Niente più chip Kirin top di gamma nel futuro di Huawei

Niente più chip Kirin top di gamma nel futuro di Huawei

Il ban portato avanti dal governo USA non permetterā a Huawei di far produrre i propri chip della famiglia Kirin: i player internazionali capaci sono tutti vincolati dalle decisioni americane e dalla necessitā di avere una licenza

di pubblicata il , alle 11:31 nel canale Telefonia
TSMCHiSiliconHuaweiMate
 

Non vedremo più dei SoC top di gamma della famiglia Kirin prodotti da Huawei nel futuro dell'azienda: quello Kirin 9000, previsto in uso nella famiglia di smartphone Mate 40, sarà infatti l'ultimo della serie a venir utilizzato stante l'attuale politica adottata dal governo americano.

A partire dal prossimo 15 settembre qualsiasi azienda americana non potrà più avere trattative di business con Huawei, a meno che non riceva una apposita licenza da parte del governo USA. Questa norma vincola anche la taiwanese TSMC, che utilizza tecnologie made in USA nelle proprie fabbriche e che pertanto necessita di una licenza speciale per poter produrre e fornire i chip sviluppati da HiSilicon, in seguito utilizzati in prodotti Huawei.

hisilicon-huawei-5g-pre-module-partner-7nm_720.jpg

Richard Yu, CEO della divisione consumer di Huawei, ha evidenziato questa situazione durante il Summit 2020 della China Information Technology Association. Di fatto Huawei è ora nella posizione di poter portare avanti il design dei propri SoC attraverso la divisione intrna HiSilicon, ma non di farli costruire: il loro livello di sviluppo tecnologico è infatti così sofisticato da poter essere portato avanti in produzione da pochissimi foundry plater al mondo, TSMC in testa.

Sarebbe possibile per HiSilicon rivolgersi a produttori di chip cinesi così da evitare le restrizioni del governo USA. La capacità produttiva di chip da parte di aziende completamente cinesi è però al momento attuale limitata a tecnologie produttive non così sofisticate come quelle di TSMC, richieste per la produzione dei più recenti SoC della famiglia Kirin.

E' evidente come questa situazione limiti fortemente la capacità di innovazione tecnologia di Huawei, ora come in prospettiva futura: resta da capire se in qualche modo questo scenario negativo per l'azienda cinese messo in atto dall'amministrazione USA negli ultimi 15 mesi sia destinato ad allentarsi in qualche modo. Huawei è certamente al lavoro per trovare soluzioni alternative ma questo richiede importanti investimenti e più di tutto molto tempo, elemento che non sembra di certo abbondare al momento. Una via rapida potrebbe essere l'ottenimento di una licenza speciale per lavorare con Huawei da parte di qualche azienda produttrice americana, ma resta da capire se il governo USA sia intenzionato a fare questo passo.

11 Commenti
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Sandro kensan10 Agosto 2020, 12:00 #1
DA quel che ho capito le fonderie cinesi arrivano fino a 14 nm, penso che quindi siano adatti ai medio gamma in giù, settore dove Huawei è molto forte.

https://www.globaltimes.cn/content/1187993.shtml

«The Huawei Kirin 710A chip, based on 14-nanometer semiconductor technology, has achieved commercial mass production. It is the first pure Chinese chip with independent intellectual property rights.»

«It reported that almost every employee at SMIC Shanghai had received an Honor Play 4T smartphone on Sunday, with "Powered by SMIC FinFET" printed on the back. The phones showcases the commercialization of 14-nm FinFET chips made by SMIC.»

https://www.hdblog.it/schede-tecnic...-play-4t_i4379/
Cappej10 Agosto 2020, 14:03 #2
boia, che INC.COOL.8

avere il pane ma non i denti... ed un platinato dalla parte opposta del mondo che ha solo quelli...

non credevo ce l'avrebbe fatta.

Scacco al re

Aspettiamo la mossa di Huawei
Cfranco10 Agosto 2020, 14:19 #3
Originariamente inviato da: Cappej
Aspettiamo la mossa di Huawei

Il 4 Novembre sapremo
I cinesi stanno aspettando quella data per capire se avranno un interlocutore con cui discutere oppure dovranno passare alle maniere forti e scatenare le rappresaglie.
Sandro kensan10 Agosto 2020, 16:09 #4
Riguardo ad aspettare la mossa di Huawei ci sarebbe pure da aumentare le quote di mercato in Cina che ricordo ha 1.4 miliardi di persone. I grosso modo 20 milioni di iPhone venduti in Cina:

https://canalys.com/newsroom/ChinaSmartphoneQ3Huawei

potrebbero andare in gran parte ad Huawei. Sarebbe un giocare sporco il proibire la vendita di Apple in Cina ma se Trump proibisce la vendita di Huawei potrebbe essere una equa ritorsione.

