Intel Optane Memory H10 con Solid State Storage: ora anche capienza in un solo modulo

Intel Optane Memory H10 con Solid State Storage: ora anche capienza in un solo modulo

I Solid State Drive, resi accessibili a tutti grazie al progresso tecnologico, hanno fatto fare un vero balzo in avanti al settore storage dal punto di vista prestazionale. Altre tecnologie però vengono avanti, come ad esempio Intel Optane Memory H10 con Solid State Storage: un SSD ibrido, con chip 3D XPoint e NAND tradizionali. Ecco cosa sappiamo

di pubblicato il nel canale Storage
IntelOptane
 

Sono lontani i tempi un cui, per mettere letteralmente le ali al proprio sistema, si fantasticava sull'acquisto di un Solid State Drive. Ricordiamo infatti che, all'atto della presentazione, erano unità davvero costosissime e per giunta con tagli molto ridotti rispetto a quanto messo a disposizione dai tradizionali hard disk. Ma il progresso tecnologico non conosce sosta, motivo per cui dopo qualche tempo è stato possibile acquistare SSD anche con una disponibilità economica modesta, raggiungendo velocità in lettura/scrittura di quasi 600MB/s, contro i 100MB/s o poco più dei dischi tradizionali.

Per non parlare poi della reattività generale del sistema che, più che del transfer rate, trae vantaggio dai tempi di latenza molto bassi delle soluzioni SSD. Oggi, sul mercato, sono arrivati anche gli SSD PCIe dal prezzo accessibile, che ci permettono di sfondare il limite teorico dei 600MB/s imposto dall'interfaccia SATA6 (quella degli SSD di primo prezzo), con soluzioni che offrono anche una capienza decisamente elevata, pur a prezzi non proprio popolari.

Cosa potrà succedere ancora? Qualcosa lo avevamo già visto, in occasione degli articoli riguardanti la tecnologia Intel Optane, che basa la propria forza su un modo nuovo di intendere l'archiviazione "solid state", usando chip 3D XPoint. Con una costruzione molto diversa rispetto ai normali SSD, le latenze sono ancora più basse, così come la reattività generale del sistema nel quale l'unità Intel Optane viene installata.

Intel, però ha fatto un po' di confusione, commercializzando tecnologie che sono risultate ingannevoli per molti, soprattutto fra i non appassionati. Intel Optane è di fatto un SSD comunemente inteso che adotta i chip 3D XPoint, pensato per il mondo server o comunque di fascia elevata, al pari del prezzo di acquisto. Intel Optane Memory è qualcosa di totalmente diverso, poiché i chip usati sono gli stessi, ma si tratta di unità di caching (tagli da 16GB, 32GB e 64GB), che vanno affiancati a un hard disk o SSD primario. Non solo: Intel Optane 800P è di fatto un SSD con chip 3D XPoint a sé stante, ma con tagli da disco di caching (58GB e 118GB), sicuramente insufficienti, se adottato singolarmente, per la maggior parte degli utilizzatori.

La novità

Oggi Intel presenta un nuovo rappresentante della famiglia Optane, ovvero Intel Optane Memory H10 with Solid State Storage, un nome lunghissimo ma che di fatto, con pragmatismo statunitense, indica subito con cosa abbiamo a che fare. Di fatto siamo di fronte a moduli Intel Optane Memory a cui è stata aggiunta una sezione di storage basata su chip 3D NAND, così da avere in una sola soluzione sia capienza, per giunta con ottime prestazioni native, sia il boost garantito dalla tecnologia 3D XPoint e dalle sue bassissime latenze.

Un "tutto in uno", insomma, permette di avere in una sola unità quello che prima era possibile ottenere solo con Intel Optane Memory più un altro SSD primario. La differenza sarà notevole nel momento in cui i nuovi Intel Optane Memory verranno utilizzati all'interno dei portatili, poiché in uno slot solo sarà possibile avere benefici che oggi si possono godere solo in ambito dekstop, o in quei rari casi di PC portatili con più vani storage a disposizione, ma si tratta di eccezioni più uniche che rare.

Intel Optane Memory H10 con Solid State Storage, quindi, vede ospitati sullo stesso PCB le due tecnologie di chip, ognuna con il proprio controller proprietario, tutto realizzato da Intel.

