La Banca Centrale Ceca valuta un investimento pionieristico in bitcoin

Il governatore della Banca Nazionale Ceca, Aleš Michl, prevede di proporre al consiglio un piano per investire fino al 5% delle riserve nazionali in bitcoin, segnando un possibile primato tra le banche centrali occidentali. L'obiettivo è diversificare il portafoglio, ma i rischi non mancano
di Andrea Bai pubblicata il 29 Gennaio 2025, alle 14:34 nel canale WebBitcoin
Il governatore della Banca Nazionale Ceca (CNB), Aleš Michl, ha annunciato l'intenzione di proporre al consiglio dell'istituto un piano per investire parte delle riserve nazionali in bitcoin. L'iniziativa, se dovesse trovare l'approvazione del consiglio, potrebbe rendere la CNB la prima banca centrale occidentale a detenere criptovalute tra i propri asset.
Michl ha dichiarato al Financial Times che il piano prevede di destinare all'acquisto di bitcoin fino al 5% delle riserve totali della banca, equivalenti a circa 140 miliardi di euro, come strategia per diversificare il portafoglio.
Il governatore dell CNB riconosce l'elevata volatilità e la relativamente breve storia del bitcoin, ma al contempo evidenzia il crescente interesse degli investitori verso le criptovalute, soprattutto dopo il lancio di ETF da parte di giganti come BlackRock. Michl ha inoltre citato l'influenza crescente delle criptovalute negli Stati Uniti sulla scia delle recenti iniziative dell'amministrazione Trump per valutare la creazione di una riserva digitale nazionale.
Czech National Bank’s goal is price stability. When we took office in July 2022, inflation was 17.5%. We brought it down to target. We are also diversifying reserves—gradually increasing gold holdings from 0% to around 5% and planning for 30% in equities. An asset under… https://t.co/Au7fwJVHEU
— Aleš Michl (@MICHLiq_) January 29, 2025
Michl ha spiegato che l'investimento in bitcoin potrebbe essere vantaggioso per la diversificazione degli asset della banca centrale. Il governatore della CNB ha però ammesso che la natura speculativa del bitcoin comporta rischi significativi, incluso il potenziale azzeramento del suo valore. Nonostante ciò, ha dichiarato di essere pronto ad affrontare possibili perdite, riconoscendo che l'investimento in bitcoin potrebbe anche avere un epilogo simile a quello di precedenti esperienze negative con titoli come Enron o Wirecard.
La mossa proposta si discosta nettamente dalla strategia tradizionale delle banche centrali, che solitamente investono le loro riserve in asset conservativi come titoli di Stato statunitensi o obbligazioni ad alta affidabilità. Attualmente, solo una minoranza di banche centrali ha esplorato le criptovalute come opzione d'investimento. Tra queste spicca El Salvador, che ha reso il bitcoin moneta legale nel 2021 e detiene oltre 6.000 unità della criptovaluta nel proprio tesoro.
Michl si è definito un "pioniere" rispetto ai suoi colleghi banchieri centrali e ha sottolineato la sua esperienza come ex gestore di fondi d'investimento, rimarcando le forti differenze rispetto ad altri "colleghi": di recente il governatore della Bundesbank, Joachim Nagel, ha paragonato il bitcoin ai "tulipani digitali", riferendosi alla bolla speculativa del XVII secolo. Anche la Banca Centrale Europea ha espresso scetticismo sul valore e sull'utilità del bitcoin sia come mezzo di pagamento sia come investimento.
Secondo Michl, un eventuale investimento delle dimensioni ipotizzate (si tratterebbe di circa 7 miliardi di euro) da parte della CNB potrebbe influenzare direttamente il prezzo del bitcoin sul mercato globale.
Infine ricordiamo che nelle scorse settimane Intesa Sanpaolo in Italia ha effettuato un investimento in bitcoin per un controvalore di 1 milione di euro, definendolo "un test".
