Oscar 2026, l’Academy sceglie la linea neutra: "L’intelligenza artificiale non aiuta né ostacola le nomination agli Oscar"
L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha scelto di non prendere una posizione netta sull’uso dell’intelligenza artificiale nei film candidati agli Oscar, lasciando ai membri il compito di valutare il peso dell’autorialità umana nelle opere in gara
di Andrea Bai pubblicata il 22 Aprile 2025, alle 10:31 nel canale WebL’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha comunicato ufficialmente che adotterà una posizione di fatto neutrale sull’uso dell’intelligenza artificiale generativa nei film candidati agli Oscar. La decisione è stata inserita nelle nuove linee guida per il regolamento della 98esima edizione degli Academy Awards e rappresenta la risposta alle polemiche sollevate nel 2024 al momento delle nomination per le opere "The Brutalist" e "Emilia Pérez", le cui produzioni hanno ammesso di aver usato strumenti IA per modificare le performance vocali degli attori.
Il caso di “The Brutalist” era stato emblematico: la produzione aveva utilizzato l’IA per perfezionare gli accenti ungheresi degli attori e per generare elementi architettonici in alcune sequenze, dopo che il tradizionale lavoro con i coach di dizione e il doppiaggio non aveva raggiunto il livello di precisione desiderato. In risposta alle polemiche sollevate, il regista aveva affermato che l'obiettivo era quello di preservare l’autenticità linguistica, intervenendo solo per migliorare la naturalezza delle battute in ungherese, senza voler sostituire le performance degli interpreti.

Nel nuovo regolamento viene esplicitato che l'uso di strumenti di intelligenza artificiale o di altri strumenti digitali "non aiuta e non ostacola le possibilità di ottenere una nomination". L’Academy precisa che per la scelta delle opere da premiare verrà valutato il risultato artistico tenendo conto “del grado in cui un essere umano è stato al centro dell’autorialità creativa”. Il criterio guida rimane, pertanto, la centralità dell'apporto umano all'opera, ma il regolamento non fissa alcun limite esplicito per l'impiego di strumenti IA e non impone nemmeno l'obbligo di dichiarare l'eventuale uso di questi strumenti nella procedura di candidatura. Fondamentalmente l'Academy preferisce mantenere una linea attendista, lasciando che siano i singoli membri a valutare l'autorialità umana caso per caso.
La posizione dell’Academy si pone in contrasto con quella dei sindacati degli sceneggiatori (WGA) e degli attori (SAG-AFTRA), che durante gli scioperi del 2023 avevano espresso forte preoccupazione per il rischio che l’AI potesse sostituire il lavoro umano, riducendo le opportunità occupazionali e mettendo a rischio la tutela dei diritti d’autore e la giusta remunerazione. Gli accordi raggiunti dopo mesi di trattative hanno introdotto clausole importanti: gli studios non possono utilizzare immagini, voci o performance digitali degli attori senza il loro consenso esplicito e devono garantire una compensazione equa per l’uso di doppioni digitali o voci sintetiche. Anche la questione della formazione delle AI su materiale protetto da copyright resta aperta e oggetto di controversie legali, con i sindacati che chiedono maggiore trasparenza e protezione per gli autori e i performer.










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4 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoadesso c'è il tizio con baffi e mullet tipo Benson Boone, ieri c'era il Volo il trio tenorile identico al Divo, Forte, Forestella, ma ci sono gruppi identici in Francia, Germania, Olanda, cantano tutti robaccia, è incredibile.
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