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#181 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2007
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#182 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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ne stanno parlando adesso su Radio 24
mio commento Dio mio! |
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#183 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2005
Città: Milano
Messaggi: 1160
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Silvietto ha paura dell ' UDC in Sicilia ....
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Pcofficina - Trashware a Milano |
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#184 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2002
Città: AnTuDo ---------- Messaggi Totali: 10196
Messaggi: 1521
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Fini? l'hanno risvegliato dal coma? o e ancora a raccogliere merda, quella che ha spalato su silvio da ottobre a gennaio?
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“ Fiat iustitia, et pereat mundus”-המעז מנצח -
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#185 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2002
Città: AnTuDo ---------- Messaggi Totali: 10196
Messaggi: 1521
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di storie tristi, come definire un mafioso un eroe, o come dire che con la mafia bisogna convivere, o ancora che il nome Falcone Borsellino dell'aeroporto di palermo, mette tristezza, solo da un partito si sentono.
Non si sono mai visti dei criminali combattere la crimialita'
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“ Fiat iustitia, et pereat mundus”-המעז מנצח -
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#186 | |
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Member
Iscritto dal: Nov 2005
Messaggi: 154
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"la scelta giusta non è sempre la più saggia,ma è quella che non porta con sè rimpianti" . pietro84 |
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#187 |
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Member
Iscritto dal: Nov 2005
Messaggi: 154
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cmq io spero che gli elettori di cdx non votino una persona che definisce eroe un boss mafioso.
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"la scelta giusta non è sempre la più saggia,ma è quella che non porta con sè rimpianti" . pietro84 |
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#188 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2005
Messaggi: 367
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#189 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2002
Messaggi: 863
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Conta quanti utenti di cdx hanno postato qui condannando la frase in questione, e avrai una mezza idea di quanto importi alla grande maggioranza di loro.
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CASE:Cooler Master HAF-X-MOBO:Asrock Extreme4 Z77-CPU:Core I5 [email protected]RAM:2*4GB Corsair vengeance black-VIDEO:Sapphire 7950Vapor-X 1200/1350 day-DATA:Crucial M4 128GB-PSU: Corsair TX650-CONTROL:Logitech G5 |
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#190 |
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Member
Iscritto dal: Dec 2005
Città: Bolzano - Südtirol ....ma attualmente in Austria
Messaggi: 238
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plippl? mi sono perso qualcosa?
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#191 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 1912
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a me la frase pare abbastanza chiara
«Il fattore Vittorio Mangano, condannato in primo grado all`ergastolo, è morto per causa mia. Mangano - ha poi aggiunto Dell'Utri - era ammalato di cancro quando è entrato in carcere ed è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e il presidente Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. E` un eroe, a modo suo». non mi pare certo un elogio dell'omertà, quanto piuttosto una critica abbastanza feroce all'uso dei pentiti. La parola di un pentito non può essere come base per un processo. Non è lontanamente pensabile che un criminale riconosciuto sbattuto in carcere possa tornare libero alle spese dello stato semplicemente rilasciando delle dichiarazioni nemmeno verificabili. Se ci aggiungiamo l'orientamento politico delle procure e i processi ad esponenti politici di orientamento opposto, alcuni finiti in modo farsesco (Andreotti) il quadro si chiude. Insomma ci sono ottime motivazioni insomma per conoscere a fondo la vicenda di Dell'Utri e farsi un'idea diametralmente opposta a quella che va per la maggiore in questo thread. Idea che personalmente trovo assai più verosimile e credibile e non tanto perché lo dice Emilio Fede ma perché l'ultimo trentennio di cronaca giudiziaria italiano parla da solo. Non bastano persone integerrime e capaci per risollevare le sorti di un sistema che non sta in piedi. la magistratura non è un elemento alieno dal resto del paese, non è diversa dalla classe politica. Anzi si può dire che ci sono moltissimi elementi che fanno la spola dall'uno all'altra e non certo solo a sinistra. Queste sono le mie personali opinioni, l'età e gli anni mi portano a dire che su chi parte da tesi diametralmente opposte non ci siano nemmeno i margini per imbastire una discussione serena... pazienza |
