Microsoft sotto accusa: avrebbe nascosto agli utenti un'alternativa più economica per i servizi IA
L'autorità garante della concorrenza australiana ha avviato un procedimento giudiziario contro Microsoft, che è accusata di aver fuorviato circa 2,7 milioni di abbonati nascondendo l'esistenza di piani iù economici, senza Copilot, quando ha aumentato i prezzi
di Nino Grasso pubblicata il 27 Ottobre 2025, alle 15:31 nel canale WebMicrosoft
L'Australian Competition and Consumer Commission ha depositato presso la Corte Federale australiana una denuncia formale contro Microsoft Australia Pty Ltd e la sua casa madre Microsoft Corporation. L'accusa riguarda presunte comunicazioni false o fuorvianti rivolte agli abbonati dei piani Microsoft 365 Personal e Family con rinnovo automatico attivo, a partire dal 31 ottobre 2024.

Secondo quanto emerso dalla documentazione depositata presso il tribunale federale, Microsoft avrebbe presentato ai clienti soltanto due alternative: accettare l'integrazione di Copilot con un conseguente aumento significativo del prezzo di abbonamento oppure procedere alla cancellazione completa del servizio. L'autorità antitrust australiana sostiene invece che esistesse una terza possibilità, mai menzionata nelle comunicazioni ufficiali dell'azienda: mantenere il piano Classic esistente, senza l'assistente di intelligenza artificiale, conservando il precedente prezzo più vantaggioso.
L'integrazione forzata di Copilot nei piani consumer comporta rincari decisamente consistenti: il piano Microsoft 365 Personal è passato da 109 a 159 dollari australiani all'anno, registrando un incremento del 45%. Il piano Family è invece salito da 139 a 179 dollari australiani annui, con un aumento del 29%. Gli utenti hanno ricevuto due email e hanno avuto accesso a un post sul blog aziendale che annunciava l'aumento, ma secondo l'ACCC nessuna di queste comunicazioni faceva riferimento alla possibilità di mantenere il piano precedente senza l'assistente AI.
Gina Cass-Gottlieb, presidente dell'ACCC citato dal Guardian, ha dichiarato che Microsoft avrebbe "deliberatamente omesso ogni riferimento ai piani classici" nelle proprie comunicazioni, nascondendone l'esistenza fino a quando gli abbonati non avessero avviato concretamente la procedura di cancellazione. L'obiettivo, secondo l'accusa, sarebbe stato quello di spingere il maggior numero possibile di consumatori verso i piani integrati con Copilot, decisamente più remunerativi per l'azienda. La presidente dell'autorità ha sottolineato come le applicazioni Office incluse negli abbonamenti 365 siano ormai essenziali nella vita quotidiana di molte persone, rendendo la cancellazione una scelta difficile da prendere per la maggior parte degli utenti.
L'ACCC sta richiedendo al tribunale federale l'emissione di ordinanze che includano sanzioni pecuniarie, ingiunzioni, dichiarazioni formali di violazione, risarcimenti per i consumatori danneggiati e il rimborso delle spese processuali. La normativa australiana a tutela dei consumatori prevede sanzioni particolarmente severe: Microsoft potrebbe essere chiamata a pagare fino a 50 milioni di dollari australiani per ogni singola violazione accertata. In alternativa, la sanzione potrebbe corrispondere al triplo dei benefici totali ottenuti e ragionevolmente attribuibili alla condotta contestata, oppure al 30% del fatturato rettificato della società durante il periodo in cui si è verificata la violazione, qualora non fosse possibile determinare l'ammontare dei benefici.
L'indagine dell'ACCC si è basata su un numero significativo di segnalazioni dirette da parte dei consumatori australiani e su numerosi commenti pubblicati su piattaforme online, inclusi forum come Reddit dove gli utenti hanno espresso perplessità e lamentele riguardo alle modalità di comunicazione adottate dall'azienda. Un portavoce di Microsoft ha risposto alle accuse affermando che la fiducia e la trasparenza dei consumatori rappresentano le massime priorità per l'azienda, e che stanno esaminando in dettaglio le affermazioni dell'ACCC, rimanendo disponibili a lavorare in modo costruttivo con l'autorità di regolamentazione.










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2 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoHa dimenticato di aggiungere che la priorità è nella qualità del SW e nel garantire che tutti abbiano accesso agli stessi servizi cloud indipendentemente dall'OS usato, tipo utenti di Win10 vs Win11.
Poi siamo a posto e possiamo cominciare a morire dal ridere.
Dai che sta volta li bastonano sul serio come si meritano. E speriamo che non sia solo l'Australia a farlo.
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