Volano stracci tra Amazon e Perplexity: il browser AI Comet è un problema. Ecco perché
Amazon ha inviato una lettera di "Cease and Desist" a Perplexity, accusando l'azienda di violare i propri termini di servizio con l'uso di agenti AI come Comet. Amazon difende il suo controllo sull'esperienza di acquisto, mentre Perplexity sostiene che l'uso di agenti sia in linea con i diritti degli utenti. Un caso che potrebbe incidere sul nascente panorama dei browser AI agentici.
di Manolo De Agostini pubblicata il 05 Novembre 2025, alle 06:11 nel canale WebAmazonPerplexity










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20 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info1) Le vulnerabilità ci sono ovunque, sia nei browser normali sia in quelli AI. Quindi la tesi è irrilevante.
2) Linkando privacytest si vuole far passare l'errato messaggio che Brave sia il browser più sicuro e privacy safe. Lo fanno tutti quelli che usano Brave pensando di fare i fighi. Quello che non sanno è che Brave è famoso per essere tutto meno che sicuro. Infatti fino a non molto tempo fa Brave faceva hijacking delle pagine web degli utenti, inserendo link di affiliazione al posto dei normali link che si trovavano nelle pagine. Sopratutto con servizi di crypto come Binance di cui modificava i link aggiungendo il loro ref code senza dire nulla. Ci fu anche un polverone a riguardo. Ed è tuttora verificabile nel source code sul loro github (https://github.com/brave/brave-core...er_data.cc#L14).
Ma questo chi usa Brave mica lo sa. Continuate a fidarvi di Brave da bravi pecoroni.
Ah dimenticavo. L'autore di privacytest è un ex dipendente di Mozilla, ora dipendente di Brave. Casualmente.
Ma dai, che cose interessanti che si vengono a sapere.
Ma se il venditore (nel mio caso) è sempre Amazon?
Fai un esempio reale, così posso vedere e risponderti. A volte è normale trovare prezzi non convenienti su maggiori quantità, dipende da mille fattori. Ad esempio se vogliono togliersi delle scorte prima di altre.
ad esempio "ssd 2tb nvme"
tra i risultati ti piazza a random dischi in cui c'è scritto (in piccolo) sponsorizzato ma da 1 tb
ad esempio "ssd 2tb nvme"
tra i risultati ti piazza a random dischi in cui c'è scritto (in piccolo) sponsorizzato ma da 1 tb
Non mi sembra cosi drammatica la cosa, facendo la ricerca da te suggerita, la prima pagina contiene 63 risultati di cui:
1 sponsorizzato da 8TB;
1 sponsorizzato da 4TB;
1 non sponsorizzato da 1TB;
1 non sponsorizzato da 4TB;
1 più venduto da 1TB.
L'algoritmo con "in evidenza" non è perfetto ma non mi sembra "di parte", 58 articoli rispettano i parametri di ricerca.
Se imposti "ordine crescente" ci in fila anche i SATA, che però non sono sponsorizzati.
Diciamo che da Amazon ci si aspetterebbe di meglio come ricerca.
1) Le vulnerabilità ci sono ovunque, sia nei browser normali sia in quelli AI. Quindi la tesi è irrilevante.
2) Linkando privacytest si vuole far passare l'errato messaggio che Brave sia il browser più sicuro e privacy safe. Lo fanno tutti quelli che usano Brave pensando di fare i fighi. Quello che non sanno è che Brave è famoso per essere tutto meno che sicuro. Infatti fino a non molto tempo fa Brave faceva hijacking delle pagine web degli utenti, inserendo link di affiliazione al posto dei normali link che si trovavano nelle pagine. Sopratutto con servizi di crypto come Binance di cui modificava i link aggiungendo il loro ref code senza dire nulla. Ci fu anche un polverone a riguardo. Ed è tuttora verificabile nel source code sul loro github (https://github.com/brave/brave-core...er_data.cc#L14).
Ma questo chi usa Brave mica lo sa. Continuate a fidarvi di Brave da bravi pecoroni.
Ah dimenticavo. L'autore di privacytest è un ex dipendente di Mozilla, ora dipendente di Brave. Casualmente.
Intanto modera i termini, qui quello che capisce poco sei tu. Tipico di chi non ha argomentazioni valide attaccare l'interlocutore invece di discutere nel merito. Conosco brave dal 2015 quando utilizzava il codice di firefox invece di chromium...
1) I browser presunta AI introducendo nuove funzionalità aumentano la superficie di attacco e di conseguenza la possibilità di vulnerabilità. Infatti, i fatti lo dimostrano.
2) In realtà, i migliori browser sul sito in questione sono basati su gecko (firefox) e non su blink (chromium). In particolare sono libreWolf (firefox personalizzato a dovere, come dovrebbe essere un browser che si definisce dalla parte degli utenti mentre in realtà li traccia), mullvad e TOR (browser ancora più di nicchia). Nel mondo chromium, brave è certamente il migliore lo confermano tali test, ma anche quello della protezione contro il fingerprinting della EFF. Il progetto privacytests.org è open source, verificabile e modificabile, il gestore del progetto dichiara apertamente di essere stato assunto da brave dopo aver iniziato il progetto. Se ritieni opportuno puoi richiedere le modifiche che vuoi, ma per dire che il test è di parte ci vogliono le prove, altrimenti sono solo parole. Se conosci test migliori, ne possiamo parlare.