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#192 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Mar 2008
Messaggi: 24
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Quote:
di Peter Gomez e Marco Travaglio L'Espresso, 26 dicembre 2004 Quando in tv gli hanno chiesto: «Dottor Dell'Utri, esiste la mafia?», lui ha detto: «Le risponderò con una frase di Luciano Liggio: se esiste l'antimafia esisterà anche la mafia». Era il 1999, alla conclusione del processo di Palermo e alla sua condanna a nove anni di reclusione per concorso esterno, mancavano ancora più di 200 udienze. Ma quella trasmissione, condotta da Michele Santoro, sarebbe stata l'unica interamente dedicata allo strano caso di un uomo a suo agio sia tra i libri antichi che tra capibastone e mammasantissima di ogni ordine e grado. Eppure davanti al tribunale che ha condannato l'ideatore di Forza Italia per essere stato il referente prima finanziario e poi politico di Cosa Nostra per anni, al contrario di quello che sostengono le difese, non si è discusso di pentiti, ma di fatti. Che emergono da intercettazioni, pedinamenti, filmati, documenti e testimonianze. Di rapporti con i boss ammessi persino dall'imputato. Ecco i principali. 5 marzo 1974 Marcello Dell'Utri si dimette dalla Sicilcassa per andare a lavorare a Milano da Silvio Berlusconi. Per lui si tratta di un ritorno. Negli anni '60 aveva già allenato una squadra di calcio sponsorizzata dal futuro Cavaliere. Adesso invece è il segretario particolare di Silvio. Cura la ristutturazione della villa di Arcore e fa assumere come fattore Vittorio Mangano. Come racconterà lui stesso, Mangano, che già conosceva, gli è stato consigliato da «l'amico di una vita» Gaetano Cinà: il proprietario di una lavanderia palermitana, imparentato attraverso la moglie con i boss Stefano Bontade e Mimmo Teresi. Secondo i pentiti, le intercettazioni ambientali e il tribunale che lo ha condannato a sette anni, Cinà fa parte della famiglia mafiosa di Malaspina. Mangano quando arriva a Milano è già stato tre volte in carcere. Nel 1967 era stato pure diffidato come «persona pericolosa», poi era finito sotto inchiesta per reati che vanno dalla ricettazione alla tentata estorsione e nel 1972 era stato fermato in auto con un mafioso trafficante di droga. Ad Arcore, Mangano porta a scuola i figli di Berlusconi e cura la sicurezza della villa, liberando ogni sera sei grossi mastini napoletani. Siamo negli anni dei sequestri di persona. I pentiti sostengono che la funzione di Mangano, mafioso della famiglia di Porta Nuova, era quella di garantire Berlusconi dai rapimenti. Lo stesso Berlusconi ammette di aver trasferito la famiglia in Spagna per qualche mese, in seguito a una serie di minacce e un attentato avvenuto nella villa milanese di via Rovani nel maggio del '75. Il boss Francesco Di Carlo, un padrino di casa nel bel mondo palermitano, dice di aver partecipato a un incontro tra Bontade, Teresi, Cinà, Dell'Utri e Berlusconi al termine del quale si parlò del ruolo di Mangano. Stando a un rapporto della Digos del 1984, Mangano restò ad Arcore due anni, durante i quali fu arrestato altre due volte per scontare condanne per truffa, porto di coltello e ricettazione. Da un foglio di dimissioni dal carcere risulta che Mangano, ancora il 6 dicembre 1975, eleggeva domicilio sempre ad Arcore, in via Villa San Martino 42. Ma nonostante gli arresti, nessuno lo licenziava. In un rapporto dei Carabinieri di Arcore del 30 dicembre 1974 si legge: «Dell'Utri (...) ha chiamato Mangano pur essendo perfettamente a conoscenza (...) del suo poco corretto passato». Mangano, interrogato in aula prima della morte, avvenuta nel 2000, dirà che spesso lui e la moglie cenavano con i Berlusconi. In quei mesi, secondo i pentiti, Berlusconi comincia a versare denaro a Cosa Nostra. Un ex socio di Dell'Utri, Filippo Alberto Rapisarda, sostiene che l'intervento di Marcello servì per ridurre le pretese della mafia. Dell'Utri ammetterà di averglielo detto, ma solo per vanteria. Non saprà spiegare però perché le minacce cessarono. 1976 Mangano lascia Arcore, ma continua a gravitare su Milano. Vive all'hotel Duca di York dal quale gestirà il traffico di droga per conto della mafia. Per questo verrà arrestato nel 1980 e poi condannato. 