OPPO Reno2: tanta eleganza e 4 fotocamere per migliorarsi. La recensione

OPPO Reno2: tanta eleganza e 4 fotocamere per migliorarsi. La recensione

Sono passati pochi mesi dalla messa in commercio della prima generazione di Reno. Eppure OPPO decide di tornare sul mercato con Reno2 che si migliora nel comparto fotografico mantenendo un design simile ma pur sempre bello, elegante e moderno. Ci è piaciuto nella sua fascia di prezzo non contando la ColorOS ancora deprimente. Ecco la recensione.

di pubblicata il , alle 13:01 nel canale Telefonia
Oppo
 

Se dovessimo riassumere il nuovo Reno2 dovremmo parlare di un mid-range a tutto tondo con un design eccezionale, una chiara attenzione alle fotocamere e un segnale importante per gli utenti più giovani che non vogliono spendere troppo ma desiderano un device pronto per la creazione di contenuti multimediali ai tempi di Instagram e TikTok. 

La linea Reno è in circolazione da pochi mesi. Tuttavia, possiede già una moltitudine di modelli con una seconda generazione arrivata a distanza di 6 mesi dalla prima. In questo periodo l’azienda ha deciso di sperimentare molto ma di avere due punti fermi che contraddistinguessero la serie Reno: il display a tutto schermo e quella fotocamera anteriore inserita nella struttura a pinna di squalo a scomparsa. Il Reno2 è l'incarnazione della raffinata formula  di questa serie con un device concentrato su quello che la gente ha apprezzato dei precedenti telefoni Reno.

Il Reno2 sembra colmare piuttosto bene il divario tra l'originale Oppo Reno e il Reno Zoom 10x. Rispetto al suo predecessore è un chiaro aggiornamento su diversi fronti: un chipset  Snapdragon 730G più potente e più efficiente dal punto di vista energetico abbinato ad una batteria più grande. Lo schermo è cresciuto pur mantenendo la tecnologia AMOLED e tutti i vantaggi che ne derivano, inclusa la possibilità di avere un lettore di impronte digitali sotto il display. C’è poi l’importante aggiornamento della fotocamera, un chiaro sforzo da parte di Oppo per attenuare il divario importante con la più ''nobile'' configurazione della fotocamera sull'ammiraglia del Reno Zoom 10x. Qui viene sacrificato il meno possibile, pur mantenendo costi più ragionevoli. Il risultato è un solido mid-range con una fotocamera principale importante oltre a teleobiettivi e sensori ultra grandangolari.  

UNBOXING

Parlare della confezione di vendita di un telefono è sempre una delle parti meno interessanti di una recensione ma è comunque importante svelare cosa l’azienda propone agli utenti tra accessori e custodie incluse nel prezzo pagato. Detto questo, quello che viene proposto dall’azienda cinese con il nuovo Reno2 è qualcosa di più di quello che potremmo trovare con altri device e altri brand. Qui abbiamo infatti oltre al telefono, una custodia in simil pelle davvero molto ben fatta e bella da vedere. Grip importante, colorazione in tinta con il device e soprattutto una buona protezione in caso anche di caduta visto che copre le cornici laterali ed inferiore. Libera chiaramente la superiore per ovvi motivi pratici della pinna di squalo. 

Presente anche un adattatore a parete in grado di raggiungere i 20 W di potenza e supportare chiaramente la VOOC Flash Charge 3.0. Altre chicche riguardano la presenza di un paio di auricolari con classico jack da 3,5 mm visto che il device ne è ancora provvisto. 

DESIGN: bello più di tanti altri

OPPO è stata piuttosto audace in questi ultimi mesi e Reno2 ne è senza dubbio il risultato positivo finale. Tutto si potrebbe dire al nuovo Reno2 ma non che non sia un telefono affascinante con uno stile un po’ tutto suo e soprattutto grande eleganza sia nella colorazione “Ocean Blue”, ossia quella in prova, che la “Luminous Black” con un particolare sulla fascia centrale. Superfici di vetro "profonde", per lo più scure, complete dell’ormai conosciuto Dot sul retro, un marchio divenuto in qualche modo riconoscibile e spesso anche utile per non graffiare il vetro delle fotocamere che sono anche qui sempre a filo con la scocca. Il Reno2 non fa sicuramente eccezione rispetto al passato. La sua striscia posteriore verticale è particolarmente accattivante e capace di rendere quanto più simmetrico il design dello smartphone con le 4 fotocamere tutte sul filo centrale. 

