X Corp contro Operation Bluebird: è già battaglia legale sul marchio Twitter

 X Corp contro Operation Bluebird: è già battaglia legale sul marchio Twitter

X Corp, la società di Elon Musk che controlla l’ex Twitter, ha avviato una causa per violazione di marchio contro la startup Operation Bluebird, che punta a "resuscitare" il brand Twitter con un nuovo social network e a ottenere l’annullamento dei marchi "Twitter" e "Tweet"

di pubblicata il , alle 16:01 nel canale Web
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Il tentativo di Operation Bluebird di assumere i diritti del brand Twitter ha già avuto l'effetto di sollevare lo spirito belligerante di X Corp, la società di Elon Musk che ancora detiene il marchio Twitter dopo l'acquisizione della società.

X Corp ha infatti intentato una causa per violazione di marchio contro Operation Bluebird, accusandola di stare "spudoratamente tentando di rubare" i marchi Twitter, sostenendo che "Twitter non se n'è mai andato e continua a essere di esclusiva proprietà di X Corp". La startup ha in programma di lanciare una nuova piattaforma chiamata Twitter.new, presentata esplicitamente come un modo per riportare in vita il nome Twitter nel mondo dei social. X Corp sostiene che, nonostante il rebrand, il valore del marchio Twitter, dei termini "Twitter" e "Tweet" e dell’iconico uccellino azzurro rimanga intatto e tuttora associato ai suoi servizi, e che per questo la startup starebbe cercando di sfruttare una reputazione costruita in oltre un decennio.

Nei giorni scorsi, lo ricordiamo, Operation Bluebird ha depositato una petizione presso lo United States Patent and Trademark Office (USPTO) per ottenere la cancellazione dei marchi federali “Twitter” e “Tweet” detenuti da X Corp. Secondo Operation Bluebird i diritti sul brand Twitter sarebbero stati abbanonati da X, senza che vi sia alcuna intenzione di riprenderne l'uso, alla luce della massiccia operazione di rebranding. E, contemporaneamente, è stata presentata una domanda di registrazione del marchio "Twitter" per il nuovo Twitter.new.

Come detto X Corp, nella denuncia, respinge in modo netto l’idea che la trasformazione da Twitter a X equivalga a un abbandono dei marchi, sostenendo che il rebrand "non è un abbandono dei diritti di marchio". L’azienda sottolinea che gli utenti continuano a riferirsi alla piattaforma come "Twitter" e ai contenuti pubblicati come "tweet", e che molti siti continuano a mostrare la favicon con l’uccellino azzurro quando linkano contenuti che rimandano al dominio di X.

Nella causa viene inoltre evidenziato che, all’11 dicembre 2025, oltre quattro milioni di utenti hanno effettuato l’accesso al servizio passando dal dominio "twitter.com", nonostante X abbia iniziato lo scorso anno a reindirizzare il traffico da twitter.com verso x.com. Per X Corp, questi numeri dimostrano che l’uso del marchio Twitter non è cessato, ma continua a sopravvivere sia nell’abitudine degli utenti sia nell’infrastruttura tecnica e nei riferimenti online, rafforzando la tesi di una continuità di utilizzo sufficiente a mantenere i diritti di marchio.

La denuncia mette nel mirino anche le attività già avviate da Operation Bluebird per il lancio di Twitter.new, in particolare il sistema di prenotazione degli handle (i nomi utente) per la futura piattaforma. Secondo X Corp, questa fase preliminare viene sfruttata per “creare una falsa associazione tra X Corp e il "nuovo prodotto di Bluebird", tramite l’uso di un logo, di un nome e di uno schema di colori che richiamano in modo marcato l’aspetto storico di Twitter.

Nella causa si legge che Bluebird "non ha fatto alcun mistero" del fatto di voler sfruttare la reputazione  e il riconoscimento globale del brand Twitter per far partire il proprio servizio con un vantaggio competitivo. Viene sottolineato come la startup avrebbe potuto scegliere "praticamente infinite alternative di nomi di brand, come hanno fatto gli altri concorrenti di X Corp", ma avrebbe deliberatamente preferito un marchio "già valutato miliardi di dollari", puntando così a capitalizzare sul valore accumulato da Twitter prima del rebrand.

X Corp chiede alla corte un’ingiunzione che obblighi Operation Bluebird a cessare l’uso di qualsiasi marchio collegato al brand Twitter, compresi nome, loghi e elementi grafici riconducibili all’identità storica della piattaforma. Allo stesso tempo, X domanda che l’USPTO respinga e dichiari invalida la domanda di registrazione del marchio Twitter presentata dalla startup, bloccando di fatto il tentativo di intestarsi il brand per la nuova piattaforma.

La causa include anche la richiesta di un risarcimento economico per i "danni subiti a seguito della violazione del copyright da parte di Bluebird", collegando quindi il contenzioso non solo ai marchi ma anche agli aspetti di diritto d’autore relativi ai materiali protetti associati al vecchio brand. L’azione di X si affianca alla linea difensiva che la società può portare avanti in sede amministrativa presso il Trademark Trial and Appeal Board dell’USPTO, ma in questo caso si tratta di un passaggio in tribunale federale con richieste di maggior portata.

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