24 ottobre 1976 Il boss Antonino Calderone festeggia il compleanno al ristorante le Colline pistoiesi di Milano. Al suo tavolo ci sono Mangano, i boss Nino e Gaetano Grado e Dell'Utri. Lo ammetterà pure Dell'Utri, anche se dirà che Mangano non gli presentò i commensali. 1977, estate-autunno Dell'Utri pensa di prendere un anno sabbatico per studiare teologia. Berlusconi infatti non lo vuole promuovere: «Era perplesso sulle mie capacità manageriali». Così si dimette e va a lavorare da Rapisarda, un imprenditore buon conoscente dei vertici di Cosa Nostra dell'epoca e proprietario dell'Inim, in quegli anni considerato il secondo gruppo immobiliare Italiano. Già nel 1987 Rapisarda sosterrà di averlo assunto perché era sponsorizzato da Cinà «uno a cui non si poteva dire di no». Nello stesso interrogatorio Rapisarda accuserà Dell'Utri di aver poi riciclato soldi di Bontade e Teresi nella Fininvest. Nonostante le pesanti affermazioni non verrà denunciato per calunnia e invece, a partire da 1988, tornerà amico di Dell'Utri. Creerà con lui quattro società immobiliari e gli presterà 2 miliardi di lire. Dell'Utri nega la sponsorizzazione di Cinà, ma ammette di aver incontrato nel '77 Rapisarda assieme a Tanino. Un giornalista amico di Cinà testimonia però che la raccomandazione ci fu. 1978-79 Dell'Utri lavora all'Inim. Ma il gruppo va in bancarotta. Rapisarda fugge latitante in Venezuela, dove è ospite dei narcos mafiosi Caruana-Cuntrera. Poi vola a Parigi utilizzando un documento intestato ad Alberto Dell'Utri, il gemello di Marcello. Nel 1997-98 da intercettazioni telefoniche disposte contro ex dipendenti di Rapisarda emergerà come all'improvviso molti di loro, in prossimità della convocazione in Procura come testimoni, abbiano ottenuto abitazioni nella berlusconiana Milano 3 (in un caso) o contratti o promesse di contratti da Pagine Utili. Per i pm è un episodio di inquinamento probatorio. 14 febbraio 1980 In un'indagine di droga viene intercettata una conversazione tra Mangano e Dell'Utri. Mangano dice di avere «un affare» da proporre. Dell'Utri: «Questi sono bei discorsi». Poi Mangano parla di un secondo affare «per il suo cavallo». Ma Dell'Utri spiega di non avere soldi e al suggerimento di chiederli «al suo principale, Silvio», risponde: «Iddu non sura» (lui non sgancia). Infine si accordano per vedersi «al solito, in via Moneta». 19 aprile1980 Si sposa a Londra Jimmy Fauci, un pregiudicato che gestisce il narcotraffico dei Caruana. Alle nozze partecipano Di Carlo e Teresi, Cinà e Dell'Utri. È lui stesso a confermarlo sostenendo però di esserci stato portato per caso da Cinà. 1983 Secondo i pentiti, l'onorata società torna a perseguitare il Cavaliere con richieste di denaro sempre più pesanti del clan Pullarà. Berlusconi, reduce da una serie di affari immobiliari in Sardegna con il faccendiere legato alla mafia Flavio Carboni, richiama Dell'Utri alla Fininvest e, nonostante il disastro del gruppo Inim, lo promuove numero uno di Publitalia. Per i pm, non ha scelta: Dell'Utri, tramite Cinà, sigla una nuova tregua con Cosa Nostra. 1986 Stando ai pentiti, Toto Riina diventato capo dei capi dopo aver fatto fuori Bontade e i suoi uomini, scopre i rapporti dei Pullarà con Dell'Utri: indispettito per non essere stato informato, li mette da parte e affida a Cinà la gestione esclusiva di quel canale. Il suo obiettivo dicharato è agganciare Bettino Craxi e dare una lezione alla Dc, non più affidabile. Nell'87 in Sicilia si verificherà un travaso di voti. 28 novembre 1986 Scoppia un'altra bomba in via Rovani. Berlusconi chiama Dell'Utri (intercettato): «È stato Mangano... una cosa > rozzissima, ma fatta con molto rispetto, quasi con affetto...». Poi dice che gli dispiacerebbe «se i carabinieri, da questa roba qui, fanno una limitazione della libertà personale a lui (Mangano)». Due giorni dopo Dell'Utri riceve la visita di Cinà e, con Tanino al fianco, chiama Silvio per rassicurarlo: «Tanino mi ha detto che (Mangano) assolutamente è proprio da escludere. Poi ti parlerò di persona». Per i pentiti l'attentato faceva parte della strategia di riavvicinamento di Riina. Altre intercettazioni rivelano che Cinà da quel giorno è spesso a Milano e che per il Natale regala una cassata di 12 chili a Berlusconi. I buoni rapporti Fininvest-mafia sono poi confermati, per i pm, da un'agenda, sequestrata alla famiglia mafiosa di San Lorenzo, in cui i boss tenevano i conti. Accanto alla voce Canale 5 compare una cifra e la dicitura «regalo». La mafia però non si accontenta. Punta a Craxi, non ai soldi. 