Facebook, presunta evasione fiscale in Italia: non dichiarati 300 milioni di euro

Facebook, presunta evasione fiscale in Italia: non dichiarati 300 milioni di euro

Facebook deve rispondere dell'accusa di "omessa dichiarazione dei redditi" alla Guardia di Finanza e all'Agenzia dell'Entrate italiane. La sanzione potrebbe ammontare a ben 100 milioni di euro

di pubblicata il , alle 16:21 nel canale Web
Facebook
 

Dopo una lunga indagine iniziata a dicembre del 2012 il nucleo della Guardia di Finanza di Milano ha rivelato che Facebook non ha dichiarato un valore complessivo di 296,7 milioni di fatturato generato fra il 2010 e il 2016. Per giungere alla conclusione le Autorità hanno effettuato perquisizioni nella sede milanese del colosso, sequestrando una "enorme mole di documenti" che è stata esaminata, con i dati che sono stati accorpati a quelli ottenuti con gli interrogatori.

Facebook produce grossa parte del suo fatturato fornendo servizi pubblicitari ad inserzionisti ed utenti, solo che formalmente in Italia era Facebook Ireland ad irrogare il servizio, che a sua volta trasferiva i fondi a Facebook Ireland Holdings come "diritti e licenze per l'uso della piattaforma Facebook". Quest'ultima è una società collegata ovviamente al servizio social con sede alle isole Cayman, in cui vige un regime fiscale molto più permissivo rispetto a quello che abbiamo in Italia.

L'organizzazione fiscale del colosso del web viene considerata "aggressiva", con un complessivo di 54 milioni di euro per quanto riguarda le ritenute non versate su una base imponibile di quasi 200 milioni. Sotto il vaglio della Guardia di Finanza e dell'Agenzia dell'Entrate, "Facebook Inc e Facebook Ireland Limited sono state ritenute responsabili di omessa dichiarazione dei redditi", scrive il Corriere, con la sanzione "salata" che potrebbe ammontare a circa 100 milioni di euro.

Facebook non è la prima società "tech" costretta a rispondere di evasione fiscale in Italia, con un lavoro certosino compiuto dalle nostre Autorità che è partito ormai da diversi anni. Prima di Zuckerberg sono stati bacchettati altri concorrenti, fra cui Google, che ha dovuto rispondere a una sanzione per i guadagni omessi con YouTube fra il 2009 e il 2013, ed Apple, che non aveva dichiarato correttamente i redditi generati fra il 2008 e il 2013.

L'Italia potrebbe così recuperare 800 milioni dai colossi americani del mondo tecnologico, con i 100 milioni di Zuckerberg che si sommano agli oltre 620 milioni ottenuti dalle azioni nei confronti di Google e Apple, e alle altre aziende che si sono rivolte furbescamente ai cosiddetti paradisi fiscali.

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4 Commenti
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zappy04 Giugno 2018, 16:58 #1
quel che paga FB non lo devo pagare io.
ottimo
speriamo non finisca tipo debito 800ml, accordo 20ml
emiliano8404 Giugno 2018, 17:01 #2
Originariamente inviato da: zappy
quel che paga FB non lo devo pagare io.
ottimo
speriamo non finisca tipo debito 800ml, accordo 20ml


vediamo ora che non c'e' piu' renzi e non si tratta della sua amata apple...speriamo
Steve Grow04 Giugno 2018, 17:09 #3
Scusate l'ignoranza, ma in questo caso, cosa dovrebbe fatturare Facebook? quale è il contenuto che ha venduto o comprato che è fatturabile in italia, non capisco. Si intendono le pubblicità?
sna69604 Giugno 2018, 17:45 #4
Originariamente inviato da: Steve Grow
Scusate l'ignoranza, ma in questo caso, cosa dovrebbe fatturare Facebook? quale è il contenuto che ha venduto o comprato che è fatturabile in italia, non capisco. Si intendono le pubblicità?

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