Come detto una delle qualità del design di OPPO Reno2 è senza dubbio l’assenza di una qualche sporgenza dei sensori fotografici. Questi sono tutti posizionati al di sotto della superficie del Gorilla Glass che ricopre il posteriore. Un aspetto che non si vede poi così spesso negli ultimi device della concorrenza. Peccato forse per le impronte che inevitabilmente vengono rilasciate sulla back cover. Forse una superficie più trattata avrebbe reso meno “sporco” questo aspetto. 

Impronte a parte, però, ci piace molto l’aspetto di questo Reno2. Il telefono risulta molto ben costruito con la cornice in alluminio posta a sandwich tra due “lastre” di vetro Gorilla Glass capaci di inserirsi nel telaio in maniera praticamente impeccabile. Chiaramente tutto questo design e l’uso di questi materiali premium non possono che rendere il telefono un pochino scivoloso ma è questione anche di abitudine nell’usarlo in modo diverso magari rispetto ad altri device. Di fatto l’ergonomia viene migliorata anche grazie all’uso di una doppia curvatura che permette la presa migliore. 

L’idea della struttura a scomparsa per la fotocamera anteriore a forma di pinna di squalo ha sicuramente stupito gli utenti con OPPO Find X e Reno di prima generazione. L’azienda continua nel suo utilizzo trovandola comoda nel porre non solo il sensore della cam per i selfie ma anche la capsula auricolare nonché il Flash LED. La motorizzazione per l’apertura e la chiusura sembra leggermente migliorata anche se già con la prima versione di Reno la sua robustezza era stata testata positivamente. La velocità è ottima per lo sblocco facciale senza troppa attesa e ottima è anche la reattività nel caso di cadute o scatti in velocità. Al solito l’azienda propone questa funzionalità dopo aver testato per migliaia e migliaia di volte il sistema verificando come l’utente possa utilizzarlo senza problemi per oltre 5 anni. 

Al posteriore manca un lettore classico delle impronte digitale ma questo perché l’azienda posizionando un pannello AMOLED nella parte anteriore ha avuto la possibilità di porlo al di sotto proprio di questo pannello. Veloce nella registrazione dell’impronta così come altrettanto veloce nel riconoscimento per ogni sblocco. Risulta anche molto affidabile a livello di sicurezza con un sensore che difficilmente sbaglia il riconoscimento al primo tentativo e soprattutto tende a non sbloccare lo smartphone con altre impronte come deve essere. 

A livello di pulsanti, OPPO Reno2, non vede cambiamenti rispetto al passato. Sono presenti quelli del volume a sinistra e un pulsante di accensione e spegnimento a destra. Apprezziamo il piccolo accento di colore su quest'ultimo. La cornice inferiore ospita una porta USB 2.0 di tipo C quindi ancora una volta il jack audio da 3,5 mm e un singolo altoparlante che risulta anche l’unico altoparlante del device.  

Sulla connettività il Reno2 possiede uno slot doppio per la SIM e l’espansione della memoria che lavora in modalità ibrida ossia o con due SIM oppure con una SIM e la MicroSD per l’espansione della memoria. Il resto però prevede connettività LTE di Cat.15, il Bluetooth 5.0 con profili A2DP e LE, Wi-Fi ac dual-band ed infine A-GPS con supporto GLONASS, GALILEO e BDS. 