17 febbraio 1988 Berlusconi chiama l'immobiliarista Renato Della Valle (intercettato): «Devo mandare via i miei figli perché mi hanno fatto delle estorsioni in maniera brutta. Una cosa che mi è capitata altre volte, dieci anni fa (...) siccome mi han detto che, se entro una certa data, sei giorni, non faccio una roba, mi consegnano la testa di mio figlio ed espongono il corpo in piazza del Duomo, allora ho deciso: li mando in America». Che cosa doveva fare Berlusconi? Perché non denunciò l'accaduto? Impossibile saperlo: il premier in tribunale si avvarrà della facoltà di non rispondere. 1990, gennaio-febbraio Il gruppo torna nel mirino. A Catania avvengono una serie di attentati contro la Standa (Fininvest) e Rinascente (Fiat). La Fiat ammetterà di aver pagato per farli cessare. La Fininvest invece nega e non si costituirà parte civile al processo. Per i pm, il vero obiettivo è sempre avvicinare Craxi. Vari pentiti e un teste dicono che Dell'Utri incontrò i boss Salvatore Tuccio e Nitto Santapaola per accordarsi. E a partire da quel periodo Dell'Utri risulta volare spessissimo a Catania. 1991 Mangano esce di prigione. Vuole riprendere in esclusiva il legame con Dell'Utri. Ma Riina invia il boss Totò Cancemi a dirgli di farsi da parte. Dice Cancemi: «Dell'Utri inviava 200 milioni all'anno a Cinà, che tramite (i boss) Di Napoli e Ganci li dava a Riina, che li smistava alle famiglie». 1992, gennaio-febbraio Vincenzo Garraffa, senatore Pri e presidente della Pallacanestro Trapani, riceve la visita del capomafia Vincenzo Virga. «Mi manda Marcello», spiega Virga venuto a reclamare 700 milioni per conto di Dell'Utri. Nel maggio 2004 il fatto è stato accertato dal Tribunale di Milano. Dell'Utri e Virga sono stati condannati a due anni per tentata estorsione. 1992, maggio-giugno L'ex dc Ezio Cartotto (sentito come teste) è ingaggiato in segreto da Dell'Utri per studiare un'iniziativa politica in previsione del crollo dei partiti amici a causa di Tangentopoli. 15 gennaio 1993 Arresto di Riina. La mafia, coi vecchi referenti politici alle corde (compreso l'agognato Craxi), pensa di fondare il partito Sicilia Libera, con i cui esponenti (risulta da agende e tabulati telefonici) Dell'Utri è in contatto. 1993, estate Bernardo Provenzano, secondo il boss Nino Giuffrè, abbondona l'idea di Sicilia Libera e stringe un patto elettorale con Dell'Utri: fine delle stragi in cambio dell'alleggerimento delle indagini, del 41 bis, e di una nuova legge sui pentiti. 12 luglio 1993 Berlusconi, racconta l'ex condirettore de "il Giornale" Federico Orlando, faxa un decalogo con la "linea" da seguire. Uno dei punti forti è l'attacco ai pentiti e al reato di associazione mafiosa. 1993, novembre Mentre Berlusconi crea Forza Italia, Dell'Utri vede Mangano a Milano (risulta dalle agende del senatore). Con l'arresto di Riina l'ostracismo nei suoi confronti è caduto. Mangano anzi è stato promosso capofamiglia di Porta Nuova. Verrà presto riarrestato e condannato all'ergastolo per omicidio e mafia. 31 dicembre 1998 Dell'Utri viene filmato dalla Dia mentre incontra un collaboratore di giustizia messinese, Pino Chiofalo, organizzatore di un complotto per screditare i pentiti che accusano il senatore e i boss. Nel film lo si vede mentre gli consegna dei regali. Chiofalo, arrestato, confessa: «Dell'Utri promise di farmi ricco». 1999 Dell'Utri si candida alle europee. Una microspia capta la voce di uno stretto collaboratore di Provenzano, Carmelo Amato, mentre raccomanda più volte ai picciotti di votarlo. Per esempio il 22 maggio: «Ora a questo si deve portare in Europa: Dell'Utri. Sì, qua già si stanno preparando i cristiani (i mafiosi, ndr)». Anche Cinà, chiamato "zio Tano", viene intercettato. E addirittura ammette di essere un uomo d'onore: «Carmelo, vedi che io sono combinato (mafioso ndr) come te», dice. 13 maggio 2001 Dell'Utri viene rieletto. Nelle intercettazioni in casa del boss Giuseppe Guttadauro si sente il capomafia dire: «Con Dell'Utri bisogna parlare», anche se «alle elezioni del '99 ha preso degli impegni, e poi non s'è fatto più vedere». Poi Guttadauro aggiunge che Dell'Utri si era accordato di persona con Gioacchino Capizzi, l'anziano capomandamento della Guadagna, lo stesso clan di cui facevano un tempo parte Bontade, Teresi e i fratelli Pullarà. Per Dell'Utri è il passato che ritorna. Anzi che non se ne è mai andato. Gli incontri con i boss. I patti segreti. Le minacce. I pagamenti. Gli appoggi elettorali. Gli atti del processo disegnano le relazioni pericolose di Marcello Dell'Utri |
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#193 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2002
Messaggi: 863
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Jumpermax: Semplificando, mi par di capire che intendi dire che la magistratura non è certo infallibile nè incorruttibile e anzi, che è possibile che per scopi politici abbia imbastito un bel teatrino contro Dell'Utri-B e cercato di ricattare Mangano a dichiarare cose false contro i due, ma lui ha resistito ai ricatti, e dunque la frase di D.U. è condivisibilissma.
