Alcune case in passato hanno
preferito adottare velocità di estrazione relativamente basse, per
salvaguardare la qualità delle tracce estratte. Le strategie adottate da Sony e
HP su alcuni modelli, che imponevano la velocità di estrazione costante su
tutto il disco (comunque bassa), hanno finito per scontentare il pubblico,
attento evidentemente alla velocità pura.
Il discorso sulla qualità delle
tracce audio estratte è controverso: i software dedicati, come nel caso di CD
Speed, indicano sempre e comunque "10" nella casella DAE quality.
Riteniamo quindi che per avere un'idea della bontà del processo ci si debba
affidare più all'orecchio che ad altro: saremo così in grado di accorgerci da
soli di eventuali problemi.
Abbiamo rimandato a questa sezione un discorso
molto importante riguardante il masterizzatore Yamaha: scrivendo CD Audio con lo
Yamaha CRW3200E in modalità Disk at Once alla velocità di 4X si attiva
automaticamente la funzione chiamata Audio Master Quality Recording, che
permette di masterizzare CD Audio ad una qualità maggiore rispetto allo
standard. Con il software di masterizzazione Nero inoltre sarà sufficiente
selezionare la modalità stessa fra la lista di quelle disponibili. Yamaha ha pubblicizzato molto questa funzionalità, confermando
l'attenzione che la casa rivolge a questo settore.
Scrivendo con questa modalità di scrittura
Yamaha promette una riduzione degli errori riferiti al jitter di circa il 30%,
garantendo, sulla carta, una migliore definizione dei toni acuti e medi, una
migliore resa dinamica dei bassi ed una stereofonia più netta.
Come è possibile tutto ciò? Vengono utilizzati
settori di disco più ampi a parità di quantità di dati scritti, utilizzando
una velocità lineare di scrittura di 1.4m/s contro i normali 1.2m/s.

In questo modo però si paga un prezzo in fatto di capacità: un disco da 650MB, 74 minuti, potrà contenere solo 63 minuti di
tracce audio, mentre per i CD da 700MB, 80 minuti, arriviamo a 67 minuti. I CD
così scritti, sempre stando a Yamaha, dovrebbero essere riconosciuti più
facilmente da lettori da tavolo ed in generale da lettori non limitati al campo
informatico (un esempio possono essere anche le autoradio).
Abbiamo ovviamente provato a masterizzare due CD
utilizzando sia il metodo standard che quello definito Audio Master Quality
Recording, selezionabile direttamente dal software Nero di Ahead. La differenza
in fatto di spazio utilizzato su disco, a parità di quantitativo di MB, è
evidente anche a occhio nudo, come riportato nella foto sottostante.

Riguardo ai benefici offerti dalla modalità abbiamo
riscontrato una qualità effettivamente superiore masterizzando CD audio
partendo da files mp3 a 128 Kbps. Ascoltando in cuffia i due CD, quello ottenuto
utilizzando l'Audio Master Quality Recording offre una stereofonia più marcata
ed un'equalizzazione arricchita in ogni frequenza, anche se in modo non
drastico. L'ascolto per mezzo di casse economiche da PC annulla ogni differenza
sostanziale, tranne che per un orecchio davvero esperto e poco suggestionabile.
Partendo da files wav invece abbiamo riscontrato
notevoli problemi, ottenendo praticamente un CD inascoltabile a causa di una
eccessivo livello di registrazione. Evidentemente l'enfatizzazione delle
frequenze e del volume generale è stato studiato per ottenere risultati
brillanti partendo da files mp3.
Seguono i grafici rimpiccioliti dei
masterizzatori in prova relativi all'estrazione delle tracce audio.