Dassault Aviation e OHB vogliono proporre lo spazioplano Vortex-S all'ESA

Dassault Aviation e OHB vogliono proporre lo spazioplano Vortex-S all'ESA

Dassault Aviation e OHB hanno annunciato una collaborazione strategica (che potrà essere ampliata) per realizzare lo spazioplano Vortex-S. Si tratterà di una soluzione utile per diversi profili missione e che sarà proposto all'ESA.

di pubblicata il , alle 18:23 nel canale Scienza e tecnologia
OHBDassault AviationESA
 

Dopo la fine dell'operatività dello Space Shuttle, gli spazioplani hanno cambiato forma e approccio. Attualmente sono presenti solo due spazioplani operativi senza equipaggio: Boeing X-37B (utilizzato dalla Space Force) e CASC Shenlong (impiegato dalla CNSA e dall'esercito cinese). ISRO sta sviluppando il suo spazioplano Pushpak mentre Sierra Space è in ritardo nella consegna del nuovo Dream Chaser Tenacity. L'Europa non ha uno spazioplano, anche se nel corso dei decenni si sono avvicendati diversi programmi mai portati a compimento. Ora Dassault Aviation e OHB vogliono proporre lo spazioplano Vortex-S all'ESA.

vortex-s

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Questo genere di spazioplani senza equipaggio sono più semplici degli orbiter di Space Shuttle (o Buran). I modelli sono più piccoli e con massa inferiore e quindi richiedono vettori meno complessi e prestazionali inoltre non dovendo trasportare un equipaggio i requisiti di sicurezza sono inferiori (anche se versioni per equipaggi sono solitamente previste). Di contro possono svolgere missioni di lunga durata, anche di diversi mesi, con diverse orbite esponendo il carico utile alle condizioni dello Spazio.

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Nel caso dello spazioplano Vortex-S, si tratta di una soluzione pensata per rifornire le stazioni spaziali (dalla ISS alle future stazioni spaziali commerciali) ma anche di svolgere missioni autonome. Dassault Aviation si occuperà dello sviluppo e integrazione mentre OHB penserà allo sviluppo e integrazione del modulo di servizio. In futuro all'interno del consorzio potrebbero entrare anche altre aziende europee così da permettere una maggiore autonomia operativa continentale.

Le società hanno iniziato a sviluppare i modelli in formato ridotto con lunghezza di 4 metri e massa di una tonnellata (Vortex-D, Dimostratore). Si passerà poi a quelli in grande scala, da 8 metri e dieci tonnellate e sono anche previsti ulteriori modelli considerati "Heavy" che permetteranno di trasportare carichi utili superiori fino a Vortex-H, la versione dedicata agli equipaggi che però sarà difficilmente sviluppabile in tempi brevi.

vortex-s

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Lo spazioplano Vortex-S dovrebbe riuscire a trasportare fino a 2 tonnellate di materiali in orbita (o riportarli sulla Terra) rientrando con un profilo pensato per essere "delicato" sul carico utile generando meno di 2G. All'interno del vano di carico, con un volume di 8 m³ potranno essere presenti strumentazioni in grado di creare materiali compositi in microgravità o ricerche di tipo biomedico.

Questo genere di unità potrà anche essere impiegata per la sorveglianza militare, analisi di pericoli e satelliti ostili in orbita, effettuare operazioni di recupero di detriti spaziali, satelliti o altre componenti. Come intuibile, Vortex-S sarà riutilizzabile e rientrerà su una pista d'atterraggio attraverso dei carrelli convenzionali riducendo i costi complessivi. Se il progetto arriverà all'operatività, questo sarà il primo spazioplano europeo, una scelta interessante per diversi motivi e soprattutto in grado di non dipendere più da altri progetti internazionali (ai quali difficilmente si può avere accesso, visti i collegamenti con l'ambito militare).

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