Huawei non vende in USA ma la perdita di parte del mercato europeo (32 milioni di cell all'anno?) potrebbe essere facilmente compensata.

https://www.hdblog.it/2019/06/12/me...-2019-calo-idc/
Sandro kensan10 Agosto 2020, 16:21 #5
Ho appena letto questa news su un concorrente che dice: «Non poter proporre WeChat in Cina sarebbe per Apple un grande problema: senza l'app, gli iPhone diventerebbero scarsamente utili agli utenti cinesi, che attraverso WeChat pagano, condividono e sbrigano pratiche amministrative.»

Insomma uno dei 20 milioni di iPhone cinesi senza WeChat sarebbe solo un fermaporte come da noi un Huawei senza servizi finanziari, anzi peggio perché in Cina si paga tutto con Wechat e con l'altra app, si paga anche il baracchino che fa i panini che dicono che se non avessero WeChat chiuderebbero domani. I cinesi non usano il contante ma usano weChat, basta vedere i video su YT per capire l'enormità della cosa.

Quindi non serve muoversi per bannare l'iPhone dalla Cina basta aspettare in riva al fiume che Trump ha già fatto tutto da solo. Una grossa parte dei 20 milioni di iPhone andrà a Huawei.
frncr10 Agosto 2020, 18:24 #6
Nessuno lo dice, perciò credo sia interessante far notare che Taiwan non è oggi riconosciuto come stato indipendente da praticamente nessuna nazione al mondo, ivi inclusi gli USA.

Brevissimo cenno storico: la "Repubblica di Cina" a Taiwan nacque al termine della guerra civile cinese nel 1949, quando il partito nazionalista ormai sconfitto dal partito comunista si rifugiò sull'isola di Formosa (che fu occupata dai Giapponesi per il precedente mezzo secolo), portandosi i resti dell'aviazione e della marina cinesi. Il governo nazionalista di Taiwan si autoproclamò unico governo legittimo di tutta la Cina, e lo stesso fece il governo comunista sul continente. Per alcuni anni la comunità internazionale diede credito a Taiwan (incluso un posto nel consiglio di sicurezza dell'ONU), ma dai primi anni '70 la Repubblica Popolare Cinese ha progressivamente sostituito Taiwan in ogni posizione internazionale e rapporto diplomatico, al punto che oggi Taiwan ufficialmente non esiste come stato indipendente, e viene formalmente indicato come "Taipei Cinese".

Dal punto di vista della Cina si tratta di una propria provincia secessionista, che presto o tardi verrà ricondotta all'ovile con le buone o con le cattive, un po' come Hong Kong. Oggi a Taiwan ci sono tante attività ad alta tecnologia e strategiche nel settore elettronico e IT, come TSMC, Acer, Asus e tutti gli altri, ma l'atteggiamento da bullo del demente col parrucchino, lungi dal tutelare gli interessi occidentali, può solo far precipitare la situazione e indurre la Cina a riprendersi Taiwan con la forza senza tanti indugi. Dopodiché le opzioni per gli USA sarebbero due: lasciare perdere e incassare il danno o scatenare una guerra mondiale.

E' veramente demenziale che un simile pagliaccio creda di poter ordinare a un'azienda di Taiwan (provincia cinese autoproclamatasi indipendente) di non fornire altre aziende cinesi! Se l'imperatore cinese perde la pazienza e blinda Taiwan con un semplice blocco navale, tante aziende high-tech USA chiudono in qualche settimana (AMD per prima).

Almeno dal '900 tutti i presidenti USA hanno vinto per il secondo mandato (a parte Nixon che si dimise appena prima di essere cacciato e messo in galera); bisogna sperare vivamente per il bene di tutti che questo diventi la prima eccezione alla regola!
pabloski10 Agosto 2020, 20:27 #7
Originariamente inviato da: frncr
Nessuno lo dice, perciò credo sia interessante far notare che Taiwan non è oggi riconosciuto come stato indipendente da praticamente nessuna nazione al mondo, ivi inclusi gli USA.


Il che, unito ai problemi tecnologici, spingerà la Cina ad invadere Taiwan. Gli americani fanno sempre lo stesso giochino. Lo fecero col Giappone nel 1800, quando l'ammiraglio Perry minacciò, con una nave armata, di fare fuoco sulle coste giapponesi. Sempre col Giappone, fecero lo stesso giochetto, bloccando i rifornimenti di petrolio, cosa che scatenò l'attacco a Pearl Harbor.

