Stampanti InkJet

Stampanti InkJet

In questa guida sono state analizzate le due tecnologie che caratterizzano le attuali InkJet, cioè le tecnologie Bubble Jet e Piezoelettrica; per ognuna di esse si sono curati tutti gli aspetti legati sia alla velocità che alla qualità di stampa senza tralasciare una analisi dei costi, cioè la vera e propria nota dolente per questa tipologia di periferiche

di pubblicato il nel canale Periferiche
 

Qualità di stampa - definizione

In generale possiamo dire che la qualità di stampa è associata alla risoluzione, cioè al numero massimo di punti per pollice che è possibile stampare, ma per le getto la qualità può essere analizzata sotto due differenti aspetti a seconda dell'uso a cui sarà destinata la periferica, vedi ad esempio stampe combinate di testo ed immagini, o stampa di immagini fotografiche e così via; per stampe combinate, o per il semplice testo, il parametro da considerare è proprio la risoluzione espressa in "dpi" (punti per pollici), mentre nel caso di stampe fotografiche riveste un ruolo importante, oltre alla risoluzione, anche il numero dei livelli di graduazione del colore, cioè la capacità della stampante di rendere continue le sfumature durante la formazione dell'immagine.
La stampa fotografica ha la necessità di riprodurre sul foglio delle sfumature che siano le più continue possibili per dare quell'effetto realistico alle immagini tipico proprio delle foto; il problema consiste nel fatto che la stampante crea l'immagine sul foglio per punti e può disporre di un numero limitato di colori base da poter combinare e gestire in modo ottimale. I colori base utilizzati sono il ciano, magenta, giallo, nero e bianco, quest'ultimo ottenuto semplicemente lasciando dei punti non colorati sul foglio, anche se le ultime stampanti commercializzate ed ottimizzate per la stampa fotografica hanno visto la presenza di un numero maggiore di colori dai 6, per EPSON, ai 7 per CANON, come appare dalle foto allegate e prelevate dai siti delle rispettive case.

colorepson.gif (5331 byte)

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Le variazioni cromatiche tra i colori chiari e scuri vengono realizzate combinando punti di colore base con punti di colore nero, oppure punti di colore base con punti lasciati appositamente bianchi, cioè riducendo la densità dei punti colorati quindi il loro numero per unità di superficie. L'uso dei punti neri genera però il cosiddetto effetto granulare che si può notare guardando l'immagine stampata con una lente, così come l'uso dei punti bianchi riduce la capacità della stampante di definire i dettagli dell'immagine che si sta creando. La soluzione ottimale per l'aspetto qualitativo in stampe fotografiche è quella di ridurre la dimensione dei punti e quindi utilizzare testine in grado di generare gocce di inchiostro sempre più piccole per avere un miglior dettaglio, risoluzione e sfumature, e cercando di adottare un maggitestine1.jpg (14917 byte)or numero di colori; è ovvio che entrambi questi aspetti hanno dei limiti fisici non superabili. La continua ricerca e i continui perfezionamenti delle tecnologie di stampa, hanno progressivamente portato le maggiori case costruttrici ad individuare quello che possiamo considerare il miglior compromesso tra i due aspetti prima evidenziati, puntando sulla riduzione delle dimensioni delle gocce di inchiostro con particolari tecnologie che andremo poi a descrivere e puntando sulla concentrazione dei punti di colore base nelle varie zone del foglio per creare l'effetto cromatico di sfumature continue. E' ovvio che tutto questo è strettamente connesso alla qualità dell'inchiostro (fluidità, tempi di essiccazione, compatibilità con la tecnologia adottata per la testina di stampa per ottenere gocce di forma e di dimensioni volute e cosi' via), della testina di stampa, alla precisione meccanica della movimentazione foglio-testina, alla qualità del software, e quindi dei driver che gestiscono la periferica e così via. Qui a lato vediamo un particolare di come viene movimentata la testina di stampa unitamente ai serbatoi di inchiostro; possiamo notare una cinghia dentata che sposta in direzione orizzontale la testina e dei supporti cilindrici su cui viene fatto scorrere tutto il supporto testine-serbatoi. In genere le stampanti hanno due differenti motori, uno movimenta la testina di stampa e l'altro il foglio, provvedendo al suo caricamento, avanzamento ed espulsione; ora alcune stampanti sono dotate di ben tre motori per limitare al massimo gli errori di posizionamento.
Ricapitolando possiamo dire che alla base di tutto il discorso qualitativo ci sono le tecnologie sviluppate per ridurre le dimensioni delle  gocce, il miglioramento dei materiali di consumo ed infine l'ottimizzazione dei driver di stampa.

 
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