Huawei, anche l'Europa dà l'ok per il 5G. Ma con alcune restrizioni

Huawei, anche l'Europa dà l'ok per il 5G. Ma con alcune restrizioni

La Commissione Europea ha rilasciato una serie di linee guida per uniformare l'approccio degli stati membri con la fornitura di servizi in 5G. Sono accettati i vendor ad alto rischio, ma con qualche restrizione

di pubblicata il , alle 16:01 nel canale Telefonia
 

Lo scorso mercoledì la Commissione Europa ha rilasciato una serie di linee guida come misura di sicurezza per quanto riguarda la fornitura delle infrastrutture 5G da parte dei cosiddetti "vendor ad alto rischio" negli stati membri. Gli stati membri avranno libero arbitrio sulle loro scelte in fatto di infrastruttura per le loro reti, tuttavia dovranno adattarsi alle nuove linee guida in modo da coordinare i vari approcci nel nome del mercato unico.

Huawei non è menzionata in maniera esplicita, tuttavia è il "vendor" ad alto rischio che negli ultimi periodi ha suscitato le maggiori preoccupazioni. Da una parte ci sono quindi gli Stati Uniti, e il governo Trump, a richiedere un divieto assoluto per Huawei nella fornitura all'estero della propria infrastruttura 5G, dall'altra parte c'è l'Europa che dà il via libera, ma con alcune restrizioni. Restrizioni, del resto, che ricordano quelle dichiarate dal Regno Unito a brevissima distanza dal rilascio delle nuove linee guida da parte della Commissione.

Così come il Regno Unito, anche la Commissione Europa chiede una valutazione dei rischi con i diversi fornitori, e vieta agli stati di offrire accesso su parti cruciali dell'infrastruttura ai cosiddetti fornitori ad alto rischio. Aziende come Huawei possono quindi partecipare al dibattito sulla fornitura dei componenti delle reti di nuova generazione con le aziende degli stati membri dell'Unione Europea, ma non possono accedere alle parti sensibili dell'infrastruttura.

Diversificare la fornitura dei componenti dell'infrastruttura di rete è inoltre indispensabile, si legge nelle nuove linee guida della Commissione, così come segnalato in precedenza dal Regno Unito che ha limitato ai vendor ad alto rischio un massimo del 35% della fornitura di componenti della rete. La decisione dell'Europa va comunque in contrasto con i tentativi di boicottaggio degli ultimi mesi degli Stati Uniti, che hanno invece imposto la totale chiusura degli apparecchi di rete nazionali a Huawei e altre aziende cinesi.

La risposta dei politici statunitensi relativamente all'iniziativa del Regno Unito è stata infatti di disappunto, con un funzionario del governo attuale statunitense che ha definito "deludente" la decisione britannica. Huawei è invece soddisfatta delle nuove misure europee, considerate da un rappresentante dell'azienda "non di parte e basate su fatti a favore della sicurezza delle reti di nuova generazione".

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