NASA Curiosity ha trovato tracce di isotopi del carbonio definiti ''inusuali''

NASA Curiosity ha trovato tracce di isotopi del carbonio definiti ''inusuali''

Gli scienziati che stanno seguendo le gesta di NASA Curiosity su Marte hanno annunciato di aver trovato tracce di isotopi di carbonio che potrebbero rappresentare una possibile traccia di vita passata, ma c'è ancora molto da conoscere.

di pubblicata il , alle 07:01 nel canale Scienza e tecnologia
NASA
 

Mentre NASA Perseverance sta risolvendo il problema al carosello porta-campioni l'altro rover statunitense, NASA Curiosity (su Marte dal 2012), sta continuando a muovere i suoi passi sul Pianeta Rosso. Il rover ha così percorso oltre 27 km, superando ben 3359 Sol (a titolo di confronto Perseverance 2,83 km e 286 Sol). Nonostante le ruote che mostrano i segni di usura, NASA Curiosity continua a muoversi e a raccogliere dati.

nasa curiosity

Una delle ultime scoperte riguardano le analisi sui campioni di roccia prelevati su Marte e analizzati dal Sample Analysis at Mars (SAM). In questi sono stati trovati isotopi del carbonio molto particolari e definiti come "inusuali". Tracce di vita sul Pianeta Rosso? La NASA non può escluderlo ma ha anche precisato che Marte è comunque diverso dalla Terra e quindi bisognerà approfondire le analisi per cercare ulteriori prove.

Come precisato poche righe sopra, nel comunicato viene precisato che nonostante queste scoperte siano "intriganti" non c'è ancora la conferma della presenza di vita passata su Marte. Paul Mahaffy (ricercatore della NASA) ha dichiarato "stiamo trovando cose su Marte che sono estremamente interessanti, ma avremo davvero bisogno di più prove per dire che abbiamo identificato la vita".

NASA Curiosity e gli isotopi del carbonio trovati su Marte

Anche se non si tratta di aver confermato la presenza di vita sul Pianeta Rosso, conoscerlo meglio sarà fondamentale per il futuro. Marte sarà visitato infatti da missioni robotiche e umane nei prossimi anni/decenni. Grazie ai dati di NASA Curiosity è stato possibile ipotizzare come siano stati creati queste molecole organiche contenenti gli isotopi del carbonio.

nasa rover marte

Jennifer L. Eigenbrode (a capo delle ricerche) ha aggiunto che gli scienziati hanno dovuto pensare "fuori dagli schemi" e non essere legati a ciò che succede sulla Terra. Per quanto i due pianeti siano simili sotto diversi aspetti, per molti altri non lo sono. Una delle ipotesi è che antichi batteri abbiano prodotto del metano, quest'ultimo a contatto con i raggi ultravioletti si sarebbe trasformato in molecole più complesse che sarebbero ricadute al suolo e si sarebbero poi conservate nelle rocce. Ma ci sono altre ipotesi in gioco.

Per esempio i raggi ultravioletti potrebbero aver interagito con l'anidride carbonica atmosferica producendo le molecole con quelle tracce particolari di carbonio. Oppure l'origine potrebbe essere datata ancora più indietro nel tempo quando il Sistema Solare attraversò una "nuvola molecolare" ricca di quella tipologia di carbonio. Ovviamente non sono esclusi anche altri processi non ancora scoperti.

nasa rover carbonio

Per l'analisi è stato impiegato il Tunable Laser Spectrometer di SAM integrato in NASA Curiosity. Sono stati analizzati 24 campioni di roccia prelevati da cinque luoghi nel cratere Gale riscaldandoli fino a 850°C. A questo punto sono stati rilevati i vari isotopi del carbonio sui quali si sono basate le ipotesi. In particolare la quantità di carbonio 12 (legato a processi biologici) era molto più grande di quella di carbonio 13 trovata nei meteoriti o nell'atmosfera marziana.

Senza ulteriori elementi, come scritto sopra, non è però possibile trarre una conclusione definitiva. Capire il ciclo del carbonio su Marte sarà fondamentale in questo senso e NASA Curiosity, NASA Perseverance e l'analisi dei campioni che saranno riportati sulla Terra potrebbero fare luce su questo punto.

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