Il telescopio spaziale James Webb ha osservato un esopianeta con una composizione atmosferica mai vista prima
Grazie ai dati catturati dal telescopio spaziale James Webb è stato possibile osservare e analizzare l'esopianeta PSR J2322-2650b che orbita intorno a una pulsar e che ha un'atmosfera con una composizione insolita.
di Mattia Speroni pubblicata il 17 Dicembre 2025, alle 16:08 nel canale Scienza e tecnologiaNASAESA
Prosegue l'osservazione del Cosmo da parte del telescopio spaziale James Webb. Oltre ad aver rilevato una supernova e un buco nero nell'Universo primordiale o aver catturato le straordinarie immagini del sistema Wolf-Rayet Apep e della Nebulosa del Ragno Rosso (NGC 6537), lo strumento scientifico sta indagando diversi esopianeti per conoscerne quante più informazioni possibili.
Tra gli ultimi esopianeti osservati c'è quello chiamato PSR J2322-2650b, che ha una massa simile a quella di Giove ma che ha un'atmosfera molto differente da quelle che conosciamo, non solo nel Sistema Solare, ma anche per altri esopianeti osservati in precedenza. A sorprendere gli scienziati è l'abbondanza di elio e carbonio, ma non solo.

Secondo i dati rilevati dal telescopio spaziale James Webb, nell'atmosfera di questo pianeta potrebbero esserci nuvole composte da qualcosa di simile alla fuliggine che fluttuano negli strati più alti mentre, quando si scende verso il centro di PSR J2322-2650b la pressione aumenta e il carbonio può trasformarsi in diamanti.
I dati completi sono all'interno dello studio dal titolo A Carbon-rich Atmosphere on a Windy Pulsar Planet. Questo esopianeta aveva la particolarità di orbitare intorno a una pulsar (a circa 1,6 milioni di km) mentre la sua origine non è chiara. Orbitare intorno a una stella di neutroni, che non emette molti infrarossi, permette al telescopio di osservare lo spettro prodotto dal pianeta senza fonti contaminanti.

Come spiegato da Michael Zhang (dell'Università di Chicago) "questo è un nuovo tipo di atmosfera planetaria che nessuno ha mai visto prima. Invece di trovare le molecole normali che ci aspettiamo di vedere su un esopianeta – come acqua, metano e anidride carbonica – abbiamo visto il carbonio molecolare, in particolare C3 e C2".
Le temperature sul pianeta vanno dai 648°C fino ai 2040°C e il carbonio molecolare tenderebbe a reagire con altre molecole come ossigeno e azoto per formare altri composti. Per questo è difficile trovare carbonio molecolare in altri esopianeti ed è strano trovarlo in un oggetto di questo tipo. A causa della sua orbita, un anno su PSR J2322-2650b dura appena 7,8 ore, e la vicinanza con la pulsar fa in modo che il pianeta non sia sferico ma piuttosto con una forma allungata, simile a un limone.

PSR J2322-2650b è l'unico dei circa 6000 esopianeti conosciuti ad avere similitudini con un gigante gassoso ma che orbita una pulsar e non una "normale" stella e ci sono pochi pianeti noti che orbitano intorno a questo genere di stelle di neutroni. I meccanismi di formazione di questo pianeta, come scritto, non sono noti e sono stati esclusi quelli finora conosciuti. Per questo saranno necessarie ulteriori campagne osservative e nuovi dati per comprenderne precisamente le caratteristiche e fare nuove ipotesi.










