Torni in ufficio o ti licenzio: l'ultimatum del CEO di Amazon Web Services

Il CEO di AWS, Matt Garman, ha difeso la decisione di Amazon di imporre il ritorno in ufficio 5 giorni alla settimana, chiudendo l'era dello smart working. Secondo lui ci sono solo benefici, e chi non vuole uniformarsi è libero di lasciare l'azienda.
di Manolo De Agostini pubblicata il 20 Ottobre 2024, alle 13:01 nel canale WebAmazonAWS
Qualche settimana fa il CEO di Amazon Andy Jassy ha annunciato che i dipendenti dovranno tornare in pianta stabile in ufficio dal 2 gennaio 2025, abbandonando così lo smart working a cui si erano abituati dalla pandemia.
Il ritorno in ufficio 5 giorni a settimana è stato accolto con un certo malumore da parte dei dipendenti, ma la misura è stata difesa dal CEO di AWS, Matt Garman, il quale ha dichiarato che chi non la sostiene può andarsene in un'altra azienda.
In una riunione con tutti i dipendenti di AWS, l'amministratore delegato della sussidiaria ha detto che nove lavoratori su dieci con cui ha parlato sono favorevoli alla nuova policy, che entrerà in vigore a gennaio. "Se ci sono persone che non lavorano bene in quell'ambiente e non vogliono farlo, non c'è problema, ci sono altre aziende in giro", ha detto Garman.
"Comunque, non lo dico in senso negativo", ha aggiunto, "vogliamo essere in un ambiente in cui si lavora insieme. Quando vogliamo innovare davvero, su prodotti interessanti, non ho visto la possibilità di farlo quando non siamo di persona", ha detto Garman.
Secondo quanto riportato da Reuters, la decisione ha fatto arrabbiare molti dipendenti di Amazon. Oltre a perdere tempo per spostarsi in ufficio, i dipendenti sostengono che non ci sono dati indipendenti che supportino i benefici del lavoro in ufficio.
Amazon ha reintrodotto il lavoro in ufficio inizialmente per tre giorni alla settimana, ma ora ha deciso di renderlo obbligatorio per 5 giorni. In passato, ad alcuni dipendenti che non si erano uniformati alla direttiva, è stato detto che si stavano "dimettendo volontariamente" e sono stati esclusi dai sistemi aziendali.
"Sono davvero entusiasta di questo cambiamento", ha dichiarato Garman. "So che non tutti lo sono", ha aggiunto il CEO, sostenendo che è troppo difficile raggiungere gli obiettivi aziendali solo con gli attuali tre giorni obbligatori di lavoro in ufficio, in quanto le persone frequentano il posto di lavoro in giorni diversi e non collaborano, imparando l'uno dall'altro.
In particolare, Garman ha affermato che i principi che muovono l'operatività di Amazon sono difficili da fare propri se si sta insieme solo per tre giorni a settimana. "Non si possono interiorizzare leggendoli sul sito web, bisogna viverli giorno per giorno", ha detto. Anche esprimere disaccordo su un progetto, ha spiegato il CEO, è qualcosa di difficile da fare in una videochiamata a distanza.
45 Commenti
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Ma nooo... Garman, tu non sai di cosa parli.
Imparare? E cosa mai significherà questa parola?
Forse il caro Garman intendeva scontrarsi, litigare, essere astiosi, guardarsi male?
Ah, già. Ora ricordo: troppa vita sociale.
Non dirlo troppo forte, Garman, qualcuno potrebbe prenderla a male.
Indubbiamente, ma era già tutto previsto.
Hanno tamponato il momento pandemia sapendo che i nuovi assunti direttamente in smart-working sarebbero stati un investimento utile solo per quel determinato periodo.
In presenza si perde meno tempo per spiegare le cose e si ottengono risultati più rapidamente
In smart ci sono molte cose che funzionano ma normalmente richiedono un alto grado di indipendenza ed è difficile coniugare persone in smart con persone in presenza quando si sta sviluppando un progetto, si nota proprio che si viaggia a due velocità diverse..
Ammetto che lo capisco il ragionamento di AWS.. ci stiamo ragionando anche noi piccini che certi lavori si faranno SOLO in presenza e altri ANCHE in smart
Meno sbattimenti per l'azienda e figura migliore.
Ne so qualcosa...
ma secondo me in realtà manca la volonta di attuare una gestione del personale sensata laddove manca la responsabilizzazione del personale stesso... della serie la gente si mette in smart a caso, ha solo una quota settimanale di giorni in ufficio obbligatori da rispettare invece di una pianificazione mensile delle giornate a progetto/mansione, ne deriva che tanti sicuramente faranno smart nei giorni meno indicati.
L'unica ragione per me per cui é piú comodo l'ufficio di casa é per via dell'ergonomia della postazione, decisamente migliore in ufficio. E per la maggiore vedlocitá della rete nel collegarmi ai server dei clienti che, non dovendo passare per la vpn aziendale, mi rende dall'ufficio piú facile svolgere alcune attivitá come il debugging verso database remoti.
Per il resto, e parlo soprattutto del rapporto con i colleghi, non cambia assolutamente nulla. Zero rapporti in ufficio (per ragioni che non dipendono da me), zero rapporti a casa.
Peró é vero che sono a 30 minuti di camminata dal lavoro, 15 in media in auto, quindi mi va molto bene: ho conosciuto colleghi che si facevano oltre un'ora all'andata, e oltre un'ora al ritorno. Capisco che lotterebbero fino all'ultimo per lo smart working...
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