Come testare un componente
Guida teorica alle procedure di analisi da seguire quando si vuole testare un componente hardware.
di Paolo Corsini pubblicato il 29 Marzo 2000 nel canale ProcessoriLettori CD-Rom
Si ritiene che la velocità di
targa sia il parametro da tenere in massima considerazione nel momento in cui si valutano
le prestazioni di un lettore CD-Rom (e, allo stesso modo, un lettore DVD); questo
approccio è purtroppo molto sbagliato in quanto molto spesso la velocità effettiva di un
lettore è ben lontana da quella dichiarata. Essendo la velocità di rotazione di un
CD-Rom mantenuta costante dal lettore (si parla di tencologia CAV, Constant Angular
Velocity, velocità angolare costante), la lettura delle tracce più interne, quelle nelle
quali vengono memorizzate le prime informazioni contenute sul supporto, avviene sempre a
velocità inferiore rispetto a quella delle tracce più esterne; il dato di targa si
riferisce in genere alla lettura di queste ultime tracce mentre la velocità effettiva di
lettura delle tracce più interne è sensibilmente inferiore.
Oltra al puro valore di velocità, da tenere in massima considerazione all'atto della
valutazione delle prestazioni di un lettore CD-Rom è la capacità di correzione degli
errori di lettura: i supporti possono essere di tipo molto differente tra di loro e un
lettore può avere difficoltà nella lettura di alcuni, soprattutto se masterizzati e/o
rovinati. Questo parametro viene molto spesso sottovalutato ma è di fondamentale
importanza: ha poco senso, infatti, possedere la meccanica più veloce disponibile sul
mercato se poi non si riescono a leggere correttamente alcuni tipi di supporti.
Masterizzatori
I masterizzatori, riscrivibili e
non, con velocità massima di scrittura 8x sono ormai una realtà consolidata sul mercato
e presto saranno disponibili in volumi le prime meccaniche capaci di registrare supporti
alla velocità di 12x. Similmente a quanto visto per i lettori CD-Rom, anche con i
masterizzatori è necessario prestare massima attenzione non tanto al dato di targa
(velocità di scrittura e riscrittura) quanto alla capacità del masterizzatore di poter
effettuare masterizzazioni con successo utilizzando il più ampio numero possibile di
supporti a disposizione.
Il tipo di software di masterizzazione utilizzato ha una forte incidenza sul successo o
meno di una masterizzazione; se si vogliono comparare tra di loro due o più meccaniche è
bene scegliere alcuni software di riferimento ed utilizzare sempre questi ultimi, così da
standardizzare questo importante parametro. Da non dimenticare, inoltre, di valutare il
supporto o meno di funzioni accessorie quali overburning, supporto alla scrittura raw
mode, dotazione software a corredo.
Dissipatori di calore
I dissipatori di calore per processori sono diventati un accessorio sempre più importante, grazie alla diffusione sempre crescente della pratica dell'overclocking; un dissipatore di dimensioni ed efficacia superiore alla norma ha benefici evidenti non solo in sistemi overcloccati, in quanto permette di abbassare la temperatura d'esercizio del processore e, pertanto, di aumentare la vita residua di funzionamento di un processore. In ambiti applicativi particolarmente critici, inoltre, il raffreddamento della cpu è fattore di essenziale importanza: pensiamo ad esempio ad un server, nel quale il processore deve continuare a funzionare correttamente anche se la ventola di raffreddamento dovesse guastarsi. In questo particolare tipo di impiego è importante utilizzare dissipatori dalle dimensioni elevate, così che la dissipazione del calore generato dal processore sia possibile anche senza una ventola di raffreddamento.
La valutazione della bontà o meno di un dissipatore di calore avviene attraverso la misura della temperatura di esercizio del processore a pieno carico, cioè con una occupazione della cpu al 100% (ad esempio, facendo funzionare un gioco 3D per un periodo di tempo sufficientemente lungo). Il problema dell'oggettività di un confronto tra dissipatori di calore è da individuare proprio nel metodo utilizzato per misurare la temperatura:
il sensore di misura deve essere posto il più vicino possibile al Core del processore e, se si procede a confronti tra dissipatori, sempre nella stessa posizione; misurare la temperatura del dissipatore non è indice della capacità di quest'ultimo di dissipare calore;
deve essere utilizzato sempre lo stesso processore, impostando i medesimi parametri di funzionamento; altrettanto vale per la motherboard, così da essere certi che al processore venga sempre fornita la stessa corrente di alimentazione;
la temperatura ambiente deve essere sempre la stessa: quest'ultima incide sulla temperatura del dissipatore e, di conseguenza, sulla temperatura di funzionamento del processore;
le misure possono essere prese sia a case aperto che chiuso, oppure con motherboard appoggiata su un tavolo; l'importante è che ogni volta vengano ripetute le medesime condizioni di prova;
stendere sempre un sottile strato di pasta siliconica tra dissipatore di calore e processore, così da massimizzare il contatto tra i due e, pertanto, lo scambio termico.







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