DISPLAY: 93.1% di superficie per il massimo

Parliamo ora del display che in Reno2 sembra migliorato rispetto alla passata generazione grazie ad un piccolo aggiornamento evidente ai più esperti e capace comunque di avvicinare il nuovo Reno2 al top di gamma Reno Zoom 10x. A livello dimensionale siamo in presenza di un pannello full screen da 6,5 ​​pollici con un form factor di 20:9, ossia molto più allungato rispetto alla larghezza. Molto bello da vedere senza alcuna notch o cornice che possa intralciare la visualizzazione dei contenuti 

A livello tecnico siamo in presenza di un pannello AMOLED con risoluzione di 2.400 x 1080 pixel la quale permette di raggiungere una densità di pixel pari a 401ppi il che lo rendono perfettamente nitido agli occhi umani. Ottimo da questo punto di vista con un pannello capace di rendere bene in ogni situazione che sia essa con molta luce diretta o anche in zone di ombra e buio. 

Come per la passata generazione anche qui la ColorOS non permette molte opzioni di visualizzazione: si può scegliere per la Vivace (spazio colore DCI-P3) e quella Delicata (spazio colore sRGB). Presente anche un semplice e primitivo cursore della temperatura del colore che va dal Freddo al Caldo passando per il Default. Presente un basico Always-On che permette di visualizzare le informazioni dell’orologio, della batteria residua e della data anche a schermo spento. non può essere però personalizzato come la concorrenza se non nella sua accensione o nel suo spegnimento in base all’orario. 

HARDWARE: Snapdragon 730G basta con 8GB di RAM

OPPO Reno2 è costruito a livello hardware su di un chipset Snapdragon 730G nuovo, moderno e anche efficiente. Sulla CPU sappiamo che è in possesso di due core Kryo 470 Gold (Cortex-A76) con clock a 2,2 GHz e altri sei Kryo 470 Silver (Cortex-A55) che lavorano invece a 1,8 GHz. Sono tutti costruiti con processo produttivo a 8nm e quindi efficienti dal punto di vista energetico. Qualcomm sta effettivamente commercializzando questo Snapdragon 730G come chipset per il gaming e quando si scava un po' più in profondità sembra che questa volontà sia effettivamente vera e palpabile.   

OPPO Reno2 OPPO Reno2Z
OS (al lancio)
ColoroOS 6.1 (Android 9.1 Pie)
Processore
Qualcomm Snapdragon 730G
8 x Kryo 470 @ 2.2 GHz
Mediatek P90
2 x Cortex-A75@ 2.2 GHz
6 x Cortex-A55@ 2.0 GHz
RAM
8 GB
Display AMOLED 6,5" (20:9) AMOLED 6,5" (19,5:9)
Risoluzione 2400 x 1080 2340 x 1080
Storage 256 GB 128 GB
Fotocamere

Retro:
48 MP Wide OIS e EIS +
13 MP Telephoto +
8MP Ultra Wide +
2MP depth
Flash Dual-LED
Video 4K @ 60 fps

Fronte:
16 MP f/2.0
Video Full HD @ 30 fps

Retro:
48 MP Wide OIS e EIS +
8 MP Ultra Wide +
2 MP +
2 MP Ritratto
Flash Dual-LED
Video 4K @ 60 fps

Fronte:
16 MP f/2.0
Video Full HD @ 30 fps

Extra

4G LTE
Wi-Fi 802.11ac
Bluetooth 5.0
NFC
Sensore impronte sul display
Dual SIM

4G LTE
Wi-Fi 802.11ac
Bluetooth 5.0

Sensore sul display
Dual SIM

Porte
USB 3.0 Type-C
Porta audio 3,5 mm
Batteria
4.000 mAh
Ricarica rapida VOOC 3.0
Dimensioni 160 x 74,3 x 9,5 mm 161,8 x 75,8 x 8,7 mm

Per quanto riguarda le funzionalità avanzate vi è la presenza del modem XTE L15 più veloce del passato, Wi-Fi fino a 867 Mbit/s. Quindi l’Hexagon 688 che altro non è se non un motore AI Qualcomm di quarta generazione con Hexagon Vector e acceleratore Tensor. Questo significa che appoggiandosi alla nuova abilità AI, Qualcomm permette di avere supporto per giochi in HDR.

La GPU Adreno 618 overcloccata, sfrutta tutto questo per portare le funzionalità di gioco HDR sullo Snapdragon 730G e oltretutto grazie a Vulkan 1.1 e tutte le varie ottimizzazioni, il chip riesce ad essere fino al 15%  migliore in alcune attività di rendering rispetto al normale Snapdragon 730. Le stesse differenze sembrano essere visibili su carichi importanti che rendono più prestante lo smartphone rispetto ad altri con il chipset “basico”. 

