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#61 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2002
Città: S.Maria di Sala (VE)
Messaggi: 1081
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A meno che nn si decida di fare una politica di gestione nn orientata solo ai costi. il tessile invece ,inteso come confezionamento dei capi, è secondo me a bassissima automazione per forza,altrimenti nn potrebbe avere la flessibilità richiesta.
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"I Vitelli dei romani sono belli!" Ultima modifica di ironmanu : 23-03-2006 alle 00:13. |
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#62 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2001
Città: Montebelluna (TV)
Messaggi: 1045
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Quote:
Lasciando perdere il gossip, vorrei citare anche un episodio, mi sembra avvenuto l'anno scorso, quando la Lotto per sbaglio fece partire la produzione di un modello di scarpa, che poi fermò perchè la scarpa doveva essere modificata. Però fabbricarono circa 5.000 paia di scarpe "sbagliate". Bene, la Lotto rifiutò di acquistarle, e le lasciò al produttore. Siccome le fabbriche cinesi, anche se qui si parla mi sembra della Wai Wai, una società taiwanese con fabbriche in Cina ( la più grande, 50.000 operai ), già lavoravano a credito con la Lotto, procedettero a chiudere i rubinetti. Poco male, perchè la Lotto all'epoca stava già portando parte della produzione in India. E non mi meraviglierò se poi passeranno in Vietnam e poi Indonesia e così via. Questo per esemplificare come ragiona buona parte dell'imprenditoria, soprattutto veneta: non ti pago proprio. Punto. Con una classe imprenditrice di tal fatta, come si può sperare di risalire la china? |
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#63 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2003
Città: spero ancora per poco in italia
Messaggi: 1491
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gli stampi costano milioni di euro perchè sono prodotti qui in italia, fra poco vedrai che in cina potranno fare gli stessi stampi a 1/10 di quel costo, a cosa servono sennò quei milioni di ingegneri cinesi ma quando finirà anche qui in italia la produzione di macchine di precisione, allora l' italia non avrà più nulla |
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#64 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14073
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bè il tessile a parte la produzione di alta gamma è perduto..non è possibile avere fabbriche in italia (e infatti tutti delocalizzano nell'est e in China)..in fin dai conti la stessa cosa è avvenuta in Inghilterra ben prima di oggi...non si può pretendere di produrre dei prodotti a basso valore aggiunto con alti costi, mi pare ovvio.
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We are the flame and darkness fears us ! |
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#65 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 2202
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Quote:
costano tanto ( ma milioni di euro è esagerato) solo perchè richiedono macchine con costi orari proibitivi
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IN ANUBIS WE TRUST
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#66 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2003
Città: spero ancora per poco in italia
Messaggi: 1491
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Quote:
alla fine sono costi orari del personale, che fa e progetta ste macchine, anche prima si è detto che i costi del personale incide sul prodotto finito della mercedes per solo il 2% e hanno detto un' assurdità, non viene minimamente contato tutto il personale dell' indotto e le ore di lavoro dei macchinari dell' azienda. non so nulla di aziende lo ammetto, ma so che oltre il costo della materia prima tutto il resto sono costi dati dall' uomo |
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#67 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2001
Città: Montebelluna (TV)
Messaggi: 1045
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Quote:
Però gli stampi italiani sono i migliori in assoluto, seguiti dai coreani e dai tedeschi. Ma a seconda della qualità costano, ovvio. Ma, vedi, il discorso è sempre quello: la produzione finirà non perchè la manodopera costi di meno ( già lo stanno dimostrando i tedeschi, pur con le loro difficoltà ), ma perchè ci stiamo tagliando le gambe da soli facendo imprenditoria nel modo sbagliato. Non siamo in un sistema meritocratico, ma di raccomandati. E le produzioni non vengono pensate con la pianificazione, ma solo con l'unico scopo dell'immediato guadagno personale. Insomma, è la mentalità truffaldina che ci frega, non i costi della manodopera ( ammortizzabili in più di un sistema ), nè la mancanza di teste buone. Ti assicuro che il più stacanovista dei cinesi non lavora come un buon operaio del Nord-Est, però a questo punto sta venendo meno anche la voglia di lavorare. A guardare bene, almeno dalle mie parti, che tutto sommato è tutt'ora il centro più importante della calzatura italiana, il declino non è iniziato con l'avvento della produzione cinese, ma già qualche anno prima. Così anche il tessile. Se i cinesi sono aggressivi, e lo sono, hanno solo peggiorato una situazione già difficile di suo. E non è colpa della manovalanza se le imprese della zona non sono cresciute com'era nelle loro possibilità, ma degli imprenditori, e della struttura delle aziende, sempre a carattere familiare, e non manageriale. La Lotto e la Diadora una volta erano ben più importanti di quanto non lo sono adesso. I tennisti, una ventina di anni fa, facevano mettere una postilla nei contratti di sponsorizzazione per poter giocare a Wimbledon con scarpe Diadora. Adesso figuriamoci! Negli anni settanta, quando è esploso il settore calzaturiero, in poco tempo le aziende a carattere familiare si sono espanse a tal punto da non risultare più gestibili com'erano prima, e i titolari non si sono resi conto che dovevano ricorrere ai manager. E' stato lì il disastro, non è colpa della Cina. E' la testa degli imprenditori che non è arrivata a capire la globalizzazione, perchè è stato un fenomeno troppo grande e complesso. |
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