Le specifiche tecniche

Intel Optane Memory H10 con Solid State Storage

Form factor M.2 2280 su singola faccia
Interfaccia PCIe 3.0x4 NVMe
Controller Proprietario Intel
Chip utilizzati 3D XPoint e QLC 3D NAND
Capienze disponibili - 16GB Intel Optane Memory +256GB Storage
- 32GB Intel Optane Memory +512GB Storage
- 32GB Intel Optane Memory +1TB Storage
Velocità di trasferimento lettura/scrittura - 2400/1800MB/s
Garanzia 5 anni - 300TBW

Il form factor scelto è quello ormai più diffuso nei PC portatili, 2 in 1 e tablet di rango, ovvero quel M.2 2280 che costituisce un ottimo compromesso fra ingombri (veramente ridotti) e capienza, anche in virtù delle elevate capacità raggiungibili con i chip QLC. Le prestazioni dichiarate dono di circa 2400MB/s in lettura e 1800MB/s in scrittura, ovviamente valori massimi, il tutto con una garanzia di 5 anni e 300TBW (circa 165GB di scritture al giorno, quindi valore ottimo). L'interfaccia è quella più performante oggi disponibile su slot M.2, ovvero PCIe 3.0x4 compatibile con protocolli NVMe.

Requisiti necessari per l'installazione

Per poter sfruttare il potenziale di questa nuova soluzione Intel Optane sono necessari quattro requisiti:

1. Disporre di un processore Intel Core della serie U di ottava generazione
2. Presenza di un chipset Intel serie 300 Chipset On-Package PCH
3. Installazione dei driver RST dalla versione 17.2
4. Ovviamente disporre di uno slot M.2 compatibile PCIe (ne esistono di compatibili solo SATA6)

Domande e risposte, per quanto sappiamo ora

1. Ha senso una soluzione del genere in una situazione attuale in cui si trovano SSD a basso costo in formato SATA6 2,5 pollici?

Premettendo che la risposta è sì, almeno per il motivo per cui nascono, tutto ovviamente si deve rifare alle esigenze di ognuno. Intel indica chiaramente che queste soluzioni sono destinate agli OEM, ovvero li vedremo pre-installati nei PC portatili, 2 in 1 e tablet di un certo livello a partire dal secondo trimestre 2019 da parte di ASUS, HP e Dell (ma probabilmente seguiranno anche altri brand). Avere in un solo SSD M.2 la reattività delle soluzioni Intel Optane Memory, la capienza e l'interfaccia PCIe è sicuramente molto interessante.


2. Quanto costano?

Non si sa ma la cosa non deve stupire. Essendo un prodotto per gli OEM (magari si troverà anche al dettaglio, non lo sappiamo), spesso ci sono solo indicazioni per lotti da 1000 pezzi, che però in questo caso non abbiamo. Oltre a questo possiamo affermare che anche disponendo di questo dato, tutto dipende dagli accordi con le singole aziende, quindi siamo punto e a capo. Possiamo però fare alcune considerazioni. Intel Optane Memory da 32GB costa circa 70 Euro, Intel 660p PCIe da 1TB con chip QLC, da 1TB, siamo sui 150 Euro, tutti prezzi all'utente finale. Insomma, poco oltre i 220 Euro per la componentistica che troviamo sul modello Intel Optane Memory H10 con Solid State Storage più capiente. Per confronto, Samsung 970 Pro da 1TB, sempre PCIe e alte prestazioni, siamo sui 320 Euro, mentre per la versione EVO di pari capienza a 220 Euro. Sulla carta la soluzione "tutto in uno" di Intel sembra migliore (sembra, ma i chip 3D XPoint sono veramente superbi), che potrebbe quindi essere veramente allettante per gli OEM. Ma, ripetiamo, sono congetture nostre.


3. Su quali modelli di portatili possiamo aspettarci i nuovi Intel Optane Memory H10 con Solid State Storage?

Premettendo che nulla vieta di utilizzare questi nuovi SSD anche nei desktop, è facile ipotizzare che vedremo la nuova famiglia Intel Optane Memory su PC di un certo livello, diciamo dalla fascia media in su. Oggi esistono SSD PCIe o anche SATA6 su slot M.2 dal prezzo più concorrenziale di quello ipotizzato. Facile quindi che nelle fasce di prezzo più abbordabili queste soluzioni non verranno utilizzate. Vedremo probabilmente qualcosa al Computex di Tapiei (a cavallo fra fine maggio e inizio giugno).


4. Il transfer rate dichiarato, per quanto elevato, non è un po' basso rispetto ad altre soluzioni PCIe, anche Intel?

Questo è il punto più importante di tutti, che merita una riflessione accurata. Le prestazioni reali di un sistema non sono affatto direttamente proporzionali al transfer rate massimo dichiarato, ma più che altro ai valori di latenza, specie se si paragonano più sistemi con SSD e non con hard disk installati. E' difficile comunicarlo, è difficile testarlo, perché per sua natura il comportamento di un sistema di caching è difficilissimo da prevedere e isolare per l'analisi. Lo dice anche Intel stessa nel documento destinato alla stampa.