Nella pratica di tutti i giorni la differenza la si potrà notare nei giochi più importanti, graficamente parlando. Gli utenti più esigenti non noteranno differenze epocali ma potranno comunque utilizzare il Reno2 senza problemi e soprattutto con assenza di lag, rallentamenti o impuntamenti. Non solo perché il vantaggio potrà arrivare anche da un effetto positivo sulla durata della batteria durante le sessioni di gioco, il che è un vantaggio sicuramente importante. 

Il vantaggio di performance importanti arriva anche dalla presenza in OPPO Reno2 di ben 8GB di RAM con uno storage di archiviazione pari a 256GB che sicuramente l’utente finale non potrà considerare nell’acquisto finale soprattutto rispetto alla concorrenza che non sempre è così permissiva sotto questo punto di vista.  

INTERFACCIA GRAFICA: solita ''brutta'' ColorOS

Tutto quello che finora abbiamo detto di buono su OPPO Reno2 va un po’ a crollare non appena ci si interessa della sua interfaccia grafica ossia la ColorOS 6.1 che si basa su Android 9.1 Pie e che in qualche modo non permette a Reno2 di poter gareggiare da questo punto di vista con i più grandi. 

Il software di OPPO lo abbiamo conosciuto e anche criticato nella recensione di Reno e Reno Zoom 10x. Le differenze della ColorOS 6.1 con quelle passate non sono poi così eclatanti se non per l’introduzione di qualche app proprietaria e qualche menu differente nella fotocamera. In resto rimane la stessa ColorOS che si basa su uno schema di colori chiari, mescolati ad uno sfondo bianco a sfumature di colore chiaro. In questa sesta versione la ColorOS è cambiata molto rispetto al passato e non solo graficamente ma soprattutto “mentalmente”. Tante le personalizzazioni che l’interfaccia dell’azienda propone agli utenti ma peccato per quella grafica ancora troppo colorata e con situazioni imbarazzanti come le dimensioni a dir poco esagerate del menu dei settaggi dal costume ancora molto cinese. 

Presente la navigazione tramite le gesture a tutto schermo che funziona molto bene con l’utilizzo di vari swipe che permetteranno di tornare alla Home, fermarsi al multitasking oppure effettuare un passo indietro nella schermata direttamente da sinistra a destra o viceversa. Presenti chiaramente anche i tasti virtuali a schermo sia nella classica modalità a tre che in quella come sui Pixel di Google. 

Presente uno spazio per il gaming che permette di selezionare le notifiche da visualizzare o meno durante le sessioni di gioco per non essere interrotti. Ci sono anche diverse modalità di performance e un'opzione per bloccare la luminosità solo per determinati giochi.

Ultimo, ma non meno importante, il nuovo e potente video editor che l’azienda ha deciso di porre già preinstallato sullo smartphone mettendo in mano ai “content creators” uno strumento proprietario utile nel montaggio dei loro video. Si chiama SOLOOP e in realtà offre moltissime funzioni di modifica, sorprendentemente ottimizzate per il funzionamento con il touchscreen. Vi è anche la possibilità di aggiungere automaticamente musica per abbinare i tempi, le transizioni e i tagli direttamente nel video. Utile e ben fatto. 

FOTOCAMERA: 4 sensori ''capaci''

La parte fotografica di questo OPPO Reno2 è chiaramente un importante punto di forza. Come abbiamo accennato in precedenza, rispetto alla precedente generazione di Reno qui ci si avvicina all'esperienza della fotografia di punta del Reno Zoom 10x. Apparentemente, è qui che Oppo vede il futuro della linea Reno più di ogni altra cosa. Detto questo, tuttavia, manca chiaramente il pezzo da novanta della fotocamera del Reno Zoom 10x ossia l’ottica 5x. Ciò che rimane, tuttavia, è un insieme di sensori sorprendentemente ben ponderati. Parliamo del principale da 48MP con apertura f/1.7 e lunghezza di 26mm, 1/2.0" e 0,8 µm. È lo stesso che abbiamo trovato sul Reno della scorsa generazione così come sullo Xoom 10x. A differenza del primo e come il secondo, ora ha stabilizzazione ottica dell’immagine OIS. Nessun laser AF, tuttavia, che potrebbe essere notato.

