Log4Shell è la nuova falla zeroday ancora più pericolosa di Heartbleed e ShellShock. Ecco perché
E' una vulnerabilità che riguarda uno strumento open source di log utilizzato dalla gran parte delle applicazioni presenti sulla rete. E' facile da sfruttare e consente l'esecuzione di codice da remoto non autenticato
di Andrea Bai pubblicata il 13 Dicembre 2021, alle 11:41 nel canale Sicurezza









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11 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoGià, la penso allo stesso modo, solo che i clienti generalmente la vedono diversamente. E non hanno tutti i torti... con lo smartworking forzato degli ultimi due anni, chi aveva regole in uscita molto specifiche si è dovuto piegare ad aprire vasti range IP per i vari Teams/Meet/Zoom/ecc. Come avrai avuto modo di vedere anche tu, questi servizi poggiano interamente sui cloud di Microsoft/Amazon/Google e, dovendo aprire i loro range, si aprono anche una marea di server malevoli che girano allegramente su quegli stessi cloud (giusto recentemente ho tracciato un corposo range di Google Compute Engines da cui provenivano attacchi a un server Jira già compromesso da precedenti cryptominer).
Oggi comunque ho convito diversi clienti a chiudere quanto meno i protocolli LDAP, LDAPS e RMI. Chiaramente possono essere fatti girare su porte diverse da quelle standard; è solo per sfoltire un po' e guadagnare tempo per aggiornare gli applicativi.
Per audio/video molti usano protocolli diversi dall'http (per esempio Google Meet ha un bel po' di porte da aprire, oppure pensa all'RTSP). Questi generalmente non girano proprio dietro proxy "classico" (cioè quello che possiamo impostare a livello di OS).
In caso contrario salta tutto, se si sfrutta una vulnerabilità RCE e il processo vulnerabile ha già il suo bel proxy pronto all'uso non serve a nulla (o quasi).
Certo, questa è un'ottima idea, ma se dobbiamo dipendere dagli sviluppatori stiamo freschi
Considera anche che una RCE in grado di leggere la configurazione dell'applicativo (o avviare qualche tipo di debug dell'applicativo stesso) potrebbe tranquillamente fare il discovery del proxy e iniziare usarlo...
Vero, però è anche vero che spesso per svariati motivi può esserci bisogno di un server DNS o NTP raggiungibile. Chiaro che se poi si controlla al 100% la rete allora è un altro paio di maniche
Di nulla figurati
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