Non è quello di Cloudflare il disservizio digitale più grave del 2025: ecco la classifica
L'anno appena trascorso ha evidenziato la fragilità delle infrastrutture digitali su cui facciamo affidamento quotidianamente. Secondo i dati raccolti da Downdetector, il 2025 ha visto interruzioni record che hanno coinvolto servizi cloud, gaming e social media. Ecco la classifica aggiornata
di Nino Grasso pubblicata il 17 Dicembre 2025, alle 12:31 nel canale WebIl 2025 ha messo in evidenza quanto le piattaforme digitali siano diventate essenziali nella vita quotidiana, ma anche quanto siano vulnerabili a guasti tecnici di vasta portata. I dati raccolti attraverso le segnalazioni degli utenti su downdetector hanno permesso di tracciare un quadro dettagliato dei disservizi che hanno interessato milioni di persone in tutto il mondo, dai servizi di streaming video alle piattaforme di messaggistica, dai videogiochi online alle infrastrutture cloud che supportano migliaia di siti web e applicazioni.

L'interruzione più grave dell'intero anno si è verificata il 20 ottobre, quando Amazon Web Services ha subito un guasto che ha generato oltre 17 milioni di segnalazioni aggregate. Il problema, durato più di 15 ore, ha avuto origine da un malfunzionamento del sistema automatizzato di gestione DNS per DynamoDB nella regione US-EAST-1. La dipendenza di numerose piattaforme da tale infrastruttura ha provocato un effetto domino, che ha coinvolto servizi come Snapchat, Netflix e diversi siti di e-commerce, dimostrando come un singolo punto di criticità possa paralizzare simultaneamente molteplici piattaforme.
La classifica dei disservizi digitali maggiori del 2025
Il settore dei videogiochi ha registrato la seconda interruzione più significativa dell'anno. Il 7 febbraio PlayStation Network ha subito un blocco che ha generato 3,9 milioni di segnalazioni globali e oltre 1,6 milioni solo tra Stati Uniti e Canada. Il disservizio, durato più di 24 ore, ha impedito agli utenti di accedere a titoli popolari come Call of Duty e Fortnite. L'analisi tecnica ha stabilito che il problema era interno alla rete PSN, senza coinvolgimento di fornitori cloud esterni o provider di connettività.
Solo al terzo posto della classifica mondiale si colloca l'interruzione di Cloudflare dello scorso 18 novembre, che ha accumulato 3,3 milioni di segnalazioni complessive. Il guasto, protrattosi per quasi cinque ore, ha avuto ripercussioni su innumerevoli siti web, applicazioni e interfacce di programmazione che dipendono dall'infrastruttura di tale fornitore. La portata geografica del disservizio ha evidenziato ancora una volta la centralizzazione delle infrastrutture digitali moderne.

YouTube ha sperimentato problemi il 15 ottobre, con 1,5 milioni di segnalazioni negli Stati Uniti e in Canada, 245.087 nell'area Asia-Pacifico e 183.672 in America Latina. WhatsApp ha registrato due interruzioni separate nel corso dell'anno: la prima il 28 febbraio con oltre 620 mila segnalazioni in Europa, seguita da un secondo episodio ad aprile. Le differenze regionali hanno mostrato pattern interessanti. Nel continente europeo, accanto ai giganti globali come PlayStation Network e Snapchat, sono emersi problemi legati ai fornitori di telecomunicazioni: Vodafone UK ha registrato più di 830 mila segnalazioni il 13 ottobre a causa di un problema software non doloso che ha compromesso banda larga, 4G e 5G nel Regno Unito. Odido, operatore olandese, ha subito addirittura due interruzioni distinte a distanza di dieci giorni a giugno.
I dati dell'analisi provengono dalle segnalazioni degli utenti su Downdetector, fonte in cui è possibile trovare informazioni e commenti degli utenti sulle interruzioni dei servizi, e monitorare le prestazioni in tempo reale di migliaia di servizi web popolari a livello globale. Tutte le classifiche dei maggiori disservizi del 2025 possono essere consultate qui.










Le soluzioni FSP per il 2026: potenza e IA al centro
AWS annuncia European Sovereign Cloud, il cloud sovrano per convincere l'Europa
Blue Origin presenta TeraWave, una nuova costellazione satellitare per la connettività corporate
Compra una GeForce RTX 5080 venduta e spedita da Amazon, si ritrova una RTX 5060 Ti falsificata
Telescopio spaziale James Webb: osservata la protostella EC 53 per comprendere meglio il Sistema Solare
L'IA non ha portato quasi nessun beneficio alle aziende: a parlare oltre 4.000 amministratori delegati
Sony LinkBuds Clip, gli auricolari open ear a clip che lasciano sentire l'ambiente
La fibra è sempre più diffusa, Iliad cresce ancora e Amazon cala: i dati del nuovo Osservatorio AGCOM
Arriva Vertiv CoolPhase PAM: raffreddamento perimetrale flessibile per sistemi edge
Chiamate cristalline e ANC evoluto a prezzo ribassato: Nothing Ear (3) scendono sotto i 155€ su Amazon
Adobe aggiorna Premiere e After Effects: arrivano nuovi strumenti AI per le maschere dinamiche
AI Bundle, la novità dei driver AMD Adrenalin per usare facilmente l'IA in locale
La roadster elettrica supportata da Xiaomi verrà costruita in Italia: 429 CV e peso piuma per sfidare le supercar
Netflix rivede l'offerta per Warner Bros: 83 miliardi di dollari tutti in contanti
Satya Nadella avverte: senza benefici concreti l'AI rischia di perdere il consenso pubblico
Anche secondo Andy Jassy, CEO di Amazon, potrebbe esserci una bolla dell'IA








1 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoDevi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".