Al posto del famoso modulo periscopio c'è un più tradizionale sensore teleobiettivo da 13MP con apertura f/2.4, 1/3.4" e 1.0µm. Un teleobiettivo con zoom ottico 2x e zoom ibrido 5x e naturalmente anche la messa a fuoco automatica PDAF. Sorprendente è però vedere la presenza di un sensore Ultra Grandangolare da 8MP (13mm) con apertura da f/2.2, 1/3.2", 1.4µm con anche l'autofocus. Non è qualcosa che si vede tutti i giorni ed è sfruttato da OPPO per fotografare in dettaglio scatti. Ultimo e probabilmente meno importante la fotocamera da 2 MP che in realtà ha qualche asso nella manica. È un'unità monocromatica in bianco e nero con apertura f/2.4, 1/5", 1.75µm. OPPO qui la utilizza per alcuni potenti effetti in modalità ritratto con filtri di isolamento del colore davvero impressionanti.

L'app della fotocamera offre il riconoscimento della scena AI: sarà presente una piccola icona quando una scena viene riconosciuta correttamente e il software modificherà di conseguenza tutte le impostazioni. Cibo, neve, animali domestici (cani e gatti), tramonti, erba saranno riconosciuti correttamente. L'applicazione inoltre possiede tre diverse modalità principali: Foto, Ritratto e Video che possono essere scorse tra di loro. Il menu invece permette di trovare ulteriori modalità di scatto come Esperto (impostazioni manuali), Panoramica, Time-lapse, Slow-motion e Modalità notturna. Quest'ultima è una modalità a lunga esposizione per foto in condizioni di scarsa illuminazione.

Come scatta lo smartphone? La fotocamera principale ossia il sensore Sony IMX586 da 48 MP utilizza un array Quad-Bayer e il binning dei pixel: combina quattro pixel adiacenti in uno. L'immagine risultante viene ridotta a uno scatto da 12 MP di qualità superiore. Ecco che gli scatti da 12 MP che abbiamo catturato durante il giorno sono eccellenti. Ci sono molti dettagli, un'elevata gamma dinamica, colori per lo più accurati, un buon contrasto e un'elaborazione molto definita. Alle foto è stata applicata la giusta quantità di nitidezza, quindi i dettagli sono evidenziati, ma non ci sono troppi aloni.


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Nello specifico forse alcune aree con un colore uniforme appaiono piuttosto granulose. È comunque davvero evidente solo quando si osserva nel dettaglio sul pixel. Nel complesso, le foto da 12 MP alla luce del giorno sono degne di nota. Lo scatto in 48MP è possibile, ma le immagini che si ottengono avranno qualche dettaglio in più ma non sufficiente per giustificare l'aumento delle dimensioni del file.

I controlli dello zoom nella fotocamera sono piuttosto semplici quando si utilizza il sensore teleobiettivo. La pressione dell'indicatore di zoom commuta tra 1x, 2x e 5x. Un tocco in più permette di azionare la visione ultrawide. Fino ad ingrandimento 2x, Reno2 utilizza lo zoom ottico, tutto il resto avviene attraverso un attento mix di ritaglio e interpolazione ossia con zoom ibrido. Con zoom 2x le foto risultano molto chiare e dettagliate. Non solo perché con l'impostazione 5x interpolata, Reno2 produce immagini fisse sorprendentemente utilizzabili. C'è sicuramente una certa morbidezza ma niente di troppo grave. 


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La fotocamera Ultra Grandangolare su Reno2 è probabilmente la meno impressionante del gruppo dal punto di vista della qualità. Rispetto agli altri due sensori le foto risultano più morbide, più rumorose e con una gamma dinamica peggiore. Nulla di non utilizzabile sui social o altro ma di fatto abbiamo visto di meglio su questa fascia di prezzo. 