Più o meno ci sono? Non voglio fare polemica, solo che la tua era un'esposizione un po' complessa
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#194 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2002
Città: Pelican Bay
Messaggi: 5575
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Quote:
Nel febbraio 2001 viene approvata in Italia a larga maggioranza la nuova legge sui pentiti (Legge 13 febbraio 2001, n. 45) [2]. Si tratta di un testo che va a riformare l'originaria disciplina risalente al 1991. Fermo restando le riduzioni di pena e l'assegno di mantenimento concesso dallo Stato, le modifiche approvate sono sostanziali, tra queste: il pentito ha un tempo massimo di sei mesi di tempo per dire tutto quello che sa, il tempo inizia a decorrere dal momento in cui il pentito dichiara la sua disponibilità a collaborare; il pentito non accede immediatamente ai benefici di legge ma vi accede solo dopo che le dichiarazioni vengano valutate come importanti e inedite; il pentito detenuto dovrà scontare almeno un quarto della pena; la protezione durerà fino al cessato pericolo a prescindere dalla fase in cui si trovi il processo; Le critiche alla legge 45 [modifica] Le critiche più vistose sono state mosse dai magistrati che lavorano in "prima linea" nella lotta alla mafia e che hanno trovato nei pentiti una fonte preziosa di informazioni per ricostruire dinamiche e struttura della criminalità organizzata. Tra le più diffuse critiche, è stato sostenuto che[3]: il requisito della novità delle dichiarazioni toglie importantanza a quelle che sono le pluralità di contributi utili ai fini delle indagini e del processo, ove siano affermati fatti concordanti; la distinzione tra conviventi del collaboratore e tutti gli altri soggetti per i quali l’estensione della protezione è subordinata all’esistenza di grave ed attuale pericolo lascia perplessi anche in relazione alla ferocia con cui si sono consumate le vendette trasversali; i sei mesi vengono giudicati troppo brevi per chi deve ricordare fatti criminosi avvenuti anche decenni prima della collaborazione. http://it.wikipedia.org/wiki/Pentitismo L'importanza dei collaboratori di giustizia nella lotta alla mafia è cosa acquisita dai tempi di Falcone. Basta non ricordare solo Tortora degli ultimi 30 anni di cronanca giudiziaria.
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"A pessimist is someone who is waiting for it to rain. But I'm already soaked to the skin." L. Cohen. |
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#195 | |
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Registered User
Iscritto dal: Mar 2007
Messaggi: 1239
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Però io non le accetto comunque, perché vedere affiancata la parola "eroe" a Mangano mi fa ribrezzo. |
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#196 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 1912
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#197 |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2002
Città: LA CITTA' PLURI-CAMPIONE D'ITALIA!
Messaggi: 5903
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pazzesco,il livello di disinformazione sta veramente facendo danni irreparabili...c'è chi adesso pensa che dell'utri stia subendo un complotto
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#198 | |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2002
Città: LA CITTA' PLURI-CAMPIONE D'ITALIA!
Messaggi: 5903
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#199 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Messaggi: 369
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No ma questi qua non se ne rendono conto... non ci dormo alla notte al pensiero che mezza italia li appoggia. Fatemi scendere. |
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#200 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Messaggi: 369
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Quote:
No ma questi qua non se ne rendono conto... non ci dormo alla notte al pensiero che mezza italia li riesce a votare e ne è pure convinta. Fatemi scendere. |
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