Per quanto riguarda brave, non è perfetto e i difetti sono noti e presenti anche su wikipedia, concordo con te che la parte relativa alle criptovalute non sia buona, ma è disattivata come impostazione predefinita.
Inoltre, test di terze parti mostrano che con le impostazioni di default è una delle migliori scelte, soprattutto su android dove solo firefox supporta adblocker seri come ublock origin e su iOS dove il motore di default è webkit.
1) I browser presunta AI introducendo nuove funzionalità aumentano la superficie di attacco e di conseguenza la possibilità di vulnerabilità. Infatti, i fatti lo dimostrano.
2) In realtà, i migliori browser sul sito in questione sono basati su gecko (firefox) e non su blink (chromium). In particolare sono libreWolf (firefox personalizzato a dovere, come dovrebbe essere un browser che si definisce dalla parte degli utenti mentre in realtà li traccia), mullvad e TOR (browser ancora più di nicchia). Nel mondo chromium, brave è certamente il migliore lo confermano tali test, ma anche quello della protezione contro il fingerprinting della EFF. Il progetto privacytests.org è open source, verificabile e modificabile, il gestore del progetto dichiara apertamente di essere stato assunto da brave dopo aver iniziato il progetto. Se ritieni opportuno puoi richiedere le modifiche che vuoi, ma per dire che il test è di parte ci vogliono le prove, altrimenti sono solo parole. Se conosci test migliori, ne possiamo parlare.
Per quanto riguarda brave, non è perfetto e i difetti sono noti e presenti anche su wikipedia, concordo con te che la parte relativa alle criptovalute non sia buona, ma è disattivata come impostazione predefinita.
Inoltre, test di terze parti mostrano che con le impostazioni di default è una delle migliori scelte, soprattutto su android dove solo firefox supporta adblocker seri come ublock origin e su iOS dove il motore di default è webkit.
Non ho attaccato nessuno sul personale e la mia risposta anzi è stata prettamente tecnica.
Il fatto che quell'opzione oggi sia disabilitata di default è solo perché è scoppiato il casino.
Se nessuno se ne accorgeva era ancora li.
Detto questo il punto è che i dev di Brave hanno perso ogni fiducia dopo quell'episodio. Chi me lo dice che in futuro non infilano altro nei codice (si ok è su GitHub ma è relativo).
Il CEO di Brave, che attenzione non è uno qualunque ma è l'ex fondatore di Mozilla nonché il creatore di JavaScript, ha più volte dimostrato di essere... come dire... un po' dittatoriale nei metodi e risposte. Se ti leggi il confronto con chi aveva scoperto la cosa delle cripto su X capisci cosa intendo.
Scusa l'intromissione, non ho mai capito perché ci fossero pagine diverse per lo stesso prodotto, il codice EAN non dovrebbe essere sempre lo stesso?
Teoricamente si, praticamente ognuno volendo può inserire anche Ean inventati ma validi oppure comprati per avere una scheda diversa. è molto comune anche che alcuni seller non hanno la lista Ean nei loro prodotti e richiedono l'esenzione.
Allora, evidentemente, non conosci il significato delle parole...
Se nessuno se ne accorgeva era ancora li.
Detto questo il punto è che i dev di Brave hanno perso ogni fiducia dopo quell'episodio. Chi me lo dice che in futuro non infilano altro nei codice (si ok è su GitHub ma è relativo).
Il CEO di Brave, che attenzione non è uno qualunque ma è l'ex fondatore di Mozilla nonché il creatore di JavaScript, ha più volte dimostrato di essere... come dire... un po' dittatoriale nei metodi e risposte. Se ti leggi il confronto con chi aveva scoperto la cosa delle cripto su X capisci cosa intendo.
In base alle mie conoscenze, le impostazioni relative alla parte sulle criptovalute, sono sempre state disattivate come default anche prima del "casino". Inoltre, è stato come darsi la zappa sui piedi perché, essendo open source, sarebbe venuto fuori. Ricordiamoci che all'utente, dal punto di vista della privacy, questo non ha influito negativamente.
Il codice è open source con licenza MPL 2.0 (weak copyleft) e quindi completamente analizzabile da terze parti. Ti fidi di più di software closed source come chrome, edge, opera o vivaldi?
Conosco bene chi sia Eich e la sua storia e sinceramente più che alle chiacchere bado ai fatti.
Sono sempre stato un sostenitore, anche economico, di mozilla, ma loro si che hanno compromesso la privacy degli utenti attivando il tracciamento integrato come default dalla versione 128 (risposta ridicola del CTO alle critiche). Per una "no-profit" che scrive il suo manifesto e si proclama paladina della privacy degli utenti, trovo ridicolo che nel 2025 non abbia ancora un adblock integrato (probabilmente non può farlo o google chiude i finanziamenti). Per questo sono migrato a libreWolf che è firefox con ublockorigin e alcune impostazioni contrarie alla privacy disattivate come default, ovvero quello che dovrebbe essere firefox se non predicassero bene e razzolassero male.
P.S. brave è uno dei pochi software, insieme a signal e adguard, a disattivare windows recall ovvero a preservare la privacy degli utenti e di chi comunica con loro.
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