Hanno assolutamente ragione e ne abbiamo toccato con mano le problematiche, non in questo caso (non abbiamo ancora il prodotto) ma con Intel Optane Memory. Per riassumere in breve, nella "piccola" memoria basata sugli iper performanti chip 3D XPoint vengono archiviati i "dati" a cui si accede più frequentemente, quindi il sistema operativo sicuramente (o una parte di esso), i software usati con maggiore frequenza e via dicendo, fino a colmare i 16GB o 32GB disponibili. Un clone, insomma, di qualcosa che normalmente risiede altrove e su un media meno performante. La coesistenza di memoria 3D XPoint e chip QLC, il tutto condito dall'interfaccia PCIe, ci fa supporre che questa soluzione sarà più performante di una che si basa solo su chip NAND Flash, anche se con un transfer rate dichiarato superiore.

15 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
floc10 Aprile 2019, 18:13 #1
mmm devono darsi una regolata con i prezzi per riuscire a essere concorrenziali contro gli ssd nvme tradizionali.

Se 1TB di samsung evo che fa 2.80GB/3GB sec in R/W costa 200 euro (arrivato oggi da amz) al momento, facendo i conti della serva un optane + 660p costa uguale (forse) e va MOLTO meno, finita la cache optane scrive su una QLC che oltre a durare meno nel tempo soffre molto soprattutto su file grossi e letture/scritture sequenziali.

Certo è da considerare che è una soluzione da laptop, dove normalmente non sia hanno scenari così penalizzanti nè in termini di durata nè di carico di lavoro probabilmente.
MiKeLezZ10 Aprile 2019, 19:11 #2
Non ne vedo il senso. Con tali tagli di X-Point tanto vale metterci DRAM. Si risparmia anche sul controller, visto che questa la gestisce il controller della NAND. Il senso forse è riciclare tutti gli X-Point non venduti fino ad ora e risparmiare sul costo della DRAM (soluzione che sarebbe peraltro ancora più veloce di quella basata su X-Point).
Ed infatti ora li cercano di rifilare agli OEM.
Ci rivediamo quando gli X-Point arrivano almeno a 256GB.
Saluti e baci.
coschizza10 Aprile 2019, 19:34 #3
Originariamente inviato da: MiKeLezZ
Non ne vedo il senso. Con tali tagli di X-Point tanto vale metterci DRAM. Si risparmia anche sul controller, visto che questa la gestisce il controller della NAND. Il senso forse è riciclare tutti gli X-Point non venduti fino ad ora e risparmiare sul costo della DRAM (soluzione che sarebbe peraltro ancora più veloce di quella basata su X-Point).
Ed infatti ora li cercano di rifilare agli OEM.
Ci rivediamo quando gli X-Point arrivano almeno a 256GB.
Saluti e baci.


La dram è volatile xpoint no. Cosa c’entra?
MiKeLezZ10 Aprile 2019, 19:52 #4
Originariamente inviato da: coschizza
La dram è volatile xpoint no. Cosa c’entra?
Dimmi te cosa c'entra. Risparmiare 20 centesimi per evitare di metterci i condensatori per salvare i dati in caso di brusca interruzione di corrente? Con performance inferiori rispetto una medesima soluzione con DRAM (e probabilmente maggiori consumi dati dal doppio controller)? Perché ti ricordo che in questa soluzione l'X-Point è usato come cache.
floc10 Aprile 2019, 20:23 #5
tra la dram e qlc passa molta più differenza architetturale che tra x-point e qlc, secondo me sarebbe troppo complicato (e costoso)
Mparlav10 Aprile 2019, 20:59 #6
Per un oem forse è meglio un semplice Intel 660p da 2TB piuttosto che un Optane H10 da 32GB+1TB.
tuttodigitale10 Aprile 2019, 21:30 #7
Originariamente inviato da: MiKeLezZ
Dimmi te cosa c'entra. Risparmiare 20 centesimi per evitare di metterci i condensatori per salvare i dati in caso di brusca interruzione di corrente? Con performance inferiori rispetto una medesima soluzione con DRAM (e probabilmente maggiori consumi dati dal doppio controller)? Perché ti ricordo che in questa soluzione l'X-Point è usato come cache.

guarda che la DRAM c'è
floc10 Aprile 2019, 23:18 #8
a occhio no, al posto della dram hanno messo optane direttamente.
Mparlav11 Aprile 2019, 10:14 #9
Sotto il controller nand c'è un singolo chip Nanja ddr3l da 256MB. Quel che cambia rispetto al 660p è che la funzione di caching slc sulle nand qlc viene ora assolto dalla parte Optane.
supertigrotto11 Aprile 2019, 10:52 #10

A VOLTE RITORNANO!

mi ricorda un po' la soluzione ibrida che aveva utilizzato western digital,ovvero un hdd con ssd integrato,avevano però prezzi esorbitanti e non è mai decollato più di tanto,chissà se intel riesce a fare quello che western digital non è riuscita a fare.
Ho notato che i sistemi ibridi più di tanto non attecchiscono,mescolare la 3dxpoint con memoria nand non è una cattiva idea,bisogna vedere il mercato come reagisce.

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^