58 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoa detenere Bitcoin, che è l'opposto delle "criptovalute".
"Attualmente, solo una minoranza di banche centrali ha esplorato le criptovalute come opzione d'investimento. Tra queste spicca El Salvador"
no: El Salvador, di nuovo, ha inserito Bitcoin tra le riserve. Non le "criptovalute".
"il governatore della Bundesbank, Joachim Nagel, ha paragonato il bitcoin ai "tulipani digitali""
é un povero coglione ignorante dell'una e dell'altra cosa:
https://medium.com/thecapital/bitco...tant%20payments.
a detenere Bitcoin, che è l'opposto delle "criptovalute".
"Attualmente, solo una minoranza di banche centrali ha esplorato le criptovalute come opzione d'investimento. Tra queste spicca El Salvador"
no: El Salvador, di nuovo, ha inserito Bitcoin tra le riserve. Non le "criptovalute".
Infatti il Bitcoin andrebbe definito come criptoattività. Che poi ci siano "criptoattività" più "affidabili" rispetto ad altre è soltanto sulla base della fiducia che gli vuole dare il sistema nel suo insieme e sulla "trasparenza" o meno del processo ma è di fatto una criptoattività o se preferisci criptovaluta (anche se errato non essendo una valuta per le sue caratteristiche intrinseche ma lasciamo perdere).
L'articolo è corretto e cerca anche di far capire il dilemma in questa forma di investimento che è molto speculativo e volatile, non è un attacco al Bitcoin ma una semplice constatazione dei fatti.
L'articolo è corretto e cerca anche di far capire il dilemma in questa forma di investimento che è molto speculativo e volatile, non è un attacco al Bitcoin ma una semplice constatazione dei fatti.
No.
Inizialmente ci si riferiva a Bitcoin con il termine criptovaluta. Ma negli anni questo ha finito per includere roba eterogenea (opposta), ovvero le varie altcoins, che sono tutte roba fondamentalmente centralizzata (la decentralizzazione è la ragion d'essere di qualcosa come Bitcoin). Sono ancora fiat currency, ma peggio (privata: la fiducia e il successo delle stesse dipende da un numero ristretto di individui con interessi non necessariamente allineati a quelli della comunità, peggio ancora che una banca centrale).
Quindi il termine non si può più utilizzare in riferimento a Bitcoin e ogni articolo che lo faccia automaticamente si squalifica, perché, ad esempio, molti discorsi e rischi che valgono per le "crypto" (come quello di controparte), semplicemente non si applicano a Bitcoin. Non è questione di massimalismo, sono proprio cose del tutto diverse, con solo qualche elemento superficiale e di forma simile (come la volatilità -peraltro di entità molto diversa- , che vale per un'enormità di cose eterogenee). Un po' come dire che Sole e banane sono la stessa cosa perché composte sempre da atomi.
"Cripto-attività" è una scemenza dei regolatori europei che non vuol dire in pratica un cazzo. Un po' come i "self-hosted" o "unhosted" wallets: il wallet è solo quello "unhosted", i custodian non sono wallets, sono appunto custodi: non sono soldi tuoi.
Sono attacchi proprio anche semantici a Bitcoin, per cercare di imbrigliare il suo utilizzo in un qualche modo che piaccia al central planner. Da rispedire con forza al mittente.
Bitcoin ha senso come riserva proprio in virtù della mancanza di un central control. Le altcoins no, per lo stesso motivo per cui non ha senso una riserva di azioni Tesla o di Intesa, ad esempio. La distinzione è fondamentale.
Quale sarebbe la "robbaccia inutile" ?
Lo leggi nel titolo.
Ah allora avevo capito bene.
Beh resta la tua opinione...
Beh resta la tua opinione...
Mica tanto, che sia inutile è oggettivo.
Beh resta la tua opinione...
Non farti plagiare dalla cripto feccia!
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