NVIDIA, l'amara verità: zero H200 vendute in Cina dopo il via libera di Trump
A due mesi dal via libera politico alle esportazioni, nessuna NVIDIA H200 è stata autorizzata per la commercializzazione in Cina. Il Dipartimento del Commercio USA conferma lo stallo, a poche ore dalla pubblicazione dei dati trimestrali dell'azienda di Jensen Huang.
di Manolo De Agostini pubblicata il 25 Febbraio 2026, alle 16:01 nel canale Server e WorkstationHopperNVIDIA
A due mesi dalla decisione dell'amministrazione di Donald Trump di consentire la vendita delle GPU AI H200 alla Cina, nessuna unità risulta ancora autorizzata all'esportazione. La conferma è arrivata dal Dipartimento del Commercio statunitense, nel corso di un'audizione alla Commissione Affari Esteri della Camera.
David Peters, Assistant Secretary for Export Enforcement presso il Bureau of Industry and Security (BIS), ha dichiarato che, secondo le informazioni in suo possesso, "finora nessuna" H200 è stata approvata per la vendita verso la seconda economia mondiale. Pur non partecipando direttamente al processo di licenza, Peters supervisiona le attività legate ai controlli sulle esportazioni di tecnologie sensibili.

La situazione evidenzia uno scollamento tra l'indirizzo politico e l'implementazione normativa. Dopo l'annuncio di dicembre che riapriva alla possibilità di esportare H200 verso clienti selezionati in Cina, le regole formali pubblicate a gennaio dal BIS hanno introdotto condizioni stringenti per l'ottenimento delle licenze. In parallelo, Washington ha intensificato le attività di contrasto al contrabbando di semiconduttori avanzati destinati all'intelligenza artificiale, definito dallo stesso Peters una priorità assoluta. "Il fenomeno esiste ed è in corso", ha affermato.
L'approccio rigoroso è stato ribadito anche attraverso sanzioni di rilievo: nei giorni scorsi è stato raggiunto un accordo transattivo da 252 milioni di dollari con Applied Materials, cifra indicata come il massimo consentito dalla normativa vigente e la più elevata nella storia del BIS. Peters ha inoltre aperto alla possibilità di estendere il termine di prescrizione a dieci anni e di aumentare le sanzioni fino a oltre quattro volte il valore delle transazioni illecite.
Per NVIDIA, l'assenza di approvazioni rappresenta un ostacolo significativo nel tentativo di riconquistare quote nel mercato cinese. Prima dell'inasprimento delle restrizioni sulle precedenti H20, la presenza dell'azienda nel Paese aveva raggiunto livelli molto elevati, per poi azzerarsi con l'interruzione delle esportazioni nell'aprile 2025. Dopo il nuovo via libera politico, NVIDIA avrebbe predisposto decine di migliaia di GPU AI in vista di una possibile ripresa delle vendite.

Anche sul fronte cinese il quadro resta complesso. In seguito all'annuncio di Washington, le autorità di Pechino hanno convocato le principali aziende tecnologiche per valutare la domanda potenziale di H200, salvo poi invitare a sospendere gli acquisti in attesa di decisioni governative. Secondo quanto emerso, l'orientamento sarebbe quello di limitare eventuali importazioni a "circostanze speciali", con priorità ai laboratori universitari e di ricerca. La leadership cinese si trova infatti a bilanciare il sostegno all'industria domestica dei semiconduttori con l'esigenza di garantire alle proprie aziende AI accesso a hardware competitivo su scala globale.
L'amministratore delegato di NVIDIA, Jensen Huang, ha recentemente visitato la Cina nel tentativo di favorire un riavvicinamento commerciale, ma senza annunci concreti su nuove autorizzazioni. Intanto, l'attenzione degli investitori è rivolta ai prossimi risultati finanziari del gruppo, che saranno comunicati stasera. In tale sede potremmo ottenere qualche delucidazione sulle prospettive di medio termine in uno dei mercati storicamente più rilevanti per il settore AI.










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8 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoGiacchetta dovrà salire in sella al suo destriero e andarsene sul viale del tramonto.
Gli americani dovrebbero odiarlo, ma il resto del mondo dovrebbe ringraziarlo.
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