Hoaxy, il motore di ricerca che traccia le bufale

Hoaxy, il motore di ricerca che traccia le bufale

L'Indiana University ha sviluppato uno strumento che traccia le notizie false ed il modo in cui si propagano sulla rete, per cercare di comprendere il problema al fine di sviluppare adeguate contromisure

di Andrea Bai pubblicata il , alle 11:31 nel canale Web
 

L'Indiana University, tramite il Center for Complex Networks and System Resaearch, ha rilasciato nel corso della giornata di ieri Hoaxy, un motore di ricerca progettato per tracciare le notizie false. Hoaxy indicizza artcoli di 132 siti noti per la pubblicazione delle cosiddette fake news, come WashingtonPost.com.co e MSNBC.website, e mostra in che modo i link di questi articoli si diffondono sui social media.

Le notizie fasulle e le bufale circolano su internet da svariati anni, ma la loro diffusione e l'impatto anche al di fuori della rete sono cresciuti esponenzialmente nell'ultimo anno, andando con grossa probabilità a condizionare gli esiti delle consultazioni elettorali e referendarie del 2016 in tutto il modo. Addirittura il Pontefice nelle scorse settimane ha paragonato la diffusione delle notizie false alla coprofilia, e Facebook ha dovuto prendere posizione con misure concrete per cercare di ostacolare il fenomeno.

Digitando qualsiasi termine, Hoaxy risponde con una lista di articoli falsi legati al termine di ricerca. Selezionando un articolo è possibile visualizzare l'influenza che ha avuto sul pubblico mediante due grafici: uno mostra la sua popolairtà nel corso del tempo, mentre l'altro mostra la ramificazione e la diffusione dell'articolo su Twitter. Hoaxy traccia inoltre quegli articoli che potrebbero non essere bufale ma che sono significativamente faziose, così come anche gli articoli di fact-checking che tuttavia non hanno il medesimo successo delle fake news.

L'Indiana University ha deciso di costruire Hoaxy per tracciare la diffusione delle fake news allo scopo di capire come possa essere possibile affrontare il problema. "Fino a quando non comprendiamo a fondo il fenomeno non è possibile mettere in atto contromisure" ha commentato Filippo Menczer, responsabile del progetto. Si tratta di un'iniziativa rivolta solamente al mercato americano, ma che potrebbe rappresentare uno spunto interessante anche per il resto del mondo.

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