WhatsApp Pay esce dalla beta: adesso è possibile pagare con il client di chat, ma non in Italia

WhatsApp Pay esce dalla beta: adesso è possibile pagare con il client di chat, ma non in Italia

Dopo circa due anni di beta il sistema di pagamenti via WhatsApp viene espanso ad un pubblico più ampio. Ad oggi, però, non ci sono novità per il mercato italiano

di pubblicata il , alle 14:11 nel canale Telefonia
WhatsApp
 

WhatsApp Pay è disponibile da circa due anni per oltre un milione di utenti, all'interno di una prima fase di test in India. Nel paese asiatico il sistema di pagamenti è stato lanciato in beta durante il 2018, e nel corso della sua attività ha dovuto affrontare diversi ostacoli normativi per ottenere l'approvazione per il lancio definitivo. Dopo due anni e i vari ostacoli, però, WhatsApp ha avviato la distribuzione della funzionalità di pagamenti per tutti in India.

WhatsApp Pay si basa su UPI (Unified Payment Interface), standard definito dalla National Payments Corporation of India (NPCI). L'azienda utilizza gli stessi metodi di altre app esistenti come Google Pay e PhonePe, con WhatsApp Pay che al lancio funziona con cinque diverse banche del paese, fra cui ICICI Bank, HDFC Bank, Axis Bank, the State Bank of India e Jio Payments Bank. Utilizzando WhatsApp gli utenti possono inviare soldi a chiunque utilizzi un'app compatibile con UPI.

A parlare della novità il CEO di Facebook (società madre di WhatsApp), Mark Zuckerberg: "Con lo standard UPI l'India ha creato qualcosa di veramente speciale e sta aprendo un mondo di opportunità per micro e piccole imprese che sono la spina dorsale dell'economia indiana. L'India è il primo paese a fare qualcosa di simile e sono lieto che stiamo stati in grado di sostenere questo impegno e di lavorare insieme per contribuire a realizzare un'India più digitale".

Nonostante la funzione stia per essere estesa con l'avvio del roll-out generale in India, al lancio l'NPCI ha imposto un limite di 20 milioni di utenti abilitati a WhatsApp Pay. Il motivo è semplice: evitare l'insorgere di un monopolio nel sistema di pagamenti digitali nel paese, visto che con i suoi 400 milioni di utenti attivi in India WhatsApp potrebbe dominare il mercato. Secondo l'Autorità indiana WhatsApp Pay potrà crescere in modo graduale, con il limite che verrà esteso nel tempo.

Stando alle nuove direttive dell'NPCI nessuna app di terze parti, quindi neanche Google Pay, potrà elaborare più del 30% del volume delle transazioni mensili via UPI in India. In precedenza il mercato è stato dominato da Google Pay e PhonePe, che solo a ottobre hanno processato 1,6 miliardi di transazioni sulle 2 miliardi avvenute attraverso lo standard di pagamento.

1 Commenti
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^VaMpIr0^06 Novembre 2020, 21:35 #1
E certo che in Italia non si può usare .....finché il nostro paese rimane "bancacentrico" e per le banche non c'è modo di frapporsi a metà tra chi paga e chi riceve, con commissioni ed oneri di sorta, questi servizi daranno sempre molta fatica ad attecchire. Il solo problema culturale dell'Italia sono le resistenze che diversi grumi di potere, dalle lobby fino alle opzioni cartello multicompagnia, non ci potra essere un cambiamento culturale. Per buona pace dei nostalgici.
Ah, per chiudere, voglio aggiungere che non sono un tifoso di WhatsApp e dei suoi servizi, per tanto non voleva essere,il mio, un intervento a favore o contro. Volevo solo sottolineare quale fosse il vero e reale motivo delle partenze ritardate o nulle di alcuni servizi già attivi in altre parti del globo. Ma, tant'è....

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