una cosa positiva... La gente sta scendendo in piazza non perchè lo dice Veltroni al telegiornale o sui manifesti, ma perchè la voce gira nelle scuole e nelle università. I manifesti di questa protesta sono scritti a mano col pennarello, fotocopiati in bianco e nero e attaccati all'ingresso delle scuole. Questa volta, la gente sta pensando con la propria testa, invece di appoggiarsi al politico di grido di turno: non si appoggia a quel sistema politico che, a leggere i commenti sui forum, "è tutto un magna magna", "è la rovina dell'Italia", o quando va bene, è "lontano dal reale interesse dei cittadini". Eppure, si accusano i manifestanti se scendono in piazza e non hanno prima richiesto l'autorizzazione a manifestare... Perchè, la gente comune conosce l'iter burocratico per chiedere l'autorizzazione a manifestare? Impediscono di studiare agli studenti che vogliono farlo? Hai una sorella alle scuole superiori? Prova a chiederle come mai voleva entrare a lezione. Se ti risponde "perchè sono daccordo con la Gelmini e Tremonti" o "perchè, anche se non sono daccordo, non credo che l'occupazione sia la giusta forma di protesta", falle i complimenti, perchè 9 persone su 10 (di quelle contrarie all'occupazione) ti risponderanno: -Volevo entrare perchè avevo un compito -Volevo entrare perchè sennò la professoressa si incazza, spiega lo stesso anche con 2 persone e io rimango indietro. -Volevo entrare perchè mamma mi ha detto di farlo -Volevo entrare perchè ieri ho fatto sega e sto facendo troppe assenze E regolarmente, quando vai a chiedere "che ne pensi della 133?" a tutte queste tipologie di studenti, ti rispondono "i politici sono tutti ladri" o banalità simili. Come diceva Gaber, libertà è partecipazione. Anche le occupazioni vengono decise nelle assemblee di istituto. Dov'è tutta questa gente che "vuole studiare" quando si decide se occupare o no? Vogliamo poi parlare della TV spazzatura? Organizzi una manifestazione a cui partecipano 10.000 studenti, e nessuno ti si fila. Ne organizzi una a cui ne partecipano 100.000, e dicono che eravate in 10.000 (vd Sindaco Alemanno a Roma). Vai di domenica sera al Circo Massimo con centinaia di candele per formare la scritta "no 133" e il TG di liquida in 10 secondi (successo ieri). Questo venerdì e domenica notte, l'Università "La Sapienza" è diventata uno dei centri di vita notturna di Roma. Concerti live, musica, birra a un euro, trattorie autogestite con cibo e dolci "portati da casa" a prezzo modico. Nonostante la birra ad un euro, non si è fatto male nessuno, nessuno ha rotto niente e non ci sono state risse. Ancora però non ho trovato nemmeno un giornale che ne parli. Invece, occupi il gabbiotto d'ingresso di una qualsiasi facoltà Universitaria (come è successo qui a Roma in moltissime facoltà Di questo passo però, tra eventi clamorosamente infangati (http://www.repubblica.it/2008/10/sez...za-navona.html) e governo che annuncia "polizia nelle scuole", prima o poi qualche coglione che deciderà di intraprendere qualche azione veramente violenta uscirà fuori... |
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#112 | |||
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2006
Messaggi: 4414
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Il governo proporrà la riforma come ddl anziché come decreto.