Sulla fotocamera da 2 MP poco abbiamo da dire se non che il suo scopo principale è il rilevamento della profondità e questo sembra gestirlo abbastanza bene. Reno2 può catturare scatti in modalità ritratto convincenti. Ovviamente c'è qualche errore di rilevamento dei bordi occasionale, ma nel complesso siamo nella media della concorrenza. 

Gli scatti in notturna vengono realizzati bene con sbavature di rumore qua e là e alcune sfocature non troppo eccessive e dovute al movimento della mano dell’utilizzatore. Nel complesso però vengono prodotti risultati buoni anche in condizioni di scarsa luminosità. C'è anche una modalità notturna dedicata che fa un ottimo lavoro HDR ben illuminati anche se con una qualità non esagerata. 


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OPPO Reno2 è un device creato per gli utenti che realizzano spesso contenuti multimediali per i social e dunque non sorprende la presenza di una selfie camera con sensore importante da 16 MP e apertura focale da f/2.0. I risultati sono migliorabili ma nell’insieme gli scatti sono buoni e l’algoritmo lavora il giusto. 

A livello video il nuovo OPPO Reno2 vede la possibilità di girare video fino al 4K a 30 fps. In questo caso si può scegliere tra una modalità Standard o una registrazione 3D e Sound Focus. In questo caso per questi ultimi due presente un interruttore aggiuntivo per ridurre il rumore del vento. L'acquisizione 4K dalla fotocamera principale buona con dettaglio abbondante e  rumore è praticamente inesistente. Tra gli aspetti negativi forse un po' di morbidezza negli angoli e colori un pochino opachi e poco spinti.  

AUTONOMIA: ottima grazie alla CPU

OPPO è riuscito a riempire leggermente di più la batteria all'interno di questo Reno2 con i suoi 4.000 mAh rispetto ai 3.765 mAh del Reno di prima generazione. Questa è anche praticamente la stessa capacità del Reno Zoom 10x che arriva a 4.065 mAh. Ma a parte avere più batteria a disposizione, Reno2 possiede l’asso nella manica: il chipset Snapdragon 730G. Quel suffisso "G" entrerà in gioco anche per quanto riguarda la durata della batteria, con efficienza dovuta al processo produttivo a 8 nm.  

Il Reno2 ha ottenuto un punteggio piuttosto alto nella nostra normale autonomia della batteria. Siamo riusciti a fare di tutto sia sotto Wi-Fi che in 4G con un consumo della batteria mai anomalo. In standby lo smartphone mantiene la sua carica per molto tempo e oltretutto l’Always-On non incide se non del 5% sul consumo totale. 

Dal punto di vista della ricarica, il VOOC Flash Charging da 20W permette di ricaricare Reno2 dallo 0% a poco più del 40% in soli 30 minuti. Una ricarica completa richiede circa 85 minuti. Notevolmente più veloce della tipica ricarica rapida e della sua potenza massima di 18W.

CONCLUSIONI

C'è molto da apprezzare in questo nuovo OPPO Reno2. Poche le cose che non vanno o che non ci piacciono. Alcune magari addirittura soggettive come quell’interfaccia grafica della ColorOS ancora troppo cinese e poco funzionale nell’insieme. Tuttavia se a livello funzionale, hardware e fotografico lo smartphone funziona alla perfezione o quasi e si comporta meglio di tanti suoi rivali è palese che il prezzo di 499€ potrebbe rendergli poca giustizia in un mercato, quello odierno, dove altri cinese la fanno da padrona con prezzi decisamente meno elevati e specifiche simili. 

OPPO Reno2 però è un dispositivo facile da amare con un design molto intrigante, elegante e premium. Possiede alcune tecnologie di punta come la ricarica veloce o anche una fotocamera a scomparsa veloce e sicura capace di rendere lo schermo completamente full screen. L’azienda merita un apprezzamento dovuto a miglioramenti evidenti soprattutto in un mercato, quello italiano, dove spesso gli utenti sono fossilizzati su brand classici. Se si vuole puntare in alto ci si deve provare con novità tecnologiche e stilistiche che possono essere snobbate oppure possono rendersi pioniere per molti altri. C’è da migliorare molti aspetti ma la strada per OPPO sembra già ben visibile.

 

 

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