Rocket Lab Neutron: proseguono i test del razzo spaziale riutilizzabile, debutto nel 2026

Rocket Lab Neutron: proseguono i test del razzo spaziale riutilizzabile, debutto nel 2026

All'inizio del 2026 dovrebbe debuttare un nuovo razzo spaziale riutilizzabile: si tratta del vettore medio Rocket Lab Neutron che promette di essere diverso da quelli che abbiamo visto finora, anche grazie alla gestione dei fairing integrati.

di pubblicata il , alle 20:31 nel canale Scienza e tecnologia
Rocket Lab
 

Rocket Lab ha iniziato la sua storia con un razzo spaziale leggero, chiamato Electron, puntando al suo possibile riutilizzo (idea successivamente abbandonata dopo alcune prove e tentativi di recupero). La società di Peter Beck ha poi non ha però cancellato l'idea di un razzo spaziale riutilizzabile, passando allo sviluppo di Neutron il cui debutto è previsto per l'inizio del 2026.

rocket lab neutron

In passato abbiamo riportato le parole di Beck, che aveva dichiarato "penso che chiunque non stia sviluppando un vettore riutilizzabile in questo momento stia sviluppando un prodotto senza futuro perché è così ovvio che questo è un approccio fondamentale che deve essere pensato fin dal primo giorno". Ora Neutron si sta avvicinando alle fasi finali di test mentre a Wallops (in Virginia) il pad di lancio e le strutture di terra sono in fase di completamento.

Rocket Lab Neutron si avvicina al debutto

Rocket Lab Neutron è una soluzione differente rispetto ad altri vettori medi. In particolare il suo design e la struttura dei fairing punterà alla riusabilità dei sistemi mentre il secondo stadio non sarà recuperabile. Le prestazioni indicano una capacità di portare fino a 13 tonnellate in LEO e 1,5 tonnellate verso Marte o Venere. La sua altezza è pari a 43 metri con un diametro di 7 metri e un diametro dei fairing di 5 metri con una massa al decollo di 480 tonnellate.

rocket lab

Alla base sono presenti 9 motori Archimedes che funzionano a metano e ossigeno liquidi con una spinta di 6583 kN. Il secondo stadio invece ha 1 motore Archimedes (ottimizzato per il vuoto) con una spinta di 890 kN utilizzando sempre la stessa tipologia di propellente.

Nella zona inferiore del primo stadio troviamo quattro supporti per l'atterraggio mentre lateralmente ci sono alette direzionatrici differenti rispetto a quelle di Falcon 9 e più simili a quelle di New Glenn (pur avendo caratteristiche diverse). Anche il sistema di gestione dei fairing è molto diverso in quanto per Neutron questi ultimi rimangono collegati al primo stadio così da non dover essere recuperati, come avviene per le soluzioni di SpaceX e Blue Origin. Questa caratteristica, modifica nella forma in fase di studio, ha conferito al vettore il nome di Hungry Hippo (ippopotamo affamato).

Negli scorsi giorni Rocket Lab ha annunciato di aver completato i test di qualificazione dei fairing permettendo così di spedire i vari componenti in Virginia al Launch Complex 3 per il primo lancio di Neutron. Considerando l'inizio dello sviluppo alla fine del 2021, questo vettore è stato realizzato in poco tempo consentendo alla società di incrementare il numero di missioni effettuabili e i clienti che potranno essere soddisfatti.

rocket lab neutron

Tra i test effettuati ci sono quelli di simulazione a terra della massima pressione dinamica (Max Q) per la struttura in materiale composito con fibra di carbonio, l'apertura dei fairing in 1,5" come in una condizione reale di volo, gestione del software di volo, avionica, sistemi GNC e altri sottosistemi per la gestione dei canard e gestione del carico aerodinamico dove si trovano le alette. Infine, durante uno degli ultimi lanci di Electron, sono state inserite alcune piastrelle isolanti che saranno utilizzate su Neutron, provandole però prima in un ambiente reale.

rocket lab neutron

Il prossimo passo per Neutron sarà quello di integrare la struttura superiore dove si trovano i fairing e le alette/canard con la parte inferiore per permettere l'assemblaggio del modello per il primo volo. Ci saranno poi una serie di test pre-lancio, che comprenderanno l'accensione dei motori del secondo stadio e del primo stadio e un Wet Dress Rehearsal. Il debutto di questo nuovo vettore permetterà di ampliare ulteriormente le capacità di lancio degli Stati Uniti, sia per missioni scientifiche che per quelle governative.

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