http://www.repubblica.it/2008/10/sez.../univ-ddl.html (wow, forse ci sarà una riforma e sarà persino discussa in parlamento, è già qualcosa) inoltre: Quote:
Comunque, il rettore del politecnico di Torino dice che rischiano la chiusura. Anche a Pisa non siamo messi bene, e senza la statale non so bene come si organizzeranno Normale e Sant'Anna. Un'osservazione: sto notando che il movimento, pur essendo nato dalla "difesa dell'università" in realtà si sta alimentato dalla paura di noialtri giovani per il nostro futuro. E' un "ehi ci siamo anche noi precari/futuri tali in questo paese di corporazioni, pensionati, e aiuti statali alla generazione passata che a noi hanno tolto futuro". Boh. Comunque, visto che prima o poi doveva succedere, meglio che sia successo in queste circostanze e in questo modo. Quote:
Quote:
Siamo esseri senzienti? Direi di pensare, muoverci e regolare le nostre vite come tali, senza aver fiducia in una Divinità Altra che generi un meccanismo benefico automatico, perché in realtà non esiste. Ultima modifica di Mercuri0 : 03-11-2008 alle 18:01. |
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#113 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2006
Messaggi: 4414
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OT filosofico sull'evoluzione naturale
Davvero eh, dare valenza positivista all'evoluzione naturale significa non averla ben compresa. Attenzione che si casca facile, il fraintendimento nasce forse dalla parola stessa che usiamo in senzo positivo (cioè che ci si evolva sempre in meglio). In realtà l'evoluzione è un cieco meccanismo statistico strettamente legato alle contingenze! Ad esempio: "piccolo difetto" della non predittività: se le contingenze cambiano in maniera più veloce della capacità di adattamento naturale, la specie si estingue. Cosa che succederà anche a noi (o quasi) se ci affidiamo solo all'"naturale evoluzione" economica nata dal "profitto" per la gestione delle materie prime e del sistema ecologico. Visto che si dice che la specie umana invece ragioni e preveda, per il futuro meglio affidarsi alla testa che all'"evoluzione". Ultima modifica di Mercuri0 : 03-11-2008 alle 18:15. |
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#114 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2003
Città: Hamburg/Torino
Messaggi: 2757
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Mi spiace ma penso che tu saresti uno dei primi ad essere fatto fuori un domani se gli atenei dovessero diventare privati |
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#115 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2003
Città: Hamburg/Torino
Messaggi: 2757
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Devi compilare un sacco di moduli, e poi ogni anno devi rendere conto se è cambiato qualcosa |
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#116 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2005
Messaggi: 1169
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Il primo documento mi sembra un pò superficiale... Inizia citando Roberto Perotti, che confuta i dati OCSE, affermando che non sono basati sugli studenti "equivalenti a tempo pieno". Ovviamente, visto che la metà degli studenti è fuori corso e il 20% ancora non ha dato un esame, il dato migliora... Ma non è proprio questo che si vuole cercare di migliorare? Perchè una fetta così grande degli studenti italiani arriva all'Università e scopre di non avere le capacità per seguirla? Perchè lavora? Magari... Perchè non è abbastanza seguita? In parte... Personalmente punterei il dito sull'istruzione delle medie e delle superiori... Fatto sta che non si può avvalorare una tesi (per l'Università non si spende poi così poco) andando a tagliare parte del problema... La metà degli studenti fuori corso esiste, ed è uno dei problemi che il sistema scolastico deve risolvere. Non puoi considerare questi studenti attraverso "equivalenti a tempo pieno", perchè non lo sono. Nella seconda parte dell'articolo, poi, viene detto chiaramente che "la norma così come è stata approvata presenta molti tratti di genericità e lacunosità da rendere assai difficile la sua applicazione". Un pò come dire "l'ennesima legge fatta a cazzo"... Quanto al secondo documento, l'avevo già letto, ed alcune sue parti mi hanno convinto più di quanto già non fossi che l'università americana NON E' importabile in Italia così com'è. In primo luogo... Punto 3: Ammissione. 1- Basata sul curriculum scolastico? Qui in Italia il voto di maturità dipende dall'estrazione del presidente di commissione non meno che dalle effettive conoscenze del alunno... Ci sono 65 che valgono quanto 100, e già si creerebbero notevoli disuguaglianze. Prima di applicare una norma del genere, bisogna pensare a sistemare le scuole superiori... Ma allora, stai a vedere che il 50% di studenti fuori corso diventa il 10% anche con il sistema attuale? 