Nuovi standard per le memorie SD, ecco una guida riassuntiva

Nuovi standard per le memorie SD, ecco una guida riassuntiva

Le schede memoria SD, siano esse in formato standard oppure micro, sono contraddistinte da sigle che le rendono molto diverse una dall'altra a livello prestazionale e anche di prezzo. Ecco una piccola guida riassuntiva, in virtù del rilascio da parte della SD Association di un nuovo standard di velocità, contrassegnato dalla lettera V

di Alessandro Bordin pubblicato il nel canale Memorie
 

Miliardi di SD card

Quante memorie SD circolano per il mondo? Non è possibile definire un numero preciso ma solo stime, in quanto vengono prodotte dal lontano 1999 quando SanDisk, Panasonic e Toshiba decisero di proporre uno standard, il cui successo fu sancito nell'anno seguente con la creazione dell'ente indipendente e no-profit SD Association, incaricato di stabilire standard per l'industria negli anni a venire. A 16 anni di distanza, possiamo affermare con sicurezza che l'operazione è stata un grande successo, poiché sono miliardi le SD card vendute da allora, ed attualmente sono in assoluto lo standard più diffuso per macchine fotografiche, smartphone, action cam e tutto quello che gravita nel campo della tecnologia.

In questi 16 anni però sono cambiate moltissime cose: l'evoluzione tecnologica ha letteralmente travolto le specifiche dei primi anni, andando a variare in maniera sensibile capienze, velocità e persino pin di connessione, il tutto mantenendo il form factor identico rispetto a quello delle origini. Sono almeno quattro le sigle importanti presenti sulle schede SD che ci dicono molto delle loro caratteristiche, ma non sempre possono essere chiare se non per gli appassionati. Ecco quindi che ci sembra opportuno fermarsi un attimo e fare il punto della situazione, anche perché proprio in questi giorni una nuova sigla farà la sua comparsa sulla già affollata etichetta delle memorie SD.

Siamo nella situazione in cui tutte le normative sono rispettate, ogni produttore appone le sigle richieste, ma quello che manca è la chiarezza. Il motivo sta proprio nella lunga evoluzione di questa tipologia di schede, che negli hanno accumulato standard su standard anche con diverse sovrapposizioni, il tutto complicato dal fatto che sono prodotti che una persona non acquista tutti i giorni, motivo per cui anche sapendo cosa significa una sigla non è detto che lo si possa ricordare sempre e per sempre.

Mettiamo subito in chiaro una cosa importante: negli anni sono stati tre i form factor con cui sono state proposte le schede SD, acronimo di Secure Digital. Sono arrivati a noi praticamente solo due standard, ovvero SD (soprattutto per fotocamere e videocamere digitali) e micro SD (smartphone, tablet, action cam e altro ancora), essendo caduto in disuso il formato mini SD.

Ecco quindi la prima indicazione importante: esistono in commercio due tipi di SD, ovvero quella a grandezza "normale" e la micro SD. Spesso le micro SD vengono vendute con un adattatore, al fine di poterle usare negli slot SD come quelli ad esempio presenti in molti PC portatili e non, in modo da poter essere lette e scritte quando non è direttamente possibile inserire la micro SD. Per ovvi limiti legati alla geometria non è possibile il contrario.
 

 
^