L'alimentazione wireless è (quasi) realtà

L'alimentazione wireless è (quasi) realtà

Un gruppo di ricerca del MIT da seguito pratico al progetto presentato solo su carta più di un anno fa. La strada per la produzione è però ancora lunga

di pubblicata il , alle 14:29 nel canale Sistemi
 

E' passato poco più di un anno da quando abbiamo avuto modo di parlare di un progetto nato nei laboratori del MIT, Massachussets Institute of Technology, ed inerente alla possibilità di realizzare un particolare sistema di trasferimento dell'energia elettrica senza cavi.

Allora si trattò di un progetto presentato solamente su carta, concettualmente molto valido, ma che ancora non aveva affrontato la sperimentazione pratica per dimostrarne l'effettiva applicabilità a situazioni reali. Si apprende in questi giorni che lo stesso gruppo di ricerca, guidato dal professor Marin Soljacic, ha finalmente avuto modo di realizzare una dimostrazione pratica del progetto dando vita ad un "circuito wireless" che ha consentito l'accensione di una normale lampadina da 60 watt.

Il particolare circuito prevede l'impiego di due bobine di rame da 60 centimetri di raggio, una delle quali collegata ad una normale presa di corrente e provvista di un convertitore di frequenza in modo tale che possa generare un campo magnetico caratterizzato da una precisa frequenza di risonanza.


1- Bobina collegata alla rete elettrica; 2- Presa di corrente; 3- Ostacolo; 4- Bobina collegata ad una lampadina;

La seconda bobina è caratterizzata dalla medesima frequenza di risonanza (nella fattispecie si tratta di 10MHz), la quale fa sì che la bobina inizi a risuonare quando si trova nel campo magnetico generato dalla prima. Questo fenomeno fa si che nella bobina inizi a fluire una corrente elettrica, che può essere utilizzata per i normali impieghi.

Il circuito ha permesso, come detto, di accendere una lampadina da 60W, dimostrando un'efficienza del 50% circa ad una distanza di due metri e con un ostacolo posto tra le due bobine. Attualmente è allo studio l'impiego di materiali diversi dal rame, come ad esempio l'argento, per poter ridurre la dimensione delle bobine ed incrementare l'efficienza. Il professor Soliajic osserva, a tal proposito, che il raggiungimento di un'efficienza compresa tra il 70% e l'80% sarebbe sufficiente a garantire l'impiego per la maggior parte delle applicazioni.

Fonte: Technology Review

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167 Commenti
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Cisto26 Febbraio 2008, 14:32 #1
È lo stesso principio utilizzato per l'alimentazione degli RFId passivi, solo in scala più grande
Praetorian26 Febbraio 2008, 14:32 #2
questa ricerca è davvero fenomenale, sarebbe stupendo vederla "in azione" nelle proprie case speriamo che l'efficienza sia abbondante per evitare sprechi
Kuarl26 Febbraio 2008, 14:33 #3
per la felicità degli ambientalisti...

efficienza del 50% per accendere una lampadina da 60W significa che sono stati erogati 120 Watt di cui la metà sono andati dispersi....

più due bobine da mezzo metro di diametro, essì siamo ad un passo dalla commercializzazione....
sam_8826 Febbraio 2008, 14:34 #4
Non comporta onde nocive?
King8326 Febbraio 2008, 14:35 #5
ma siamo completamente fulminati? ma io dico a parte che avendo un efficienza del 50% vuol dire che x accenderne una da 60watt gliene devo dare 120.... ma chi sarebbe quel pazzo che vorrebbe x casa così tanto campo magnetico?? ma che resti nei laboratori...
nitro8926 Febbraio 2008, 14:36 #6
Scusate la domanda,ma non significherebbe in parole povere creare una corrente indotta sulla 2° bobina,grazie al campo magnetico generato dalla 1° bobina?
p4ever26 Febbraio 2008, 14:36 #7
mah...sono sempre scettico su questa tecnologia sperimentale che non porta a nulla di utile...anzi, quando sento parlare di campi magnetici e onde varie penso sempre al peggio...meno ce ne sono meglio è...
cercatore26 Febbraio 2008, 14:37 #8
non e' che hanno inventato chissa cosa.....nello scorso secolo c'e' stato un personaggio geniale (ma incompreso) che fece di meglio:

http://it.wikipedia.org/wiki/Nikola_Tesla
Octane26 Febbraio 2008, 14:39 #9
puo' essere una buona idea per alimentare piccole periferiche come mouse e tastiere ed auricolari wireless (forse anche scanner).
Immaginando infatti di avere la bobina di induzione integrata sul piano della scrivania potremmo alimentare queste apparecchi senza creare grossi campi magnetici.
bs8226 Febbraio 2008, 14:42 #10
octane l'utilizzo è proprio quello.. .tra l'altro batterie che si ricaricano per induzione sono già state sperimentate.... questa è solo la versione più grossa di quel progetto...

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