2- "Alcune lettere di raccomandazione degli insegnanti"... Immagina una cosa del genere nel sistema italiano.. Si commenta da sola 3- Descrizione degli interessi e delle attività extrascolastiche... Già li in america significa che se sei bravo a giocare a basket già è un passo avanti... Qui in Italia significa porte aperte a chi gioca nelle primavere delle squadre di calcio? Questi elementi, rispetto al testo di autopromozione e ai risultati dei test attitudinali, vengono valutati da "un apposito ufficio dell'università, gestito da personale non docente (...). I criteri sono prevalentemente di natura meritocratica... Vedere punti 1, 2, 3... Il "merito" è abbastanza relativo! Diretti a garantire la cosidetta "diversity" (ossia varietà etnica, religiosa, di provenienza geografica e culturale)... Questo cos'è, razzismo al contrario? Entro all'università perche faccio parte di una minoranza etnica o religiosa? Se permettete, no grazie... Potrei copiaincollare tutto il paragrafo successivo... Frasi come "le universià devono dimostrare, statistiche alla mano, di combattere la discriminazione razziale", "tutti i college sono interessati a formare forti squadre nei vari sport", "figli di personalità importanti", "figli di ex-studenti"... Tutto questo già lo trovo SCANDALOSO nel sistema americano... Immaginate una cosa del genere in Italia, dove ci facciamo passare sotto il naso ben altri scandali, cosa può diventare... Poi... Parliamo di aiuti per pagare le tasse... Vediamo da dove vengono, questi soldi... "di provenienza pubblica", "di provenienza privata (prevalentemente le università stesse, ma anche fondazioni filantropiche)" "prestiti d'onore a tassi agevolati"... Se vogliamo metterci a parlare di prestiti in piena crisi dei mutui... Proseguo poi... "Complessivamente, gli Stati Uniti è una tra le nazioni che sostengono maggiormente il diritto allo studio, investendo ben il 4% della spesa pubblica complessiva per l'istruzione superiore". Insomma, noi italiani, "volemo fa l'ammericani", però "i soldi pe e Ccamel" a noi chi ce li da? L'Italia investe "Solo l'1,7% della spesa pubblica e solo lo 0,8% del PIL"... Posso andare avanti con il sistema delle donazioni incentivate fiscalmente (noi l'8 per mille della dichiarazione dei redditi lo destiniamo alla Chiesa, loro alle Università Vai a vedere poi a pagina 33... Per Berkeley (pubblica), si legge "contributi privati: 11%... Prosegui a leggere il grafico... Contributi stato 38%, ricerca federale 18%. Per Harvard (privata) 7% donazioni, 7% ricerca privata (non è questa gran percentuale, o sbaglio?), il solito "Ricerca federale 15%"... Io ho trovato questo su internet: http://www.alagoas.it/Formazione/formazione96.asp Come Phil Knight, fondatore della Nike, ex Mba all'Università di Stanford, che in agosto 2006 ha regalato alla Business School 105 milioni di dollari Te lo immagini un nostrano Tronchetti-Provera che sgancia qualche milione di euro da regalare ad un Università? A me viene da ridere Insomma, ad importare il modello americano, secondo me, c'è da stare con mille occhi... Perchè per ogni cosa buona che puoi importare, ce ne sono altre due che sarebbero disastrose... E già sto DL 133, che invece di aumentare i fondi per ricerca e istruzione, li taglia, non è decisamente un buon inizio... |
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#117 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2005
Messaggi: 1169
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A quanto vedo, il 90% dei fuori corso si trova in quella condizione non perchè non ha seguito, ma perchè ha seguito e non c'ha capito un cazzo, quindi deve rifrequentare tralasciando altro. Non vedo perchè all'università dovrebbe costare meno uno che da un esame 6 volte piuttosto che uno che viene promosso subito. Semmai, è il contrario. Poi c'è effettivamente una piccola parte di studenti che paga le tasse e poi non fa assolutamente nulla, ma li voglio vedere a rovesciare così le statistiche. Per il resto del post, il mio intento era citare alcuni (e potrei continuare) aspetti caratteristici del sistema universitario americano che oltreoceano funzionano e che sarebbero dannosissimi e devastanti se introdotti in Italia... Per altri aspetti... Vedi finanziamenti federali alla ricerca... Serve privatizzare l'università per ottenere una distribuzione più produttiva? Non basterebbe una legge che assegna i fondi per la ricerca in base a criteri di produttività? |
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#118 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
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