Cinemagoal: abbonamenti illegali a Sky, DAZN e Netflix. Oltre 100 perquisizioni in tutta Italia
La Guardia di Finanza ha eseguito oltre 100 perquisizioni nell'ambito di un'indagine sulla diffusione illegale di contenuti streaming tramite una piattaforma chiamata Cinemagoal. Il sistema utilizzava server esteri, macchine virtuali e tecniche di offuscamento per aggirare i controlli. Stimati danni per circa 300 milioni di euro.
di Manolo De Agostini pubblicata il 22 Maggio 2026, alle 10:31 nel canale WebLa Guardia di Finanza di Ravenna, con il supporto dei Nuclei Speciali Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche e Beni e Servizi, ha avviato una vasta operazione contro la diffusione illegale di contenuti audiovisivi protetti da copyright. L'indagine, coordinata dalla Procura di Bologna, ha portato all'esecuzione di oltre 100 perquisizioni e sequestri su scala nazionale.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il sistema illecito avrebbe consentito a numerosi utenti di accedere a contenuti premium distribuiti da piattaforme come Sky, DAZN, Netflix, Disney+ e Spotify attraverso abbonamenti non autorizzati.
Al centro dell'inchiesta figura una piattaforma chiamata "Cinemagoal", descritta dagli investigatori come una soluzione tecnologica più sofisticata rispetto ai tradizionali sistemi IPTV illegali, spesso indicati colloquialmente come "pezzotto". L'applicazione installata sui dispositivi degli utenti avrebbe stabilito una connessione con server collocati all'estero, permettendo la decodifica dei contenuti protetti senza esporre direttamente l'indirizzo IP del cliente finale.

L'infrastruttura individuata si basava anche sull'utilizzo di macchine virtuali operative ininterrottamente sul territorio nazionale. Secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, tali sistemi acquisivano periodicamente i codici di accesso di abbonamenti legittimi intestati a identità fittizie, ritrasmettendoli poi agli utenti registrati al servizio illegale. Questo approccio avrebbe consentito non solo di aggirare i sistemi di protezione implementati dalle piattaforme di streaming, ma anche di migliorare la stabilità e la qualità della visione rispetto ai tradizionali flussi IPTV.
Uno degli aspetti considerati più rilevanti dagli investigatori riguarda proprio il livello di anonimizzazione offerto agli utenti finali. L'accesso al servizio, infatti, sarebbe stato pubblicizzato come meno esposto ai controlli automatici adottati dalle piattaforme anti-pirateria, grazie a un sistema di intermediazione capace di mascherare la provenienza effettiva delle connessioni.
L'organizzazione avrebbe potuto contare su oltre 70 rivenditori incaricati della distribuzione degli accessi illegali. Gli abbonamenti venivano proposti con costi annuali compresi tra 40 e 130 euro, variabili in base ai pacchetti disponibili. I pagamenti sarebbero stati effettuati prevalentemente tramite criptovalute o mediante conti esteri e intestazioni fittizie, con parte dei proventi successivamente redistribuita agli organizzatori.
L'operazione ha coinvolto anche autorità straniere attraverso il coordinamento di Eurojust. Le attività condotte in Francia e Germania hanno portato al sequestro dei server contenenti i dati necessari alla decodifica dei segnali audiovisivi e del codice sorgente dell'applicazione utilizzata dalla rete.

Parallelamente, gli investigatori hanno confermato la presenza di infrastrutture IPTV tradizionali utilizzate per finalità analoghe. Il materiale informatico sequestrato sarà ora analizzato per identificare ulteriori soggetti coinvolti, inclusi gli utenti finali che avrebbero acquistato gli abbonamenti illegali.
Secondo una prima stima elaborata con il supporto delle aziende danneggiate, il danno economico accumulato negli anni ammonterebbe a circa 300 milioni di euro in mancati introiti derivanti dai diritti di distribuzione.
Nel frattempo, la Guardia di Finanza ha annunciato la notifica delle prime sanzioni amministrative nei confronti di circa 1000 utenti identificati. Gli importi previsti oscillano tra 154 e 5000 euro.
Andrea Duilio, Amministratore Delegato di Sky Italia, ha commentato così l'operazione della GdF: "Voglio ringraziare la Guardia di Finanza di Ravenna e la Procura di Bologna per questa importante operazione antipirateria che dimostra la crescente efficacia nel contrastare anche le tecnologie più sofisticate. Chi sceglie lo streaming illegale non solo alimenta i profitti milionari di organizzazioni criminali, ma rischia anche sanzioni ed espone i propri dati personali a furti e truffe".










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7 Commenti
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Ma i pirati, quelli veri e non i clienti dei pirati, li hanno presi ?? a me pare che coloro che hanno messo su questo sistema siano a piede libero, probabilmente in stati non UE, quindi ci sono tutte le basi per ricreare l'infrastruttura, come dire, morto un Papa...
sai com'è, sia le istituzioni che le associazioni a delinquere travestite da piattaforme di streaming vogliono solo monetizzare, poco importa che avvenga fornendo un servizio o mediante sanzioni, multe e gogne pubbliche.
Finchè riescono a spremere i clienti, non hanno nessun interesse a beccare i fornitori. Detta come va detta, [U]chi vive del problema non ha nessun intenzione a risolverlo[/U], pertanto che continuino a beccare e spremere solo i clienti, non mi sembra un caso. I fornitori continuano a portare nuovi clienti da multare e spremere per bene, se becchi i fornitori del servizio non tiri su le stesse cifre e se interrompi il servizio, non puoi continuare a monetizzare sui clienti.
Cinemagoal in pratica affittava virtual machine dedicate all'autenticazione sulle suddette piattaforme attraverso abbonamenti leciti, ma intestati a soggetti terzi e/o fittizi, che si occupavano del salvataggio ogni tot minuti dei token di autenticazione e alla ri-distribuzione in tempo reale, tramite server localizzati invece all'estero, fino all'applicazione installate dai clienti finali.
Quindi per i vari Sky, DAZN e Netflix gli stessi utenti pirata venivano "percepiti" come utenti legittimi.
C'è da dire che non mancano di inventiva !
mi sento più tutelato, e la vita dei miei familiari da oggi è migliorata nettamente.
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ma più che altro: c'è ancora qualcuno che paga per il pezzotto?
se continuano a contrastare significa di si e forse sono anche più di quelli in regola
se poi intendi che basta il sito streaming, beh di solito gli eventi sono belli visti in TV e che milioni di persone utilizzano (vedi gli ascolti delle trasmissioni spazzatura che propone RAI & Co. )
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