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1 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoe ci si domanda come si è formato?
sinceramente, sconoscerò altre cose, ma la domanda presumo che sia difficile...
innanzitutto la Pulsar è il residuo di una SUPERNOVA, con massa diverse volte quella del Sole:
- Sole, diametro 1,3milioni di km
fare la seguente constatazione:
quando è giorno guardare il Sole, e farsi il conto quanto siano 1,6 milioni di km rispetto al suo centro, diciamo che il pianeta dell'articolo è quasi a ridosso della sfera->
->EDIT PER EVITARE FRAINTENDIMENTI:
la Pulsar è ovviamente alcuni chilometri in diametro, posta al centro dell'area del cerchio che il giorno si vede guardando il Sole, il pianeta in questione sarà a una distanza pressochè vicina a + un quarto il diametro del nostro Sole
(guardando da 144milioni di chilometri ovviamente)
adesso: la stella PRE-supernova risultante avrà facilmente avuto un diametro da qualche milione di km a diversi milioni di km,
e non avrebbe avuto pianeti attorno?
mettiamo che avesse avuto un pianeta gigante, facilmente gassoso, o, anche roccioso, con atmosfera gassosa
CON CARATTERISTICHE di massa e composizione IGNOTE pre-esplosione
faccio un esempio qualsiasi: orbitante tra 10 e 20 30 o 40 milioni di km,
e ancora più sicuramente con massa maggiore rispetto a quella di Giove
quindi: la stella esplose in una supernova, e non avrà, col suo parossismo di materia proiettata a velocità relativistiche spazzato parte della massa del pianeta?
nella confusione tra proiezione di massa della stella, e quella dei dintorni, non è facile pensare che, nel turbine apocalittico risultante...
ci sia stato, anche possibilmente, un riassorbimento-ricaduta di materia gassosa, predistrutta dall'esplosione?
e si pensa di stabilire una norma di formazione standard in quell'apocalisse assoluta?
facile che l'atmosfera del pianeta sia un misto tra materia sua precedente e altra prodotta dalla proiezione, quella esterna, della supernova adesso pulsar... poi attratta dal pianeta in questione
stante ancora il parossismo orbitale inimmaginabile da risistemazione masse e gas turbinanti post evento...
non so... ma se fosse possibile sapere massa e composizione degli elementi della stella-poi supernova, e del pianeta precedente l'apocalissi della sua stella, oltre che sua... presumo che riuscirebbero ad avere un modello da cui partire...
ma così, secondo la mia humble opinion, ci sono solo dati di fatto e uno storico difficile da ricostruire
probabile anche che il pianeta sia coagulato nella massa e situazione in cui adesso si trova, successivamente all'evento supernova della stella,
e quindi sia molto diverso dalla situazione precedente,
in sintesi... se non si sa quale sia la situazione pre-esplosione non riesco a capire cosa possano ricostruire...
P.S.
le atmosfere in quelle situazioni potrebbero facilmente essere assurde...
tipo diamanti che piovono sul lato bloccato marealmente in atmosfera di osmio-molibdeno con una spruzzata di afnio californiato e d'altro lato, quello buio, pioggia di cubi di arseniuro di tungsteno-titanio in una nebbia di carbammato di titanio gassoso... (nota tardiva: sto scherzando
il tutto (ovviamente) RIMESCOLATO INTERAMENTE, quindi PUNTOEACCAPO, nei vortici a Mach 54 alla linea di confine, con marea gravitazionale mareale dalla Pulsar vicina... per non parlare del getto con direzione bipolare della tranquillissima Ex-Stella...
voglio intendere che non mi meraviglierei di nulla
volendo... anche... nel lato esposto alla Pulsar:
pioggia di gruppi molecolari al carb-metanato-uranio di potassio cromato, accumulatori di cariche...
(che una civiltà Dysoniana potrebbe riuscire a recuperare, volendo, per i suoi Aspirapolveri Universali)
e, nel lato in ombra: solidi panettonici (formati dalle linee di forza gravitazionale rigorosa) in una farina quantico-gluonica di particelle di tungsteno-platinato, in crosta di iridio-iodato (che sempre la stessa civiltà Dysoniana, con succursale di produzione Alimentare-gadgettistica-festiva potrebbe darsi modo di recuperare quali gadget per le scrivanie in occasione delle feste)
... il tutto, PERO', rimescolato al terminatore-confine tra zona in ombra e zona esposta alla Pulsar, in combinazione alla gravità del getto relativistico ai due poli della predetta Pulsar, ovviamente, quindi sarebbe necessario un tempismo di estrazione materia predetta, da parte della civiltà Dysoniana in questione.
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