Rocket Lab svela alcune informazioni sul razzo spaziale riutilizzabile Neutron
Secondo quanto riportato negli scorsi giorni dalla società, Rocket Lab continua a sperare di poter lanciare il suo razzo spaziale riutilizzabile Neutron nella seconda metà del 2025. Per il primo lancio non sarà previsto il recupero.
di Mattia Speroni pubblicata il 03 Marzo 2025, alle 13:59 nel canale Scienza e tecnologiaRocket Lab
Come dichiarato Peter Beck (CEO di Rocket Lab) "penso che chiunque non stia sviluppando un vettore riutilizzabile in questo momento stia sviluppando un prodotto senza futuro perché è così ovvio che questo è un approccio fondamentale che deve essere pensato fin dal primo giorno". La società neozelandese-statunitense sta sviluppando il suo razzo spaziale riutilizzabile Neutron che sarà diverso in molti aspetti rispetto al Falcon 9 di SpaceX che, nonostante i problemi, rimane un vettore rivoluzionario.
Neutron’s Hungry Hippo fairing is alive.
— Rocket Lab (@RocketLab) February 27, 2025
These two halves remain attached to Neutron’s first stage, opening up to let the second stage and payload through, before closing up again and landing back on Earth ready for reuse. pic.twitter.com/o8FZfAQbdP
Rocket Lab ha cambiato più volte il design di alcuni dettagli del suo nuovo razzo spaziale. La società ha però confermato ancora negli scorsi giorni che il lancio inaugurale dovrebbe avvenire nella seconda metà del 2025, anche se rimane incerto il raggiungimento di questo ambizioso obiettivo. I lanci avverranno da Wallops Island, in Virginia, così da essere su suolo statunitense e poter quindi portare in orbita carichi utili anche per il DoD.

In ottica di un rapido riutilizzo Rocket Lab Neutron utilizzerà una struttura che prevede come il primo stadio e i fairing rimangano attaccati dopo aver rilasciato il secondo stadio e i carichi utili in orbita. Il primo stadio presenta supporti di atterraggio estensibili e alette direzionatrici di forma differente rispetto al Falcon 9. Per migliorare ulteriormente la cadenza la società ha acquistato una chiatta che verrà trasformata nei prossimi mesi nella droneship dal nome Return on Investment, lunga 122 metri. Il suo utilizzo dovrebbe iniziare dal 2026.

A causa della mancanza dell'hardware, il lancio inaugurale di Neutron vedrà un ammaraggio morbido (o questa è la speranza) nell'Oceano Atlantico così da non compromettere le strutture di terra del Launch Complex 3 né la droneship. La cadenza di lancio poi dovrebbe incrementare e sono stati previsti 3 lanci nel 2026 e 5 lanci nel 2027.
Nelle intenzioni della società, Neutron (vettore medio) sarà impiegato per diverse tipologie di orbite terrestri ma anche per l'esplorazione lunare e interplanetaria. I carichi utili in LEO possono raggiungere le 15 tonnellate consentendo di migliorare quanto è possibile fare con Electron (vettore leggero) soddisfacendo così le richieste di più clienti.

Sempre Rocket Lab ha anche annunciato Flatellite, un nuovo design destinato ai satelliti e compatibile proprio con Neutron. Lo scopo è quello di poter realizzare satelliti per le grandi costellazioni satellitari sia di tipo commerciale ma anche per quelle della sicurezza nazionale. Il design ricorda vagamente quello di Starlink di SpaceX (V2 mini e V3) ed è possibile impilarli all'interno del fairing per occupare un volume ridotto. I satelliti Flatllite integreranno diversi componenti realizzati dalla società e già sviluppati come propulsione, software di volo, avionica, ruote di reazione, startraker, sistema di rilascio, pannelli solari, comunicazione radio, strutture composite e serbatoi di carburante.
La scelta della società neozelandese-statunitense di non puntare solamente sui vettori ma anche su componenti dei satelliti, delle sonde spaziali o dei lander/rover consente di diversificare gli introiti e quindi resistere meglio alla concorrenza di società come ULA o Blue Origin e di non doversi scontrare solamente con lo strapotere di SpaceX nel settore dei lanci spaziali.










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