Schiaffo a Zuckerberg, offerta da 1 miliardo rifiutata: la corsa ai talenti AI non è solo una questione di soldi
Meta ha tentato di reclutare il team di Thinking Machines Lab, startup fondata dall'ex dirigente di OpenAI Mira Murati, con offerte da capogiro che hanno superato il miliardo di dollari. Nessuno ha accettato. La strategia aggressiva di Zuckerberg il nuovo Superintelligence Lab solleva interrogativi sulla visione e sulla leadership dell'iniziativa.
di Manolo De Agostini pubblicata il 01 Agosto 2025, alle 09:21 nel canale WebMeta
Meta continua la sua corsa sfrenata per accaparrarsi i migliori talenti nel settore dell'intelligenza artificiale, ma non tutti sembrano intenzionati a salire a bordo. Secondo quanto riportato da Wired, l'azienda guidata da Mark Zuckerberg ha avviato una campagna di reclutamento rivolta al team di Thinking Machines Lab (TML), una startup fondata dall'ex CTO di OpenAI, Mira Murati.
In un mercato AI sempre più competitivo e caratterizzato da valutazioni vertiginose, Meta ha presentato offerte multimilionarie a più di una dozzina di dipendenti della startup. In almeno un caso, l'offerta avrebbe superato il miliardo di dollari in compensi distribuiti su più anni. Altri pacchetti retributivi, secondo le fonti, oscillavano tra i 200 e i 500 milioni di dollari, con compensi annuali iniziali compresi tra i 50 e i 100 milioni.

Nonostante queste cifre da capogiro, finora nessuno degli ingegneri di TML ha accettato. Una scelta che solleva domande non solo sull'efficacia della strategia di reclutamento di Meta, ma anche sulla reputazione della neonata Meta Superintelligence Lab (MSL), il nuovo centro di ricerca AI dell'azienda.
Il team di TML, oggi valutato 12 miliardi di dollari pur non avendo ancora rilasciato alcun prodotto, sembra avere poca motivazione economica per cambiare casacca. Secondo fonti interne, l'incertezza sulla leadership di Alexandr Wang, cofondatore di Scale AI scelto da Zuckerberg per guidare MSL, avrebbe alimentato il disinteresse. A Wang viene attribuito uno stile dirigenziale poco convincente e una limitata esperienza, elementi che pesano nelle valutazioni dei potenziali candidati.
Meta ha già reclutato figure di spicco come Ruoming Pang (ex Apple) e ha tentato approcci diretti tramite messaggi su WhatsApp, in cui Zuckerberg promuove una visione ambiziosa dell'AI come strumento per migliorare l'esperienza utente nei servizi Meta: dagli assistenti personali alle interazioni per creator, sviluppatori e imprese.
Tuttavia, alcuni candidati rimangono scettici sull'impatto reale dei progetti proposti. Secondo più fonti, l'idea di lavorare a modelli AI per potenziare Reels o Facebook risulta poco stimolante rispetto a missioni più idealistiche come quelle di OpenAI o Anthropic.
La pressione ora è tutta su Meta e sul team di MSL, che dovrà dimostrare di poter trasformare questo massiccio investimento in una reale leadership nel campo dell'AI. Ma per ora, almeno per Thinking Machines Lab, la risposta è stata un secco no.










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2 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoInfatti. Meta avrá anche una quantitá immane di denaro, ma se penso ad AI mi viene in mente la guida autonoma, chatGPT, i modelli generativi etc.
Ma Meta? A cosa le serve una AI? Ad alimentare facebook?
Per gente che guadagna giá milioni, probabilmente é a questo punto piú interessante una compagnia/startup con una visione piú stimolante che quella che puó proporre Facebook...
Se poi uno ha quote di azioni della startup per cui lavora e crede che saliranno molto di più di quanto sia l'offerta anno su anno di Meta, a quel punto non ci si pensa nemmeno.
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