Il telescopio spaziale James Webb ha rilevato la supernova più antica mai osservata
Grazie a una collaborazione internazionale e diversi strumenti, l'evento chiamato GRB 250314A è stato catalogato come la supernova più antica mai scoperta finora con l'ausilio del telescopio spaziale James Webb.
di Mattia Speroni pubblicata il 10 Dicembre 2025, alle 20:48 nel canale Scienza e tecnologiaNASAESA
Catturare immagini sensazionali come quelle del sistema Wolf-Rayet chiamato Apep oppure della Nebulosa del Ragno Rosso (NGC 6537) ma anche scavare fino a osservare l'Universo primordiale per studiarne l'evoluzione e capirne il futuro. Il telescopio spaziale James Webb ci ha abituato a grandi imprese e l'ultima riguarda la scoperta della supernova più antica mai osservata e chiamata GRB 250314A.

Secondo le stime la supernova osservata è esplosa quando l'Universo aveva "solamente" 730 milioni di anni, battendo il precedente record (sempre appartenuto al JWST) che aveva trovato un altro oggetto simile databile 1,8 miliardi di anni dopo il Big Bang. Il potente telescopio è stato impiegato per confermare che quello che era inizialmente un lampo gamma (gamma ray burst o GRB) è stato generato da una stella massiccia arrivata alla fine della sua vita. I dati di questa scoperta sono stati inseriti in due studi che hanno come titolo JWST reveals a supernova following a gamma-ray burst at z ≃ 7.3 mentre il secondo si chiama SVOM GRB 250314A at z ≃ 7.3: An exploding star in the era of re-ionization.
Il telescopio spaziale James Webb e l'antica supernova
Come commentato da Andrew Levan (professore della Radboud University e dell'Università di Warwick) "solo Webb avrebbe potuto mostrare direttamente che questa emissione luminosa proviene da una supernova – una stella massiccia al collasso. Questa osservazione dimostra anche che possiamo usare Webb per trovare singole stelle quando l'Universo aveva solo il 5% della sua età attuale. [...] Ci sono stati solo una manciata di lampi gamma negli ultimi 50 anni che sono stati rilevati nel primo miliardo di anni dell'Universo. Questo particolare evento è molto raro e molto emozionante".

Rispetto ad altre supernove, questa non ha avuto una durata di alcune settimane, ma è addirittura arrivata ad avere un'emissione rilevabile per mesi. Il telescopio spaziale James Webb è stato impiegato dopo la fine del GRB conosciuto come GRB 250314A che è durato complessivamente circa 10 secondi. L'evento è stato rilevato nella prima metà di marzo grazie al telescopio spaziale SVOM e, grazie alla collaborazione internazionale, è stato possibile puntare quanti più strumenti possibili nella stessa direzione per individuare l'origine.

Le analisi hanno mostrato come questa supernova "antica" (GRB 250314A) sia molto simile, per caratteristiche, a supernove più recenti e vicine. La motivazione non è chiara nonostante le stelle dell'Universo primordiale probabilmente contenessero meno elementi pesanti, erano più massicce e avevano una vita più breve. Per trovare le differenze bisognerà continuare ad analizzare i dati registrati.

Nonostante le potenzialità del telescopio spaziale James Webb, galassie così lontane appaiono come piccole macchie rossastre e il dettaglio è molto scarso. Riuscire a individuare l'esplosione di una singola stessa è quindi di per sé già un'impresa. Il JWST proseguirà gli studi su questi fenomeni sfruttando l'afterglow dei lampi gamma. Sull'Universo primordiale c'è ancora molto da scoprire e fenomeni come questo potrebbero gettare nuova luce su galassie, supernove, stelle e come la materia interagiva.










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