E l'hanno fatto con tanti altri Paesi, nel corso degli ultimi 2 secoli. Adesso ci provano con la Cina. Niente di nuovo sotto il sole. Solo che la Cina è nella posizione di poter giocare allo stesso gioco, a cominciare dal Medioriente, dove può supportare l'Iran e spingerlo ad intensificare la guerriglia anti-americana in Iraq, Siria, Libano e Yemen. E peggio ancora, dare un boost al Venezuela e riattivare la guerriglia comunista in Colombia, supportare le proteste anti-regime in Bolivia e armare i narcos messicani.
cata8111 Agosto 2020, 00:15 #8
Originariamente inviato da: frncr
Nessuno lo dice, perciò credo sia interessante far notare che Taiwan non è oggi riconosciuto come stato indipendente da praticamente nessuna nazione al mondo, ivi inclusi gli USA.

Brevissimo cenno storico: la "Repubblica di Cina" a Taiwan nacque al termine della guerra civile cinese nel 1949, quando il partito nazionalista ormai sconfitto dal partito comunista si rifugiò sull'isola di Formosa (che fu occupata dai Giapponesi per il precedente mezzo secolo), portandosi i resti dell'aviazione e della marina cinesi. Il governo nazionalista di Taiwan si autoproclamò unico governo legittimo di tutta la Cina, e lo stesso fece il governo comunista sul continente. Per alcuni anni la comunità internazionale diede credito a Taiwan (incluso un posto nel consiglio di sicurezza dell'ONU), ma dai primi anni '70 la Repubblica Popolare Cinese ha progressivamente sostituito Taiwan in ogni posizione internazionale e rapporto diplomatico, al punto che oggi Taiwan ufficialmente non esiste come stato indipendente, e viene formalmente indicato come "Taipei Cinese".

Dal punto di vista della Cina si tratta di una propria provincia secessionista, che presto o tardi verrà ricondotta all'ovile con le buone o con le cattive, un po' come Hong Kong. Oggi a Taiwan ci sono tante attività ad alta tecnologia e strategiche nel settore elettronico e IT, come TSMC, Acer, Asus e tutti gli altri, ma l'atteggiamento da bullo del demente col parrucchino, lungi dal tutelare gli interessi occidentali, può solo far precipitare la situazione e indurre la Cina a riprendersi Taiwan con la forza senza tanti indugi. Dopodiché le opzioni per gli USA sarebbero due: lasciare perdere e incassare il danno o scatenare una guerra mondiale.

E' veramente demenziale che un simile pagliaccio creda di poter ordinare a un'azienda di Taiwan (provincia cinese autoproclamatasi indipendente) di non fornire altre aziende cinesi! Se l'imperatore cinese perde la pazienza e blinda Taiwan con un semplice blocco navale, tante aziende high-tech USA chiudono in qualche settimana (AMD per prima).

Almeno dal '900 tutti i presidenti USA hanno vinto per il secondo mandato (a parte Nixon che si dimise appena prima di essere cacciato e messo in galera); bisogna sperare vivamente per il bene di tutti che questo diventi la prima eccezione alla regola!


Lo so che è dura da digerire, ma Taiwan non è mai stata sotto il controllo del PCC, Semmai è il KMT che ha governato la Cina continentale fino al ‘49 ergo gli unici che potrebbero far valere qualche rivendicazione sono i Taiwanesi sulla Cina continentale. Ora veniamo alla minaccia d’invasione, farlo vorrebbe dire far scoppiare la 3a guerra mondiale, cadrebbe ogni freno morale e legale per rovesciare il PCC da parte di USA, Corea del Sud, Giappone ed Europa, con il rischio di una Norimberga cinese per i dirigenti presenti e passati, il tutto per un’isola che farà il 2% di PIL e una TSMC che sarebbe comunque fuori dal mercato subito dopo...
Cfranco11 Agosto 2020, 07:57 #9
Originariamente inviato da: cata81
Taiwan non è mai stata sotto il controllo del PCC


Neanche le Isole Spratly o le Paracelso o le Ryuku e neppure il Tibet prima del 1950 se è per quello
kreijack11 Agosto 2020, 09:29 #10
Originariamente inviato da: frncr
E' veramente demenziale che un simile pagliaccio creda di poter ordinare a un'azienda di Taiwan (provincia cinese autoproclamatasi indipendente) di non fornire altre aziende cinesi! Se l'imperatore cinese perde la pazienza e blinda Taiwan con un semplice blocco navale, tante aziende high-tech USA chiudono in qualche settimana (AMD per prima).


Tecnicamente si chiama Tagliarsi i sacri pendagli per far dispetto alla moglie.
Ed è applicabile sia agli USA (il chiudere l'accesso alla propria tecnologia può solo che stimolare lo sviluppo di tecnologie alternative, leggi creare competitor laddove avevano l'esclusiva), sia all'ipotetica mossa cinese di soffocare i propri clienti (AMD): un cliente morto non paga.

Non dico che non possa avvenire, dico solo che alla lunga il risultato potrebbe essere il contrario di quanti ci si aspetta.

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