Un anniversario da festeggiare

Il 21 giugno 2010 è stata, per Toshiba, una giornata particolare. Nella
giornata di ieri infatti Toshiba ha festeggiato il 25esimo anniversario
dell'ingresso nel mondo dei PC portatili, una ricorrenza che l'azienda festeggia
con l'annuncio di 3 prodotti molto interessanti e con una forte connotazione a
livello di caratteristiche e contenuti tecnologici. Prima però un po' di storia.
Correva l'anno 1985 e va detto che l'idea di un PC portatile non era nuova.
Certo, i modelli circolanti erano all'epoca dei mastodonti da 10
chilogrammi, ben diversi da quelli che le nuove generazioni sono abituate a
vedere e utilizzare. Sono tempi tutto sommato vicini e lontani contemporaneamente.
Basti pensare che il videogioco in voga era Tetris, mentre nello stesso anno
nasceva ATI, così come la versione 1.0 di Microsoft Windows.
L'idea di un PC portatile in casa Toshiba nacque, curiosamente, da un
prodotto fallimentare realizzato in precedenza. Erano tempi in cui non era
scontato possedere un PC "IBM compatibile", motivo per cui qualche tempo prima
la stessa casa giapponese realizzò un sistema desktop che non abbracciava tale
compatibilità. Il prodotto non incontrò il favore del pubblico e, interrogatisi
sul motivo dell'insuccesso, i vertici Toshiba decisero di inviare negli USA, a
Los Angeles, tre dipendenti Toshiba, per non sbagliare il successivo prodotto da
realizzare.
I tre dipendenti (fra cui c'era un giovane Mr. Nishida, che diverrà poi CEO
di Toshiba) tornarono con un'idea quasi azzardata da presentare alle alte sfere
Toshiba. A detta loro, occorreva realizzare un PC portatile e non un desktop,
puntando comunque sulla "compatibilità IBM". Scettici, i vertici Toshiba si
fecero convincere dalle insistenze degli inviati.
Nacque
il modello T1100. Certo, ora questo modello strappa un sorriso quasi di
compassione, abituati a ben altro. Però, per l'epoca, rivestì un'importanza
decisamente da non sottovalutare, sia per Toshiba che per il mercato. Lo
scetticismo dei vertici Toshiba tornò a farsi strada, tanto che l'azienda tentò
di vendere il progetto ad altri, che non accettarono. Presi per sfinimento,
decisero di realizzarlo, ponendosi però l'obiettivo di venderne almeno 10.000,
numero sotto il quale, con buona probabilità, avrebbero mandato a casa i
dipendenti "visionari". T1100 però aveva carte da giocare. Prima di tutto era,
rispetto alla concorrenza, un peso piuma: 4,8 kilogrammi contro i 10 della
concorrenza, ovvero meno della metà. Possedeva batterie ricaricabili di nuova
concezione, così come un drive floppy da 3,5 pollici, in un mondo in cui
imperavano ancora quelli da 5,25" morbidi (qualcuno se li ricorda?). Scontata la
compatibilità IBM. Fu un successo. Toshiba, da allora, non abbandonò più il
settore dei notebook.
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